{"id":466,"date":"2004-03-02T10:23:33","date_gmt":"2004-03-02T10:23:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=466"},"modified":"2014-07-30T10:24:33","modified_gmt":"2014-07-30T10:24:33","slug":"iraq-strage-della-costituzione-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/iraq-strage-della-costituzione-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Iraq: strage della Costituzione &#8211; by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Come al solito, allo scoccare di un appuntamento importante religioso e civile, il terrorismo colpisce duramente in Iraq. Ieri, primo marzo, ha sterminato una gran numero di sciiti a Baghdad, a Kerbala e in Pakistan.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Non ho mai amato citarmi, ma desidero ricordare che \u2013 al contrario di molti \u2013 dal mio ritorno dall\u2019Iraq lo scorso settembre, ho sempre sostenuto \u2013 anche da queste pagine di Cattolica News \u2013 come nel Paese non esistesse guerriglia pro &#8211; Saddam ma terrorismo. Un terrorismo che persegue con determinazione un progetto di sistematica instabilit\u00e0, all\u2019interno di un progetto jihadista ormai avviato, per cui sia la cattura del Rais sia quella di Osama poca influenza hanno sulle cose ormai in corso d\u2019opera, i cui colpi scandiscono con precisione ogni singolo momento di potenziale svolta del Paese. Quest\u2019ultimo risultato \u00e8 evidente: l\u2019attesa sottoscrizione della Costituzione \u00e8 stata rinviata. Il bersaglio sono stati gli Sciiti, colpevoli di essere una maggioranza religiosa che ha accettato un compromesso sulla non esclusivit\u00e0 dell\u2019Islam nella elaborazione delle leggi del futuro stato iraqeno. L\u2019arma strategica \u00e8 stata l\u2019indistinguibile \u201carmata\u201d di Ansar al Islam e Al Qaeda, il cui controllo militare \u00e8 da molto pi\u00f9 tempo di quanto si pensi, nelle mani di Al Zarqawi. Costui \u00e8 ormai il leader delle formazioni, un esperto di armi chimiche e biologiche, un assassino consumato, un formatore nei campi afghani e ceceni delle nuove leve, un reclutatore di livello internazionale gestore di una rete transnazionale del terrore che ha avuto cura di costruire in questi ultimi anni. Come i terroristi di Ansar che ho incontrato in Nord Iraq: una persona che dobbiamo vedere prima che lui ci veda&#8230; Questa volta, inoltre, l\u2019azione si \u00e8 allargata andando a colpire gli sciiti anche in Pakistan, rafforzando il segnale di instabilit\u00e0 verso questo gruppo religioso, rinforzando la dimensione internazionale dell\u2019attacco, sottolineando la criticit\u00e0 del Pakistan. Da quest\u2019ultimo Paese, infatti, aumentano i segnali che mostrano una criticit\u00e0 delle aree afghano-pakistane, ormai santuario del terrorismo, e la preoccupazione di una progressiva connessione tra queste aree di confine con quelle poste a oriente, dove c\u2019\u00e8 terreno fertile per il terrorismo tra i combattenti del Jamnu Kashmir. Che cosa possiamo aspettarci? Che le cose peggiorino dal punto di vista militare: circa sei mesi fa dissi di aspettarmi diciotto\/ventiquattro mesi di peggioramento, e lo confermo. Che cosa possiamo fare? Andare avanti, insieme agli sciiti, ai kurdi e alle altre minoranze iraqene. Ai primi \u00e8 chiesto di mostrare che il coraggio dell\u2019Islam, come pi\u00f9 spesso fu nella storia, si dimostra non solo nella sua deteriore espressione del terrore di Osama, ma soprattutto nella capacit\u00e0 di tenere testa ai loro stesasi assassini, senza connivenze motivate da domande irrisolte di protezione agli americani o da spuri afflati religiosi. Se gli sciiti sono non solo una maggioranza numerica, ma anche rappresentano una espressione di valore per il futuro Iraq devono cominciare a mostrarlo adesso, compartecipando responsabilmente a un processo di stabilizzazione e democratizzazione del Paese che non pu\u00f2 essere invertito. Ai secondi, ai Kurdi, che in questi giorni dimostrano per le strade a supporto di un referendum per l\u2019autodeterminazione, \u00e8 chiesto di ascoltare le parole che il loro Primo Ministro Barham Salih gi\u00e0 mi disse \u2013 e non perde occasione di ripetere -: \u201cil popolo Kurdo, come ogni altro popolo, ha il diritto della propria autodeterminazione compreso il diritto di erigere uno Stato Kurdo. Questo \u00e8 un diritto fondamentale, ma io sono in una posizione di responsabilit\u00e0 e spero di esercitare responsabilmente i miei compiti. I credo che i kurdi irakeni abbiano una opportunit\u00e0 di collaborare con gli iraqeni democratici, gli arabi democratici, i turcmeni democratici, gli assiri democratici, per sviluppare un sistema di governo valido per tutti e fondato sulla libert\u00e0. Per questo richiedo uno stato federale democratico per l\u2019Iraq.\u201d Il loro futuro \u00e8, infatti, in questo Iraq Federale e il loro anche comprensibile scontento per l\u2019andamento delle cose non deve incrinare l\u2019unit\u00e0 del popolo, che affonda le radici in una forte comune identit\u00e0, onde evitare estremismi di pochi gi\u00e0 caduti nella rete di Ansar al Islam. Agli Alleati, tocca tener duro. La giustificazione a posteriori dell\u2019intervento in Iraq sta nella perseveranza politica e militare contro il terrorismo, indipendentemente da scadenze elettorali e pressioni delle lobby economiche, e nel supporto tale al processo di cambiamento in Iraq che \u00e8 stato innescato.<\/p>\n<p><em>Marco Lombardi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come al solito, allo scoccare di un appuntamento importante religioso e civile, il terrorismo colpisce duramente in Iraq. 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