{"id":460,"date":"2004-02-03T10:17:50","date_gmt":"2004-02-03T10:17:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=460"},"modified":"2014-07-30T10:22:16","modified_gmt":"2014-07-30T10:22:16","slug":"03","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/03\/","title":{"rendered":"Kamikaze a Erbil. Un festa del sacrifico drammatica &#8211; by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>I fatti di questa prima domenica di febbraio 2004 sono chiari: praticamente in contemporanea due kamikaze si fanno esplodere nelle sedi del PUK e del PDJ a Erbil, Kurdistan. Il generale americano Mark Kimmitt parla di oltre 200 feriti. Mohammad Ihsan, ministro per i diritti umani nel governo regionale kurdo parla di circa 150 morti, 60 nella sede del PUK e 80 nella sede del PDK. <!--more--> Tra questi numerose figure di rilievo: Akram Mintik, governatore della provincia, il vice primo ministro Sami Abdul Rahman, i ministri Shawkat Sheik Yazdin e Saad Abdullah. Nell\u2019occasione della festa la sorveglianza era forse allentata e, sicuramente, qualche folle integralista ha pensato di approfittarne ammazzando chi considera infedele. Tra l\u2019altro, proprio nei giorni scorsi alti esponenti del PUK avevano esplicitamente accusato il terrorismo islamico e le sue ramificazioni Kurde degli attentati in Iraq. Come da me gi\u00e0 raccolto alcuni mesi fa in Kurdistan, gli ufficiali di governo hanno pubblicamente sostenuto che gruppi kurdi di matrice islamica, gi\u00e0 attivi nel Kurdistan iracheno prima della guerra contro l&#8217;Iraq, sono tuttora responsabili degli attacchi terroristici nel Paese con riferimento esplicito ad Ansar Al Islam, stretta parete di Al Qaeda, il cui leader Mullah Krekar \u00e8 ancora ospite (rifugiato) in Norvegia. Il colpo di questa domenica \u00e8 significativo: avviene in un momento di festa per l\u2019Islam; avviene a Erbil, la citt\u00e0 in cui i due maggiori partiti del Kurdistan cercano di ricostruire un\u2019intesa nazionale in un parlamento comune; colpisce entrambi i partiti kurdi, il PUK e il PDK. La matrice \u00e8 quella del fanatico terrorismo islamico che non pu\u00f2 tollerare di \u201csantificare\u201d le feste senza uccidere, perfettamente coerente con le parole di Keis Abu Assim, di Ansar, con cui ho parlato ad agosto. La ragione sta nella impossibilit\u00e0 per il terrorismo islamico di tollerare qualunque modello di democrazia emergente, a cui lo stesso Iraq potrebbe ispirarsi, il cui incubatore pu\u00f2 essere proprio il Kurdistan. La risposta si ritrova nella eliminazione radicale del terrorismo. Ma lo scenario che si apre dopo questo attentato \u00e8 difficile e complesso. Le truppe alleate non sono in grado di affrontare la guerra contro il terrorismo in Iraq n\u00e9 di gestire il dopoguerra. Tantomeno, in queste condizioni, l\u2019Iraq pu\u00f2 affrontare da solo un cammino democratico proficuo affrettando elezioni scontate. Queste cose Ansar\/Al Qaeda le sa e colpisce duro affinch\u00e9 la situazione precipiti. Gi\u00e0 questa \u00e8 una buona ragione per tenere duro. Ma accettando la sfida della complessit\u00e0 e introducendo nuovi possibili fattori di potenziale stabilit\u00e0. Come per esempio: leggere, da parte americana, con pi\u00f9 obiettivit\u00e0 le interessate pressioni turche sul Nord, per \u201cri-cortocircuitarne\u201d gli interessi secondo una pi\u00f9 ampia prospettiva regionale. Inoltre, avviare da parte USA (o continuare in una sede protetta magari Svizzera!) concrete relazioni con l\u2019Iran, che pu\u00f2 essere un alleato prezioso contro Al Qaeda, interlocutore con gli sciiti e, di fatto, stabilizzatore dell\u2019area proprio con la Turchia. Ancora, provare a ribaltare le ipotesi di federalismo etnico in federalismo territoriale, cosicch\u00e9 le autonomia regionali si concretizzino sulla base di geometrie flessibili definite dalla popolazione di ciascuna area. E infine, questa volta per tutti e per noi europei in particolare, essere presenti in Kurdistan e nell\u2019Iraq, per portare gli strumenti della democrazia, quelle \u201ccose\u201d, cio\u00e8, che cambiano la vita quotidiana degli uomini. <em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Marco Lombardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fatti di questa prima domenica di febbraio 2004 sono chiari: praticamente in contemporanea due kamikaze si fanno esplodere nelle sedi del PUK e del PDJ a Erbil, Kurdistan. 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