{"id":4633,"date":"2019-02-08T14:07:05","date_gmt":"2019-02-08T12:07:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=4633"},"modified":"2022-03-28T20:22:38","modified_gmt":"2022-03-28T18:22:38","slug":"la-cina-e-il-terrorismo-by-marco-boscariol","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/la-cina-e-il-terrorismo-by-marco-boscariol\/","title":{"rendered":"La Cina e il terrorismo \u2013 by Marco Boscariol"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come il ruolo della Cina si \u00e8 espanso negli affari politici ed economici globali, cos\u00ec pure si \u00e8 accentuata la sua esposizione al terrorismo domestico ed internazionale. Questa nuova esposizione allo stesso tempo \u00e8 legata nella risposta a tali nuovi fenomeni da due principi di vecchia data, quello di \u201cnon intervento\u201d e quello di \u201cnon interferenza\u201d.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un video del marzo 2017 trasmesso da Al Jazeera, l\u2019auto proclamato Stato Islamico (ISIS) si impegna a \u201cfar versare fiumi di sangue\u201d in attacchi rivolti a target cinesi. Negli ultimi due decenni, i cittadini cinesi, l\u2019economia, i peacekeepers, e le strutture di governo sono stati target e vittime del terrorismo internazionale. Nel 2017, per esempio, due insegnanti cinesi impegnati in attivit\u00e0 missionarie cristiane sono stati giustiziati dall\u2019ISIS in Pakistan. Nel 2016, un cittadino cinese \u00e8 stato ucciso in un attacco di Al-Qaeda in un resort di lusso e alcuni peacekeepers cinesi delle Nazioni Unite sono stati uccisi in due attacchi separati in Mali; l\u2019ambasciata cinese in Kyrgyzstan \u00e8 stata vittima di un attacco suicida di un terrorista dai presunti legami con i separatisti Uiguri in Cina ed un uomo d\u2019affari cinese \u00e8 stato ucciso in un attacco bomba dell\u2019ISIS nell\u2019aeroporto di Bruxelles. Tra il 2004 e il 2014, cittadini cinesi sono morti in attacchi terroristici in Afghanistan, Camerun, Giordania, Kenya, Malesia, Mali, Pakistan, Siria, Tailandia, e Stati Uniti. Altri numerosi cinesi sono morti in incidenti terroristici domestici all\u2019interno dei confini della Repubblica Popolare Cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli interessi cinesi sono guidati dal desiderio di assicurare la stabilit\u00e0 domestica in Xinjiang ed in tutta la Cina, promuovendo la stabilit\u00e0 regionale (specialmente in Asia Centrale e in quella del Sud, nel Medio Oriente e in Africa) e di proteggere i cittadini cinesi all\u2019estero con i loro affari economici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Specialmente dallo scoppio delle rivolte e delle violenze in Xinjiang nel 2009, la Primavera Araba del 2011, e una serie di attacchi terroristici di alto profilo all\u2019interno dei confini cinesi (inclusi un attacco suicida sotto il ritratto di Mao in piazza Tienanmen, un attacco di massa con un coltello alla stazione dei treni di Kunming ed un numero di violenti incidenti in Xinjiang) la sensibilit\u00e0 cinese verso il potenziale impatto del terrorismo internazionale sulla stabilit\u00e0 domestica \u00e8 notevolmente aumentato. In particolare Pechino \u00e8 interessata al fatto che gli Uiguri potranno inserirsi in organizzazioni transnazionali terroristiche come ISIS o al-Qaeda e ritornare in Cina radicalizzati e pronti a disturbare l\u2019ordine sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una stima di 10 milioni di musulmani uiguri vive nella Regione occidentale autonoma uigura dello Xinjiang. Negli anni, gli Uiguri si sono coinvolti in una serie di atti terroristici contro i cinesi Han, sia nello Xinjiang, ma anche nelle provincie orientali. La Cina ha espresso a lungo preoccupazione riguardo l\u2019effetto che il terrorismo internazionale pu\u00f2 avere su una potenziale insurrezione nello