{"id":4459,"date":"2018-10-28T16:47:51","date_gmt":"2018-10-28T14:47:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=4459"},"modified":"2022-03-28T19:43:23","modified_gmt":"2022-03-28T17:43:23","slug":"terrorismo-e-stato-deccezione-by-marco-boscariol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/terrorismo-e-stato-deccezione-by-marco-boscariol\/","title":{"rendered":"Terrorismo e Stato d\u2019Eccezione \u2013 by Marco Boscariol"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un alto numero di studiosi, tra cui spicca Giorgio Agamben, ritiene che l\u2019attuale scenario politico sia dominato da quello che molti definiscono il paradigma dello \u201cstato d\u2019eccezione\u201d. Non pochi autori credono che lo stato d\u2019eccezione giaccia fuori dall\u2019ordine legale e che lo stato di diritto non sia applicabile nella cornice dell\u2019eccezione, esattamente come sottolineato da molti rappresentanti sia dell\u2019ex governo Bush che dell\u2019ex governo Blair (ma anche da teorici del diritto come Bruce Ackerman, Cass Sunstein e Oren Gross). <!--more-->In questo scenario il diritto si mescola con la \u201cnuda vita\u201d, producendo la forma pi\u00f9 congeniale allo stato d\u2019eccezione, ovvero il \u201ccampo\u201d, esemplificato oggi da Guantanamo Bay.Nella moderna configurazione dello stato d\u2019eccezione le libert\u00e0 individuali non sono pi\u00f9 protette dalle garanzie costituzionali, mentre il potere esecutivo viene ad esercitare un potere via via sempre pi\u00f9 avente forza di legge in se stesso, dove la distinzione tra il potere legislativo, esecutivo e giudiziario si fa sempre pi\u00f9 sottile, fino a scomparire. \u00c8 in questo scenario che viene a crearsi la figura dell\u2019<em>homo sacer<\/em>, un vecchio concetto del diritto romano: un uomo completamente escluso dalla \u201ccitt\u00e0 degli uomini\u201d, senza nessuno status legale, abbandonato dalla legge ed esposto a qualsiasi minaccia. Proprio secondo Agamben siamo tutti virtualmente <em>homines sacri<\/em>, ma specialmente una categoria di persone: gli individui accusati di terrorismo o sospettati di attivit\u00e0 relazionata al terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella logica della \u201cwar on terror\u201d il sovrano viene definito dal terrorista e viceversa, producendo una violenza governamentale che, ignorando, all\u2019esterno, il diritto internazionale e producendo, all\u2019interno, uno stato d\u2019eccezione permanente, pretende tuttavia di stare ancora applicando il diritto. Nell\u2019era della \u201cbiopolitica\u201d, sempre secondo Agamben, esiste una forte solidariet\u00e0 tra democrazia e totalitarismi, dove questi stessi regimi appaiono indistinguibili e intercambiabili. Qui infatti, nello stato d\u2019eccezione, il fatto si mescola interamente con la norma.Quello che a noi interessa comunque \u00e8 indagare se lo stato d\u2019eccezione sia uno strumento adatto per combattere il terrorismo. Per incominciare con qualche numero, le riserve costituzionali sullo stato d\u2019emergenza sono diventate molto utilizzate nel ventesimo secolo: nel 1996 almeno 147 paesi hanno fatto uso dello stato d\u2019emergenza, tanto che la promulgazione dello stato d\u2019eccezione \u00e8 diventata quasi la fonte contemporanea del potere statale. Ma cosa \u00e8 lo stato d\u2019eccezione? \u00c8 un periodo in cui la legge \u00e8 sospesa a causa di un disastro o di una crisi che minaccia la stessa esistenza dello stato e della sua popolazione. Autori come Saint-Bonnet lo hanno definito un \u201cpunto di disequilibrio tra il diritto pubblico ed un fatto politico\u201d. La sua struttura \u00e8 composta di quattro elementi essenziali: il fatto emergenziale, ovvero la situazione che viene a crearsi in opposizione alla \u201cregola\u201d; il giudizio di necessit\u00e0, cio\u00e8 la valutazione in merito all\u2019idoneit\u00e0 o e meno dei mezzi per affrontare l\u2019emergenza; la disciplina derogatoria, consistente nella disciplina di