{"id":4349,"date":"2018-08-01T17:50:38","date_gmt":"2018-08-01T15:50:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=4349"},"modified":"2022-03-28T20:25:28","modified_gmt":"2022-03-28T18:25:28","slug":"terrorismo-in-tajikistan-by-giovanni-giacalone-e-marco-maiolino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/terrorismo-in-tajikistan-by-giovanni-giacalone-e-marco-maiolino\/","title":{"rendered":"Terrorismo in Tajikistan \u2013 by Giovanni Giacalone e Marco Maiolino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Lo scorso 30 luglio due ciclisti statunitensi, uno svizzero e uno olandese sono stati deliberatamente investiti e uccisi in Tajikistan mentre altri tre sono rimasti feriti. Il fatto \u00e8 avvenuto nel distretto di Danghara, a circa 70 km a sud-est della capitale Dushanbe.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta colpiti i ciclisti, i terroristi sono scesi dall\u2019automezzo armati di coltelli ed armi da fuoco leggere, uccidendo i superstiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le autorit\u00e0 tajike hanno reso noto di aver neutralizzato sette individui sospettati di essere coinvolti nell\u2019attacco. Nel contempo il Daesh ha rivendicato l\u2019attentato: prima nella giornata di luned\u00ec ma senza fornire prove a riguardo; il giorno successivo nuovamente con un filmato della lunghezza di due minuti e quaranta secondi nel quale si vede un gruppo di cinque giovani jihadisti che parlano tajiko e giurano fedelt\u00e0 ad al-Baghdadi. Nel video non vi \u00e8 per\u00f2 alcun riferimento all\u2019attacco di Danghara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marted\u00ec mattina il Ministero degli Interni tajiko rendeva noto che, tramite la confessione di uno dei sospettati posti in stato di arresto, si era appreso che il leader della cellula jihadista avrebbe ricevuto addestramento in Iran e che i terroristi avevano in programma di rifugiarsi in Afghanistan dopo l\u2019attacco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le autorit\u00e0 tajike punterebbero per\u00f2 il dito contro il partito islamista Islamic Renaissance Party of Tajikistan (IRPT), legato alla galassia della Fratellanza Musulmana e messo al bando nel 2015 con l\u2019accusa di aver progettato un colpo di stato<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Il partito ha per\u00f2 gi\u00e0 espresso pubblicamente le sue condoglianze verso le vittime e i rispettivi Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019IRPT ha tra l\u2019altro un referente afghano di etnia tajika, la Jamiat e-Islami, che dal 1968 al 2011 venne guidato da quel Burhanuddin Rabbani che svolse il ruolo di presidente dello Stato Islamico di Afghanistan dal 1992 al 1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In territorio tajiko operano anche l\u2019Islamic Movement of Uzbekistan (parte del Daesh) e l\u2019Islamic Jihad Union, staccatasi dall\u2019IMU e di stampo qaedista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando l\u2019attacco si pu\u00f2 aggiungere:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>L\u2019obiettivo Occidentale, turisti, in un\u2019area che risulterebbe tranquilla e frequentata da numerosi appassionati escursionisti e il fatto che gli assalitori sarebbero scesi dal mezzo gi\u00e0 armati (preparati) per giustiziare i superstiti, farebbe ipotizzare ad una certa pianificazione dell\u2019attacco. Progettazione che verrebbe avvalorata anche dal video di giuramento di fedelt\u00e0 al sedicente califfo, gi\u00e0 registrato in passato da numerosi altri attentatori del Daesh, come per esempio: Muhammad Riyad (luglio 2016), Mohammad Daleel (luglio 2016), Abu Jalil al Hanafi (luglio 2016), Uthman Mardalov e Salim Israilov (agosto 2016), Anis Amri (dicembre 2016), Masa\u2019ud al-Surghuti (agosto 2017), l\u2019attentatore di Grozny (marzo 2018) e Khamzat Azimov (maggio 2018)<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/li>\n<li>Il fenomeno jihadista risulta aver storicamente contraddistinto le repubbliche centro asiatiche ex sovietiche sia sotto forma di separatismo, sia attraverso l\u2019influenza di al Qaeda. Per l\u2019appunto, la militanza centro-asiatica svolse un ruolo di primo piano gi\u00e0 all\u2019inizio del duemila con un considerevole numero di foreign fighters finiti nelle file qaediste. Non a caso una nota base di addestramento di al-Zarqawi era a Fergana, in Uzbekistan.<\/li>\n<li>Tajikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Kazakistan e Kirghizistan avrebbero poi fornito almeno 4200 foreign fighters al sedicente Califfato in Iraq e Siria, pi\u00f9 di 1300 solo i tajiki, 94 dei quali rientrati a casa e 781 inseriti in una black list del governo.<\/li>\n<li>Il jihad afgano e quello centro asiatico risulterebbero correlati e numerosi miliziani provenienti dalle 5 repubbliche ex sovietiche sarebbero ancora oggi impegnati al fianco sia dei talebani che della branca afgana leale al Daesh.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019episodio di Danghara potrebbe dunque essere sia il frutto del terrorismo autoctono tajiko, magari di tipologia <em>lone-jihad<\/em> (visto bersaglio e <em>modus operandi<\/em>), sia la risultante di un attentato architettato altrove e capace di resuscitare il fantasma dei <em>returnee<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, l\u2019obiettivo \u00e8 stato raggiunto, il terrore diffuso e l\u2019attacco descritto sottolinea come il pericolo jihadista sia tutt\u2019altro che esaurito nel post Califfato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/worldview.stratfor.com\/article\/tajikistan-islamist-partys-growing-significance\">https:\/\/worldview.stratfor.com\/article\/tajikistan-islamist-partys-growing-significance<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.longwarjournal.org\/archives\/2018\/07\/assailants-in-tajikistan-swore-allegiance-to-baghdadi-before-attack.php\">https:\/\/www.longwarjournal.org\/archives\/2018\/07\/assailants-in-tajikistan-swore-allegiance-to-baghdadi-before-attack.php<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 30 luglio due ciclisti statunitensi, uno svizzero e uno olandese sono stati deliberatamente investiti e uccisi in Tajikistan mentre altri tre sono rimasti feriti. 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