{"id":4686,"date":"2019-03-22T16:17:17","date_gmt":"2019-03-22T14:17:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=4686"},"modified":"2019-05-01T16:09:29","modified_gmt":"2019-05-01T14:09:29","slug":"terrorismo-intorno-al-mondo-o-si-pensa-nuovo-o-siamo-finiti-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/terrorismo-intorno-al-mondo-o-si-pensa-nuovo-o-siamo-finiti-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Terrorismo intorno al Mondo: o si pensa \u201cnuovo\u201d o siamo finiti \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La discussione in corso dopo gli attentati in Nuova Zelanda, a Utrecht e sul bus milanese \u00e8 estremamente interessante. Ci entro a \u201cgamba tesa\u201d soprattutto per criticare la maggior parte delle argomentazioni che ho letto in questi giorni, perch\u00e9 quest\u2019ultima settimana \u00e8 un ulteriore <strong>punto di rottura per la comprensione del terrorismo<\/strong> e, di conseguenza, delle necessarie strategie per combatterlo.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione per me \u00e8 semplice e qui la riprendo per punti, rispetto ad approfondimenti che far\u00f2 in quei contesti pi\u00f9 adatti alla riflessione teorica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro c\u2019\u00e8 la definizione di terrorismo sulla quale tutti si cimentano per cercare di capire se gli eventi da cui partiamo siano tali oppure no. La definizione \u00e8 importante perch\u00e9, al di l\u00e0 di orientare gli strumenti giuridici, fornisce i confini interpretativi del fenomeno e, di conseguenza, le linee di azione con cui rispondere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bene: il limite del dibattito \u00e8 che tutti coloro i quali lo affrontano sono estremamente vecchi e formali nel cercare di confermare i modelli esistenti, cos\u00ec generando enorme vulnerabilit\u00e0 rispetto alla capacit\u00e0 evolutiva che il terrorismo ha, scombussolando gli schemi interpretativi di chi lo combatte. <strong>Inutile cercare a tutti i costi di ricollocare il terrorismo di oggi nelle definizioni<\/strong> europee, in quelle nazionali, nelle altre pi\u00f9 diffuse di ICT o proposte dagli studi di Alex Schimd: chi lo fa sta cercando di inscatolare in quello che gi\u00e0 conosce qualche cosa che evolve ormai in maniera diversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, il richiamarsi alla necessaria dimensione organizzativa formale e alla matrice politica o ideologica per definire il terrorismo \u00e8 una sciocchezza pericolosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <strong>nuove strutture organizzative<\/strong>, cio\u00e8 quei sistemi di relazioni significative che servono a costruire identit\u00e0 e dare senso interpretativo alla realt\u00e0, sono diventati flessibili e adattabili: <strong>alla appartenenza di gruppo si \u00e8 sostituita l\u2019appartenenza di rete<\/strong>, fondata sulle relazioni tra singolarit\u00e0 che si imitano, si confermano e si emulano. Tarrant nelle sue rivendicazioni non si richiama a gruppi ma a singoli individui. L\u2019idea di Lupo Solitario, al di l\u00e0 di offendere i lupi, \u00e8 una stupidit\u00e0 da esorcismo che non riconosce il fatto che la solitudine organizzativa non corrisponde a una solitudine esistenziale: non si appartiene pi\u00f9 a gruppo, che legittima idee e magari pianifica attachi, ma si partecipa una rete che si auto-seleziona per la capacit\u00e0 di soddisfazione che offre a bisogni individuali che possono mutare anche rapidamente. Questa \u00e8 la nuova forma di appartenenza, diversa dalle precedenti, ma fondativa al punto di non poter parlare di solitudine. Ma drammatica al punto da rendere, in un contesto organizzativo liquido, ogni prevenzione pressoch\u00e9 impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo <strong>ragionare per matrice politica o per ideologia \u00e8 roba stravecchia<\/strong>. Le ideologie, cos\u00ec come l\u2019orientamento politico, erano uno strumento \u201csocialmente utile\u201d di compensazione della espressione delle proprie credenze: condividere una ideologia determinava anche un\u2019etica e una legittimazione di certi comportamenti, non di altri. Oggi le ideologie, assenti, hanno lasciato la primazia ai problemi che si affacciano con la loro urgenza pratica senza alcuna mediazione ideale, con il risultato che la comunanza delle questioni esplode nella diversit\u00e0 con la quale ciascuno manifesta la propria strada per risolverle. Tarrant e Greta usano il medesimo linguaggio e affrontano le medesime questioni, per fortuna con percorsi diversi. Ma rappresentano, nella drammatica trasversalit\u00e0 delle narrative, la sostituzione di un sistema segmentato di ideologie con un brodo ideologico globalista che non fornisce alcuna mediazione rispetto ai comportamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi si occupa di terrorismo oggi la questione, pertanto, non \u00e8 quella di cercare di inscatolare i diversi eventi in definizioni esistenti \u2013 di cui nessuna generalmente condivisa \u2013 ma <strong>andare alla ricerca dei modelli interpretativi pi\u00f9 adeguati<\/strong> per comprendere un fenomeno diverso dal terrorismo che finora ci ha interessato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia posizione, espressa da alcuni anni, la sapete: <strong>un fenomeno \u00e8 terrorismo per le conseguenze che produce e non per le motivazioni che lo generano<\/strong>. Capisco che sia un approccio \u201coperativo\u201d e legato al presente, quindi evolutivo, ma dal mio punto di vista \u00e8 meno vulnerabile che non le vecchie definizioni a cui tanti interpreti rimandano. In questa prospettiva non significa affermare che tutto \u00e8 allora terrorismo (qualche superficiale lettura cos\u00ec ha inteso) ma sostenere che la dimensione con cui leggo l\u2019attributo di terrorismo non sta nelle sue ragioni, ma nelle sue manifestazioni. Cos\u00ec anche il sequestro del bus milanese \u00e8 un atto di terrorismo perch\u00e9 ha un impatto rilevante sulla quotidianit\u00e0 della nostra comunit\u00e0, sulla sua percezione della sicurezza, sulle politiche di security che andremo a implementare e, financo, sulle relazioni politiche: quel bus bruciato sta cambiano le nostre comunit\u00e0 non per loro scelta ma come conseguenza a un evento imposto. Si tratta di una nuova forma di terrorismo che non ha a che fare con Daesh (c\u2019\u00e8 ancora chi cerca Daesh nell\u2019autore di un attacco per decidere se esso sia di terrorismo oppure no!) se non perch\u00e9 si pu\u00f2 configurare come la sua drammatica perdurante eredit\u00e0 operativa, non ideologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pi\u00f9 grande rischio che stiamo correndo in questi giorni, dopo questa serie di eventi, \u00e8 di volerci tranquillizzare confermando le nostre credenze cristallizzate in definizioni e sistemi normativi, invece di andare alla ricerca di nuovi modelli interpretativi che sappiano rendere conto di una realt\u00e0 che cambia indipendentemente dal nostro modo conformista di vedere il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cambiare <em>mind set<\/em> amici! Se no: <em>adios<\/em>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La discussione in corso dopo gli attentati in Nuova Zelanda, a Utrecht e sul bus milanese \u00e8 estremamente interessante. 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