{"id":4690,"date":"2019-03-23T21:57:21","date_gmt":"2019-03-23T19:57:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=4690"},"modified":"2022-03-28T20:21:51","modified_gmt":"2022-03-28T18:21:51","slug":"autobus-in-fiamme-cosa-e-accaduto-by-giacalone-mori-spagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/autobus-in-fiamme-cosa-e-accaduto-by-giacalone-mori-spagna\/","title":{"rendered":"\u201cAutobus in Fiamme\u201d: cosa \u00e8 accaduto &#8211; by Giacalone, Mori, Spagna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 \u00e8 importante fare chiarezza sui fatti avvenuti il 20 marzo tra Crema e Milano,\u00a0 gli eventi dell\u2019<em>autobus della Paullese<\/em>?\u00a0Sono molte le ragioni per parlarne.\u00a0Una su tutte: \u00e8 stata sfiorata una delle stragi pi\u00f9 gravi che il nostro Paese, l\u2019Europa, potesse vedere.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo lasciare che l\u2019assenza di vittime, il buon esito della vicenda, determini la qualit\u00e0 e quantit\u00e0 di riflessioni su quanto accaduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo quindi con 1) la <strong>ricostruzione degli eventi<\/strong>, alla quale segue una riflessione sulla dinamica operativa intesa sia come 2) <strong>modus operandi <\/strong>dell\u2019attentatore, sia come 3) <strong>reazione di<\/strong> <strong>sicurezza partecipata <\/strong>delle vittime, poi segue una 4) <strong>riflessione storico-fenomenologica<\/strong> e infine 5) una di carattere <strong>sociologico<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>1 \u2013 Ricostruzione degli eventi<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ousseynou Sy<\/strong>, cittadino italiano, nato in Francia da genitori senegalesi, \u00e8 un 47enne guidatore di autobus per l\u2019azienda di trasporti Autoguidovie. Compie quotidianamente, da qualche mese, il servizio di trasporto degli studenti nella tratta che separa la scuola media Giovanni Vailati di <strong>Crema<\/strong> (Cremona) dalla palestra ubicata a pochi minuti di distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>18 marzo<\/strong>, dopo aver prelevato con l\u2019autobus gli studenti, l\u2019uomo, pare <strong>deviare<\/strong> il suo tragitto abituale e, ripreso da un insegnante passeggero, ritorna sul percorso prestabilito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>19 marzo<\/strong> Sy viene immortalato dalle telecamere di un distributore di carburante mentre \u00e8 intento a riempire due <strong>taniche di gasolio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>20 marzo<\/strong>, alle <strong>ore 11<\/strong> circa, l\u2019autobus guidato da Sy preleva <strong>54 persone<\/strong> dalla palestra della scuola media: si tratta di 51 studenti minori, 2 insegnanti e una bidella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esatta cronologia degli eventi da qui in poi non \u00e8 perfettamente chiara. Essendo il viaggio prestabilito della durata di pochi minuti, i passeggeri si accorgono gi\u00e0 nei primi momenti che il percorso, dalla palestra alla scuola, era stato deviato (proprio come gi\u00e0 accaduto 2 giorni prima).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sy conduce l\u2019autobus fuori da Crema e imbocca la Strada Provinciale 415, nota come \u201c<strong>Paullese<\/strong>\u201d, in direzione Milano. Lungo il tragitto compie <strong>alcune soste<\/strong> rendendo esplicita la minaccia ai suoi ostaggi: usa un coltello per costringere la bidella e gli insegnanti a <strong>legare i bambini<\/strong> con delle fascette da elettricista e a <strong>sequestrare loro i cellulari<\/strong>: \u00a0qualche telefono \u201csfugge\u201d alla requisizione e qualche ammanettamento non viene compiuto con efficienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle diverse soste Sy, aiutato da alcuni ostaggi sotto minaccia, <strong>disperde il gasolio<\/strong> su schienali, tende e pavimento, <strong>blocca le porte<\/strong> e usa una vernice spray per oscurare alcuni dei vetri dell\u2019autobus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono le 11:27 quando, dal telefono di uno dei ragazzi, parte la <strong>prima chiamata<\/strong> ai genitori che allertano la polizia. Le forze dell\u2019ordine localizzano il mezzo e si mobilitano per bloccarlo. Nel frattempo, dalla scuola media c\u2019\u00e8 preoccupazione per il ritardo: giunge una chiamata a uno dei telefoni in possesso di un professore, il quale, mantenendo aperta la chiamata, porge un ulteriore \u201corecchio esterno\u201d su quanto accade all\u2019interno del bus. Non solo, partiranno almeno <strong>altre due chiamate<\/strong> al 112 dal telefono di un professore e di uno dei ragazzini che forniranno ulteriori preziosi dettagli sulla dinamica (quali la presenza del carburante e il possesso di un accendino da parte di Sy).