dettaglio che deroga a determinati principi; infine i limiti e il controllo. La dichiarazione che costituisce lo stato d\u2019eccezione pu\u00f2 al massimo prevedere il soggetto competente a provvedere, ma non pu\u00f2 mai prevedere il presupposto e il contenuto della competenza che sono necessariamente illimitati. Come ben espresso da Carl Schmitt in <em>Teologia politica <\/em>\u201cegli (il sovrano) decide tanto sul fatto se (ma potremo anche dire in cosa) sussista il caso estremo d\u2019eccezione, quanto sul fatto di che cosa si debba fare per superarlo. Egli sta al di fuori dell\u2019ordinamento giuridico normalmente vigente e tuttavia appartiene ad esso poich\u00e9 a lui tocca la competenza di decidere se la costituzione <em>in toto<\/em> possa essere sospesa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per riprendere Agamben, lo stato d\u2019eccezione viene definito non tanto come una legge speciale, come la legge di guerra, ma come la sospensione dello stesso ordine giuridico, ovvero il suo limite massimo. In questa maniera lo stato d\u2019eccezione diventa base per qualsiasi nuova forma di diritto. In questo periodo le leggi fondamentali della Costituzione possono essere violate dal potere sovrano, come accadeva nei periodi di guerra e come invece accade oggi sotto la \u201cwar on terror\u201d. \u201cSovrano \u00e8 chi decide sullo stato d\u2019eccezione\u201d, chiosava Carl Schmitt in uno dei suoi pi\u00f9 famosi passaggi. Nello stato d\u2019eccezione anche alcuni trattati internazionali sui diritti umani possono essere \u201cbypassati\u201d per fronteggiare l\u2019emergenza, in base all\u2019articolo 4 dell\u2019ICCPR (<em>International Covenant on Civil and Political Rights) <\/em>e all\u2019articolo 15 dell\u2019ECHR (<em>European Convention on Human Rights<\/em>). La sospensione della legge colpisce le vite degli individui non solo come soggetti politici, ma come esseri umani. In ogni caso alcuni diritti sono inderogabili, come il divieto di tortura, la schiavit\u00f9, la libert\u00e0 di pensiero, di coscienza e di religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto globale, l\u2019emergere dell\u2019eccezionalismo aumenta la nostra comprensione delle maggiori misure intraprese dai governi per proteggere l\u2019esistenza biologica ed il benessere della propria popolazione. Sebbene l\u2019idea dello stato d\u2019eccezione \u00e8 originariamente stata pensata per un\u2019applicazione domestica, oggi la stessa idea si estende a livello internazionale, rendendo labile la distinzione tra interno\/esterno, politica interna\/relazioni internazionali, ordine\/anarchia, fiducia\/paura, polizia\/militari e amico\/nemico. Contrariamente al periodo pre-11 settembre, il punto di svolta delle politiche di sicurezza internazionali post-11 settembre \u00e8 la prevenzione invece che la difesa contro una ipotetica minaccia terroristica. \u00a0In questo senso la prevenzione invalida il diritto internazionale senza dichiararlo apertamente obsoleto. La guerra al terrorismo rimpiazza l\u2019ordine passato con un infinito spazio di eterna sorveglianza, detenzione e prevenzione. Per adesso per\u00f2 iniziamo ad analizzare un caso concreto nazionale come quello francese. La costituzione francese infatti rimane oggi l\u2019unico documento che regola la dichiarazione dello stato d\u2019emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stato d\u2019emergenza francese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia \u00e8 stata colpita il 13 novembre 2015 da forti attacchi terroristici dove hanno perso la vita pi\u00f9 di 130 civili. Il Presidente francese, Fran\u00e7ois Hollande, ha risposto a questi attacchi dichiarando immediatamente lo stato d\u2019emergenza in tutto il paese in base all\u2019articolo 16 della costituzione e ha poi chiesto una revisione della costituzione in tempi rapidi, che permettesse di agire \u201cin conformit\u00e0 allo stato di diritto, contro il terrorismo e la guerra\u201d. Il primo stato