Xinjiang. Nell\u2019ultimo decennio queste preoccupazioni sono incrementate sensibilmente, specialmente riguardo sia il Partito Islamico del Turkestan sia del Movimento Islamico del Turkestan Orientale, ufficialmente designato come organizzazione terroristica dal Dipartimento di Stato USA e dall\u2019INTERPOL dopo la sollecitudine\u00a0 del governo cinese dopo i fatti dell\u201911 settembre. Pi\u00f9 specificatamente, la Cina \u00e8 preoccupata che gli Uiguri possano arruolarsi nell\u2019ISIS ed in altri gruppi terroristici come possibili <em>foreign fighters <\/em>in Siria e nel Sudest asiatico, per poi tornare in Cina incoraggiando le violenze all\u2019interno dei confini nazionali. Sebbene \u00e8 ampiamente constatato che il vero impatto delle violenze nello Xinjiang del Movimento Islamico del Turkestan Orientale e del Partito Islamico del Turkestan sia minimo, Pechino \u00e8 preoccupata che questi legami siano reali e questo fatto guida tutto il suo approccio al terrorismo, in casa cos\u00ec come all\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra maggiore preoccupazione in relazione al terrorismo internazionale \u00e8 la stabilit\u00e0 regionale nel Medio Oriente, in Africa, nell\u2019Asia centrale e nel Sud Asia. Queste regioni sono la chiave per la sicurezza della Cina e provvedono a significanti opportunit\u00e0 di mercato per gli affari cinesi (sia pubblici che privati) in un\u2019ampia gamma di settori. Per esempio, oggi la Cina \u00e8 il pi\u00f9 grande importatore netto di petrolio. Pi\u00f9 del 70% di questo petrolio proviene dal Medio Oriente e dall\u2019Africa subsahariana. Queste regioni sono anche i maggiori mercati dell\u2019export cinese (sia di beni che di servizi) e fonte incredibilmente importante di opportunit\u00e0 d\u2019investimento. Per esempio, secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, nel 2015 la Cina ha prodotto un export nel Medio Oriente superiore ai 155 miliardi di dollari e in Africa subsahariana di 83 miliardi di dollari. La sua Nuova via della seta (<em>Belt and Road Initiative<\/em>) amplifica solamente il bisogno cinese di stabilit\u00e0 nella zona del Medio Oriente e dell\u2019Africa subsahariana cos\u00ec come del Sud Asia e dell\u2019Asia centrale. Il terrorismo internazionale nella forma dei gruppi come l\u2019ISIS, al-Qaeda, Boko Haram mettono in pericolo la stabilit\u00e0 interna di molti paesi in quelle regioni cos\u00ec come aumentano il potenziale per un conflitto internazionale che in ultima istanza potrebbe minacciare gli interessi e le risorse economiche cinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, Pechino ha sempre pi\u00f9 bisogno di proteggere i suoi cittadini e i suoi affari all\u2019estero. Siccome l\u2019impronta cinese si espande sempre pi\u00f9 globalmente, la sua vulnerabilit\u00e0 ad attacchi compiuti da gruppi terroristici transnazionali aumenta. Il Partito Comunista Cinese sostiene anche che il popolo cinese stia facendo sempre pi\u00f9 pressione verso il Partito per proteggere i cittadini cinesi e gli affari all\u2019estero. Ed ogni nuovo violento incidente perpetrato da un gruppo terrorista internazionale non fa che aumentare questa pressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 forte risposta cinese al terrorismo internazionale \u00e8 stata all\u2019interno dei suoi confini. Sebbene Pechino ha enfatizzato la soppressione di potenziale attivit\u00e0 terroristica domestica per decenni, dal 2009 le sommosse in Xinjiang si sono abbattute pi\u00f9 severamente l\u00ec, ma anche in molti altri luoghi della nazione. Esempi di aumentata repressione nel nome della prevenzione del terrorismo domestico e transnazionale includono la nuova legge sulla sicurezza nazionale e la legge sul controterrorismo (entrambe promulgate nel 2015) cos\u00ec come un\u2019ampia gamma di