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono le 11:39 quando una pattuglia dei carabinieri intercetta il mezzo in corsa. Probabilmente \u00e8 a questo punto che abbiamo la <strong>telefonata di Ousseynou Sy<\/strong> ai Carabinieri che afferma: \u201c<em>\u2026sulla pista di Linate! Non voglio vedere nessuno nell\u2019arco di chilometri! Non sparate al pullman: \u00e8 tutto gasolio!<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 11:45 il pullman <strong>forza un posto di blocco<\/strong> dei Carabinieri, procede con un\u2019andatura brusca ma lenta speronando le auto ferme: gli operatori delle forze dell\u2019ordine riescono a infrangere i vetri posteriori dell\u2019autobus e a forzare l\u2019apertura delle porte facendo <strong>evacuare gli ostaggi<\/strong> che rischiano lo schiacciamento per via del veicolo ancora in movimento. Dopo due minuti, avviene l\u2019arresto di Sy sul bus ma l\u2019incendio \u00e8 gi\u00e0 stato innescato. L\u2019attentatore infatti riporter\u00e0 ustioni alla mano mentre le vittime, salve, risulteranno avere delle intossicazioni non gravi per via dei fumi del combustibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>2 \u2013 Modus operandi: il nesso tra deterrenza e premeditazione<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La modalit\u00e0 operativa dell\u2019attentatore \u00e8 ricca di elementi di deterrenza e premeditazione ed \u00e8 caratterizzata da un elevato grado di complessit\u00e0, specialmente se si considera che il soggetto non sembra aver avuto supporto n\u00e9 prima n\u00e9 tantomeno durante tutta la dinamica criminosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricapitoliamo innanzitutto <strong>tecnologie e materiali<\/strong> adoperati nell\u2019evento:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>2 taniche di combustibile;<\/li>\n<li>1 o 2 accendini \u201caccendi-gas\u201d;<\/li>\n<li>Un coltello;<\/li>\n<li>Una pistola;<\/li>\n<li>Telefoni cellulari;<\/li>\n<li>Fascette da elettricista;<\/li>\n<li>Vernice spray;<\/li>\n<li>Un veicolo pesante.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preparazione di tutti questi elementi denota pienamente l\u2019alto livello di <strong>premeditazione<\/strong> degli atti: nulla poteva essere casuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dicevamo, due giorni prima del sequestro, il luned\u00ec 18, Sy avrebbe provato a deviare dal solito percorso palestra-scuola per poi ritornare sul tragitto corretto su richiesta di un professore passeggero. \u00c8 possibile che Sy avesse sentito gi\u00e0 in quel momento la spinta a compiere un atto clamoroso. La mancanza di programmazione lo avrebbe fatto desistere dinnanzi al primo ostacolo: come posso proseguire la mia <em>corsa deviata <\/em>senza un elemento di <strong>deterrenza<\/strong>? Ecco che scatta la necessit\u00e0 di perfezionare la premeditazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno dopo \u2013 marted\u00ec 19 \u2013 infatti Sy \u00e8 stato visto riempire due taniche di carburante. \u00c8 la preparazione di un fattore di minaccia e deterrenza. Un pullman a <strong>rischio di incendio<\/strong> costituisce una minaccia per gli ostaggi e un fattore di deterrenza per l\u2019intervento delle forze dell\u2019ordine. Infatti, Sy lo sfrutter\u00e0 a suo vantaggio comunicando ai Carabinieri che, data la condizione di infiammabilit\u00e0 del veicolo, non avrebbero potuto usare armi da fuoco contro di lui. Inoltre, da un punto di vista terroristico, avere un veicolo pronto a esplodere\/bruciare costituisce un piano B qualora le cose dovessero andare storte: tant\u2019\u00e8 vero che Sy avrebbe appiccato l\u2019incendio quando alle strette, poco prima di essere bloccato ed arrestato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro fattore di deterrenza premeditato sarebbe stato costituito dalla <strong>verniciatura dei vetri<\/strong> a mezzo dello spray (anche se, fortunatamente, non sembra essere stata compiuta in modo particolarmente efficace): in questo modo si sarebbe resa pi\u00f9 difficoltosa 1) l\u2019opera di un tiratore delle forze dell\u2019ordine, aumentando i rischi di colpire il bersaglio sbagliato e 2) la capacit\u00e0 degli ostaggi di fornire dettagli sull\u2019ubicazione del veicolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ulteriore elemento deterrente \u00e8 quello pi\u00f9 ovvio dell\u2019<em>hostage taking<\/em>: <strong>gli<\/strong> <strong>ostaggi<\/strong> stessi. Deterrenza resa ancora pi\u00f9 forte dalla