d\u2019emergenza \u00e8 durato per tre mesi, poi prolungato per altri 11 mesi fino al 15 luglio 2017, dopo la quinta proroga approvata dal Parlamento e dopo ulteriori attacchi terroristici come la strage di Nizza del 14 luglio 2016, rendendo questo lo stato d\u2019eccezione pi\u00f9 lungo dai tempi della guerra in Algeria degli anni 50\u2019. Il 18 novembre 2015 l\u201984% dei francesi intervistati in un sondaggio IFOP erano pronti ad \u201caccettare ulteriori misure di controllo e un certo grado di limitazione della (propria) libert\u00e0\u201d. Si assiste dunque a una curiosa forma di accettazione democratica della restrizione della libert\u00e0 democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stato d\u2019emergenza ha toccato varie sfere del diritto, dalla messa al bando di manifestazioni pubbliche, alla possibilit\u00e0 per la polizia di ricercare individui nelle loro case senza un mandato. Altre misure sono state la sospensione dell\u2019<em>habeas corpus<\/em> e il bloccaggio di alcuni siti web. Lo stato d\u2019emergenza ha poi dato poteri speciali ai prefetti, permette misure di coprifuoco, interrompe la libera circolazione e consente inoltre il controllo dei mezzi d\u2019informazione. A questo si sono aggiunte dichiarazioni dell\u2019allora Primo Ministro Manuel Valls, che ha dichiarato la sua intenzione di protrarre lo stato d\u2019emergenza finch\u00e9 la guerra globale contro l\u2019ISIS non cesser\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo persistente \u201ceccezionalismo\u201d ha movimentato l\u2019opposizione nel paese, guidata da ONG come Amnesty International e Human Rights Watch e culminata in sede delle Nazioni Unite, dove la Francia \u00e8 stata sanzionata verbalmente per le sue eccessive e sproporzionate misure restrittive dei diritti umani. In tutto il periodo d\u2019emergenza infatti si \u00e8 assistito ad un incremento dei poteri del Presidente e degli apparati di sicurezza come la polizia, capaci di sospendere la legge e intraprendere misure straordinarie, come l\u2019arresto di sospettati senza un giusto processo, sulla falsa riga di quanto successo a Guantanamo o Abu Ghraib. L\u2019arresto senza giusto processo fa cadere l\u2019impianto di diritto dominante, l\u2019habeas corpus, producendo una indistinzione tra vita privata e vita politica, tra <em>zoe<\/em> e <em>bios<\/em>. In questo stato d\u2019eccezione, la distinzione tra cittadini e immigrati si fa labile, soprattutto dopo alcuni provvedimenti che prevedevano il ritiro della nazionalit\u00e0 francese per i cittadini sospettati di terrorismo, mossa che virtualmente porta a trasformare questo gruppo di individui in \u201cnude vite\u201d, sempre per citare Agamben.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legislazione d\u2019eccezione riduce gli strumenti di limitazione del potere, riducendo per esempio il ruolo del Parlamento: anche se obbligato a consultarlo, infatti il Presidente pu\u00f2 decidere in autonomia dell\u2019applicazione dell\u2019articolo 16. Il potere della magistratura \u00e8 in egual misura limitato, in quanto le garanzie procedurali vengono ridotte con il trasferimento delle prerogative della magistratura ai prefetti, come nel caso della \u201cmisura amministrativa\u201d dell\u2019obbligo di dimora. Come spiega Saint-Bonnet, \u201cin linea di principio, qualunque limitazione alla libert\u00e0 non pu\u00f2 avere carattere preventivo e pu\u00f2 essere ordinata soltanto da un giudice, guardiano delle libert\u00e0 individuali, non da un prefetto\u201d. Sempre secondo il giurista francese, la strada da percorrere sarebbe invece quella della costruzione <em>ex nihilo<\/em> di una tipologia specifica di diritto applicabile ai terroristi jihadisti, senza per\u00f2 che in questo modo si inquinino il diritto penale da una parte e quello internazionale dall\u2019altra. Lo stato d\u2019emergenza si \u00e8 infatti concluso con una nuova legge antiterrorismo che l\u2019attuale Capo di Stato Emmanuel Macron ha presentato davanti