{"id":464,"date":"2004-08-04T10:22:26","date_gmt":"2004-08-04T10:22:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=464"},"modified":"2014-07-30T10:23:25","modified_gmt":"2014-07-30T10:23:25","slug":"iraq-ora-aleggia-lo-spettro-della-guerra-di-religione-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/iraq-ora-aleggia-lo-spettro-della-guerra-di-religione-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Iraq, ora aleggia lo spettro della guerra di religione &#8211; by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Quanto accaduto domenica 1\u00b0 agosto, gli attacchi alle chiese cristiane in Iraq, deve preoccupare molto. Se ancora di preoccupazione \u201cne avanza\u201d per la situazione irakena. Storicamente in Iraq si \u00e8 sempre registrata una compresenza di confessioni per cui, tra la stragrande maggioranza islamica, circa il 3% della popolazione si professava cristiano. Una fede non sempre facile da testimoniare, da parte di cattolici, soprattutto caldei, ortodossi, protestanti e nestoriani, ma sicuramente non in guerra con le altre fedi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Finora, d\u2019altra parte, anche il radicalismo islamico non aveva preso di mira \u201cavversari religiosi\u201d, indirizzando le proprie azioni contro gli occupanti, che \u201canche\u201d sono non musulmani. \u201cAnche\u201d: tanto \u00e8 vero che nel mucchio degli omicidi e dei rapimenti della guerriglia finiscono persone legate all\u2019Islam, ma \u201coccupanti\u201d. L\u2019avvio di agosto mostra un perfezionamento della strategia orientata alla promozione di un Iraq instabile, sprofondato nel caos, sotto il controllo del pi\u00f9 pericoloso terrorismo internazionale islamico. L\u2019obiettivo \u00e8 allargare ogni possibile frattura, radicalizzare le differenze in sistemi di relazioni inconciliabili, scatenare la battaglia del tutti contro tutti dove almeno fino a poco tempo fa c\u2019era tolleranza reciproca. Quando lo scorso settembre parlavo con Mons. Ibrahim Yussef Elias, a capo della diocesi caldea di Sulaimani di circa 400 cristiani, mi veniva orgogliosamente mostrata la nuova chiesa realizzata con il supporto del governo Kurdo. Da questa nuova costruzione, moderna e accogliente, si vedevano chiaramente le moschee scita e sunnita: una sorta di triangolo spirituale che testimoniava la tolleranza e la compresenza dei fedeli nella medesima citt\u00e0. Il giorno prima degli attentati ho avuto la fortuna di parlare con padre Nizar Semaan, sacerdote siriaco di Ninive in Italia per qualche settimana, che aveva gi\u00e0 preso posizione nei mesi scorsi verso un irrigidimento del \u201cnuovo Iraq\u201d nei confronti dei cristiani, almeno nel processo di spartizione dei nuovi poteri. Quando ancora nel nostro dialogo non si prospettava una guerra tra le religioni. Oggi, e siamo ai primi giorni di agosto 2004, lo spettro della guerra di religione aleggia. Eppure, pu\u00f2 ancora non essere cos\u00ec. Guerra tra fedeli in Iraq significa: guerra tra padri e figli, tra ricchi e poveri, tra uomini del sud e del nord, tra verdurieri e macellai, &#8230;. La strategia terrorista \u00e8 quella di individuare sistematicamente ogni differenza, forzare ogni piccola crepa, introdurvi il kamikaze come un deflagrante grimaldello che allarghi il baratro della pi\u00f9 piccola diversit\u00e0 sociale, per renderla un vuoto di relazione incolmabile, se non con il sangue della lotta. Nuovamente, la strategia \u00e8 lucida e coerente per favorire il permanere di una \u201cstabile incertezza\u201d, di cui si scrive da tempo, di cui \u00e8 soluzione residuale, ma unica efficace, il regno del terrore. Io continuo a credere, dunque, che a fronte di una necessaria risposta militare e di polizia coordinata tra iraqeni e alleati verso il terrorismo, il futuro del Paese non possa che ritrovarsi nello sforzo unito dell\u2019intera popolazione, chiamata a respingere le profferte del mago Al-Zarqawi con gli strumenti della democrazia.<\/p>\n<p><em>Marco Lombardi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto accaduto domenica 1\u00b0 agosto, gli attacchi alle chiese cristiane in Iraq, deve preoccupare molto. Se ancora di preoccupazione \u201cne avanza\u201d per la situazione irakena. 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