giovane et\u00e0 delle vittime. Sy \u00e8 chiaramente consapevole della posizione di potere che gli fornisce la presenza degli ostaggi (soprattutto se cos\u00ec giovani!) tanto da mantenere forzatamente accanto a s\u00e9, al posto di guida, due ragazzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il coltello, strumento semplice ma efficace, serve a Sy per mantenere alto il livello di minaccia sugli ostaggi adulti obbligati a prestarsi come complici del soggetto. Bidella e insegnanti saranno costretti a legare tutti presenti con le fascette. Presumibilmente, nelle ultime fasi della corsa, Sy costringer\u00e0 uno degli insegnanti a chiamare i Carabinieri per informarli delle sue intenzioni e della presenza diffusa del carburante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soggetto utilizza il mezzo pesante per agire di sfondamento sui posti di blocco delle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sy esprime la volont\u00e0 di raggiungere la pista di Linate usando gli ostaggi come scudi umani. A questo punto, se non ci fosse stato l\u2019arresto del veicolo e del soggetto, avremmo potuto vedere due scenari:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong><em>Ramming incendiario<\/em><\/strong> (ovvero l\u2019uso del veicolo pesante in funzione di ariete e al contempo di \u201cmolotov\u201d) su Linate, con uccisione di pedoni e ostaggi;<\/li>\n<li><strong><em>Ramming su Linate<\/em><\/strong>, indifferente se incendiario o meno, con tentativo di raggiungimento della pista, direttamente con l\u2019autobus o a piedi, usando i bambini come scudi umani (qui entrerebbe in gioco la pistola!), con eventuale <strong>dirottamento<\/strong> di un mezzo aereo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>3 \u2013 La sicurezza partecipata delle vittime<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 utile prendere il caso del \u201cbus della Paullese\u201d come punto di partenza per una riflessione sulla sicurezza partecipata, della cui importanza abbiamo gi\u00e0 parlato pi\u00f9 volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>sicurezza partecipata<\/strong> si pu\u00f2 definire come quel derivato educativo e operativo di una cultura della sicurezza diffusa, dove vengono istruiti alla gestione dell\u2019emergenza non solo gli organi statali formalmente incaricati ma anche una cittadinanza responsabilizzata e consapevole del ruolo fondamentale che ha la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti in una situazione di crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con tutta probabilit\u00e0 gli eventi del 20 marzo non sarebbero stati cos\u00ec \u201cfortunati\u201d se non ci fosse stati elementi di reciproco aiuto tra vittime-vittime e vittime-FF.OO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I telefonini volontariamente sfuggiti al sequestro, le fascette strette male e le telefonate riportanti dettagli sulla dinamica (luogo, pericolosit\u00e0, intenzioni del sequestratore) sono state fondamentali perch\u00e9 andasse tutto nel migliore dei modi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato un caso? Probabile. Forse una coincidenza di fortunati eventi, sommati ad alcune sviste dell\u2019aggressore. Proprio per questo c\u2019\u00e8 da interrogarsi se e come, in una futura situazione analoga, le vittime dovranno essere preparate su quale siano le mosse migliori da fare e quali da evitare per facilitare l\u2019intervento delle forze dell\u2019ordine e un epilogo ideale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo evento dimostra bene quale sia la consapevolezza diffusa tra la gente del rischio \u201cterrorismo\u201d: una consapevolezza che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere ignorata dalle istituzioni troppo spesso impaurite, tanto da preferire il silenzio, e dunque mute di fronte alla domanda \u201ccosa devo fare se\u2026.\u201d. Ora tocca a queste istituzioni avviare percorsi formali di collaborazione tra cittadini e operatori di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>4 \u2013 Riflessione Storica e Fenomenologica<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le immagini dei resti della carcassa del pullman dilaniato dalle fiamme non possono non far tornare in mente quelle dei <strong>bus israeliani<\/strong> bersagliati dalle <strong>bombe<\/strong> dei terroristi palestinesi negli <strong>anni \u201890<\/strong>. Nonostante contesti e modalit\u00e0 operative siano differenti, le immagini sono terribilmente simili dato che si tratta sempre e comunque del drammatico epilogo di un attacco perpetrato a danno di civili a bordo del mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mezzo, il