alla Corte europea dei diritti dell\u2019uomo a Strasburgo, normalizzando molte delle misure previste dallo stato di emergenza e inserendole nel normale diritto pubblico. Mossa questa che ha prodotto nuove critiche da parte dell\u2019Onu, mettendo in guardia la Francia da eventuali rischi per l\u2019integrit\u00e0 della protezione dei diritti umani e la stigmatizzazione di alcune comunit\u00e0, come quella musulmana e quella pi\u00f9 generale dei migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stato d\u2019emergenza sembra aver comunque prodotto pochi risultati concreti. La sproporzione tra le limitazioni allo stato di diritto e i risultati ottenuti \u00e8 enorme: infatti in soli cinque casi le perquisizioni svolte hanno dato luogo a un\u2019inchiesta giudiziaria. Durante il primo anno, l\u201980% dei controlli non ha portato a nessun arresto, riscontrando perlopi\u00f9 crimini minori. Va inoltre notato che n\u00e9 l\u2019assassino di Nizza n\u00e9 quello dei due poliziotti uccisi a Magnanville erano stati toccati dai provvedimenti introdotti dallo stato d\u2019emergenza. Inoltre il principale attentato sviato in Francia dal 13 novembre 2015 \u2013 quello che stava preparando Reda Kriket, arrestato il 24 maggio 2016 \u2013 \u00e8 stato sventato grazie ai metodi giudiziari e di polizia classici, senza rapporto con lo stato d\u2019emergenza. Lo stesso rapporto della commissione d\u2019inchiesta conclude che \u201clo stato di emergenza e l\u2019operazione militare Sentinella hanno avuto una portata limitata sulla sicurezza nazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di parere diverso \u00e8 il Ministro dell\u2019Interno G\u00e9rard Collomb, che in un\u2019intervista rilasciata al settimanale L\u2019Express ha difeso il bilancio delle misure di urgenza adottate, fornendo per la prima volta una serie di cifre: 32 attentati sventati, 4457 perquisizioni amministrative e 625 armi sequestrate. Inoltre ad oggi in Francia 11 luoghi di culto restano chiusi e 41 persone si trovano ancora in detenzione domiciliare per sospetta radicalizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficile dire con assoluta certezza chi abbia ragione sull\u2019efficacia dello stato d\u2019eccezione, ma vero altres\u00ec che con la riforma sull\u2019antiterrorismo Macron \u00e8 riuscito a sbloccare lo stallo istituzionale che si era creato. Quello che preoccupa \u00e8 che per\u00f2 lo stato d\u2019eccezione non sembra in realt\u00e0 terminare mai, almeno nell\u2019inconscio collettivo: se \u00e8 vero che il 57% dei francesi si \u00e8 dichiarato favorevole alle misure contenute nel testo, il 62% ha stimato che la legge avr\u00e0 la \u201ctendenza a deteriorare le libert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancanza di un accordo a livello internazionale sulla definizione di terrorismo significa che nell\u2019attivazione dello stato d\u2019emergenza gli stati hanno diritto di decidere non solo <em>quando<\/em> un\u2019azione terroristica minaccia la vita della nazione, ma anche <em>cosa \u00e8<\/em> una vera minaccia terroristica. Infatti molte volte \u00e8 difficile valutare se un atto \u00e8 puramente criminale o sia un\u2019azione terroristica. Stesso discorso riguardo all\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019evento terroristico, la sua imminenza ed il principio della limitazione della durata dello stato d\u2019emergenza e la sua necessit\u00e0. Rimane dunque ancora attuale il pensiero di Giorgio Agamben: \u201cUno stato che ha la sicurezza come sola funzione e fonte di legittimit\u00e0 \u00e8 un organismo fragile; pu\u00f2 essere sempre provocato dal terrorismo per diventare esso stesso terroristico\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un alto numero di studiosi, tra cui spicca Giorgio Agamben, ritiene che l\u2019attuale scenario politico sia dominato da quello che molti definiscono il paradigma dello \u201cstato d\u2019eccezione\u201d. 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