attivit\u00e0 di polizia e di serrato controllo sociale in Xinjiang. Oltre all\u2019aumentato dispiegamento dell\u2019Esercito Popolare di Liberazione e della Polizia Armata Popolare in Xinjiang, Pechino spesso restringe le pratiche religiose nel tentativo di combattere l\u2019emergenza della minaccia terroristica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo i suoi sforzi domestici, il prossimo pi\u00f9 forte punto focale di Pechino riguarda la cooperazione contro terroristica bilaterale e gli sforzi multilaterali nella Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, nel <em>China-Arab States Cooperation Forum <\/em>(CASCF), e nelle Nazioni Unite. I partner bilaterali cinesi contro il terrorismo sono primariamente posizionati in Centro, Sud e Sudest Asia. Le misure contro il terrorismo furono una delle ragioni per cui fu fondata l\u2019Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai ed il CASCF sempre pi\u00f9 sottolinea il bisogno di una cooperazione multilaterale in quest\u2019area. Il lavoro sul contro terrorismo cinese alle Nazioni Unite si compie attraverso una <em>Counter-terrorism Implementation Taskforce<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio, la Cina partecipa alle operazioni di peacekeeping dell\u2019ONU per favorire la stabilit\u00e0 nelle societ\u00e0 ad alto rischio nello sviluppo di organizzazioni terroristiche. Il suo veto siriano nel Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU pu\u00f2 essere parzialmente attribuito alla sua visione che interferenze esterne nel conflitto possono probabilmente prolungare la guerra civile e rafforzare gruppi che hanno legami con organizzazioni terroristiche internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la Cina voglia prevenire la diffusione del terrorismo internazionale le sue relative attivit\u00e0 globali sono obbligate in una certa direzione. Una ragione \u00e8 la priorit\u00e0 del terrorismo domestico su quello internazionale. La posizione primaria della Cina \u00e8 il non intervento e la non interferenza. La Cina vuole evitare di divenire sempre pi\u00f9 un target del terrorismo sia domestico che internazionale rispetto a quello che lo \u00e8 gi\u00e0. Infine, la Cina ha una limitata capacit\u00e0 e impronta all\u2019esterno dei suoi confini per impegnarsi in attivit\u00e0 anti terroristiche. Oltre che una nuova base in Gibuti, la Cina non ha basi militari all\u2019estero per supportare massicce iniziative anti terroristiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visto che Pechino gioca un ruolo sempre pi\u00f9 influente nella politica e negli affari economici globali, la sua esposizione al terrorismo internazionale e domestico \u00e8 probabile che cresca. La sua Nuova via della seta \u2013 uno sviluppo messo a fuoco nella strategia di cooperazione con i paesi Euroasiatici \u2013 espander\u00e0 il coinvolgimento cinese in molte regioni dove essa \u00e8 gi\u00e0 un target del terrorismo internazionale, inclusi Centro, Sud e Sudest Asia cos\u00ec come il Medio Oriente e l\u2019Africa subsahariana. Detto ci\u00f2, data la sua forte aderenza al principio di non interferenza e le sue paure di ripercussioni dai gruppi terroristici globali, nel breve periodo la Cina continuer\u00e0 probabilmente a dirigere gli sforzi e focalizzarsi nelle sue strategie anti terroristiche per fronteggiare minacce domestiche e partecipando in relativi sforzi bilaterali e multilaterali su base limitata. Nel prossimo futuro, la cooperazione Cina-USA sul tema rimarr\u00e0 probabilmente minima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec come il ruolo della Cina si \u00e8 espanso negli affari politici ed economici globali, cos\u00ec pure si \u00e8 accentuata la sua esposizione al terrorismo domestico ed internazionale. 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