pullman, pi\u00f9 volte preso di mira dai terroristi palestinesi anche in funzione di <strong>veicolo dirottato<\/strong>, come quello del 7 marzo 1988 a Dimona, sempre in Israele, quando una cellula formata da tre attaccanti si impossessava di un bus di civili. L\u2019episodio si risolse con l\u2019assalto delle unit\u00e0 anti-terrorismo \u201cYamam\u201d e con un bilancio finale di tre civili morti, otto feriti e tutti e tre gli attentatori eliminati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una strategia, quella dell\u2019attacco ai bus (tramite bomba o dirottamento), ripresa anche dai <strong>terroristi islamici ceceni<\/strong>, come dimostra l\u2019attacco a un pullman di studenti perpetrato il 21 ottobre 2013 da Naida Asiyalova che si fece esplodere causando la morte di otto persone e il ferimento di trentasei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019<strong>autobus<\/strong> rappresenta un <strong>target sensibile<\/strong> per il terrorismo per tutta una serie di fattori:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>gli <strong>spazi ristretti<\/strong> che concentrano in pochi metri un cospicuo numero di persone, incrementandone cos\u00ec la vulnerabilit\u00e0 e le difficolt\u00e0 in caso di raid da parte delle forze di sicurezza;<\/li>\n<li>gli effetti devastanti in caso di detonazione di ordigno a causa dell\u2019elevata <strong>concentrazione delle vittime;<\/strong><\/li>\n<li>le <strong>limitatissime vie di fuga<\/strong> che, se bloccate, rendono il mezzo una vera e propria trappola;<\/li>\n<li>la possibilit\u00e0 di poter guidare il mezzo, non solo per il trasferimento di eventuali ostaggi, ma anche per utilizzarlo come eventuale \u201c<strong>ariete<\/strong>\u201d o <strong>veicolo-bomba<\/strong> contro altri target esterni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>5 \u2013 Riflessione sociologica<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;azione di <strong>Ousseynou Sy<\/strong> mette in evidenza un processo di escalation della violenza stragista che si ripercuote a livello globale. Il terrorismo della quotidianit\u00e0 a cui ci ha abituato il Daesh deve essere considerato il punto di partenza dal quale leggere la realt\u00e0 attuale, un terreno capace di generare e mantenere un conflitto ideologizzato che si materializza in azioni violente come quella perpetrata il 15 marzo 2019 da <strong>Brenton Tarrant<\/strong>, eco-fascista e \u201cprotettore\u201d della razza bianca, che ha ucciso circa 50 persone in Nuova Zelanda e come quella del 18 marzo quando <strong>Gokmen Tanis<\/strong> ha aperto il fuoco su un tram ad Utrecht uccidendo tre persone e ferendone altrettante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di <strong>ideologia<\/strong> come chiave per comprendere l&#8217;andamento di questi fenomeni non \u00e8 sufficiente. Bisogna fare i conti con un&#8217;altra prospettiva, iniziando a considerare che non \u00e8 tanto la specifica ideologia a catalizzare i comportamenti violenti di soggetti radicalizzati, ma \u00e8 il diffuso utilizzo della <strong>violenza<\/strong> in quanto tale, <strong>come forma espressiva<\/strong>, a offrire concretezza a frustrazioni\/pulsioni\/intenzioni. In altre parole, la modalit\u00e0 espressiva violenta, enfatizzata dalla comunicazione mainstream, diventa <strong>sempre pi\u00f9 accessibile<\/strong> a tutti e viene interiorizzata dai singoli non nella sua matrice ideologica ma nei suoi effetti operativi. L&#8217;ideologia \u00e8 una delle chiavi di lettura per comprendere il singolo caso, ma non permette di interpretare, se non in maniera limitante, il sistema all&#8217;interno dei quali si concretizzano i vari comportamenti aggressivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;infografica seguente mostra una serie di attacchi terroristici avvenuti tra marzo e aprile 2017. Alcuni di questi sono stati rivendicati e\/o attribuiti al califfato, altri sono stati solamente inquadrati all&#8217;interno della matrice jihadista. L&#8217;esempio mette in evidenza come gli attori in questione hanno agito in maniera violenta secondo una ideologia jihadista. \u00c8 lampante l&#8217;<strong>effetto domino <\/strong>e quindi il <strong>processo di<\/strong> <strong>catalizzazione<\/strong> dei comportamenti che si sussegue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe considerare questi eventi solamente come l&#8217;esito di un processo di <em>islamizzazione della violenza<\/em>. In realt\u00e0 quello che si sta progressivamente rinforzando \u00e8 un processo contrario, <strong>di &#8220;<em>violentizzazione<\/em>&#8221; delle idee e dell\u2019espressione delle stesse<\/strong>. Utilizzando il pensiero di <em>Athens<\/em><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><em>, <\/em>i soggetti all&#8217;interno di questo processo hanno l&#8217;obiettivo di ottenere una rivalsa nei confronti dei propri antagonisti, traslando loro auto autopercezione da vittime a persone potenti in grado di tenere sotto scacco altre vite umane:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Brenton Tarrant: \u201c<em>Ho viaggiato molto, io non odio i popoli nelle loro terre ma chi invade l\u2019occidente, ho preso la decisione da solo per garantire un futuro alla mia gente<\/em> [\u2026]\u201d<\/li>\n<li>Ousseynou Sy: \u201c<em>L&#8217;ho fatto per l&#8217;Africa, perch\u00e9 gli africani restino in Africa e cos\u00ec non ci siano morti in mare [\u2026] Sentivo le voci dei bimbi morti in mare che mi dicevano di fare un gesto eclatante<\/em>\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la violenza in s\u00e9 a divenire elemento catalizzatore, modalit\u00e0 espressiva sempre pi\u00f9 fruibile operativamente, sempre pi\u00f9 ordinaria, non pi\u00f9 confinata a eventi catastrofici e puntuali nel tempo (come gli attacchi alle Twin Towers, Madrid 2004, Londra 2005) ma eventi concatenati che si alimentano a vicenda all&#8217;interno di un continuum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nell&#8217;immagine si schematizza anche il susseguirsi dei tre eventi <em>\u201cTarrant-Tanis-Sy\u201d.<\/em> Si evidenzia il processo di catalizzazione dei comportamenti aggressivi, di portata globale, rafforzati dalla comunicazione mediatica e social \u2013 eclatante nel caso del video live ripreso durante il massacro dallo stesso Tarrant \u2013 ove ogni evento stragista diviene un vettore di attivazione\/catalizzazione del comportamento violento per un nuovo soggetto radicalizzato; non perch\u00e9 questi condivida ideologia e obiettivi ma perch\u00e9 sposa la modalit\u00e0 espressiva del disagio in termini violenti. <strong>L\u2019inclinazione stragista<\/strong> diventa accessibile, ordinaria, quotidiana, risolutiva: per dirla alla Burdieau questa propensione violenta entra a far parte di un <em>habitus <\/em>(globalmente diffuso e diffondibile), ovvero <strong>si inserisce in una serie di disposizioni<\/strong> che compongono il registro di azione\/reazione degli individui, dei nuovi terroristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/autobus-in-fiamme-cosa-e-accaduto-by-giacalone-mori-spagna\/busgrafico\/\" rel=\"attachment wp-att-4691\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4691 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Busgrafico.jpg\" alt=\"\" width=\"530\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Busgrafico.jpg 508w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Busgrafico-300x250.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci troviamo in un periodo in cui, accanto al \u201cclassico\u201d terrorismo ideologico che strumentalizza il comportamento violento per raggiungere i suoi fini, assistiamo ad una forma di violenza globalizzata che, per giustificare a s\u00e9 stessa la propria esistenza, si veste della scusa ideologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una differenza apparentemente sottile ma che per le analisi teoriche e per le logiche di prevenzione operativa pu\u00f2 sconvolgere drammaticamente le carte in tavola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Strano, M. (2003). Manuale di Criminologia Clinica. SEE Editrice, Firenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 \u00e8 importante fare chiarezza sui fatti avvenuti il 20 marzo tra Crema e Milano,\u00a0 gli eventi dell\u2019autobus della Paullese?\u00a0Sono molte le ragioni per parlarne.\u00a0Una su tutte: \u00e8 stata sfiorata una delle stragi pi\u00f9 gravi che<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/autobus-in-fiamme-cosa-e-accaduto-by-giacalone-mori-spagna\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[422,155,423,215,424],"class_list":["post-4690","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-terrorism","tag-bus","tag-milan","tag-ousseynou-sy","tag-security","tag-tarrant"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4690","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4690"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4690\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4694,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4690\/revisions\/4694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4690"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4690"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4690"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}