{"id":4722,"date":"2019-04-21T22:23:14","date_gmt":"2019-04-21T20:23:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=4722"},"modified":"2022-03-28T20:21:19","modified_gmt":"2022-03-28T18:21:19","slug":"lo-stato-islamico-e-lespansione-in-africa-centrale-by-daniele-plebani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/lo-stato-islamico-e-lespansione-in-africa-centrale-by-daniele-plebani\/","title":{"rendered":"Lo Stato Islamico e l\u2019espansione in Africa Centrale &#8211; by Daniele Plebani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Stato Islamico (IS) ha annunciato la formazione di una nuova provincia, Central Africa. Questo \u00e8 avvenuto successivamente alla rivendicazione tramite l\u2019agenzia Amaq del primo attacco perpetrato dal gruppo nella Repubblica Democratica del Congo gioved\u00ec 18 aprile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base alla propaganda IS, la presenza di quest\u2019ultimo si staglierebbe in sempre pi\u00f9 Stati del continente africano, con un\u2019estensione territoriale che si allunga in sempre pi\u00f9 aree del Sahel e del subsahel: idealmente, se si puntasse un dito su una cartina in queste aree sarebbe quindi possibile tracciare una linea continua della presenza IS dal Mali alla Somalia, senza quasi il bisogno di perdere il contatto con la mappa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 tuttavia risulta essere ben diversa da quella prospettata dalla comunicazione IS, intento a riproporre il \u201cmito del califfato\u201d &#8211; soprattutto dopo la caduta di Baghouz in Siria (con la conseguente dichiarazione di \u201cvittoria\u201d sul \u201ccaliffato fisico\u201d) e l\u2019operazione \u201cVendetta per lo Sham\u201d lanciata nei primi giorni di aprile. La dichiarazione di una nuova provincia potrebbe quindi rientrare all\u2019interno di una (contro)offensiva comunicativa.<br \/>\n\u00c8 opportuno tuttavia notare come Stato Islamico sembri effettivamente investire con intensit\u00e0 crescente nel pi\u00f9 ampio scacchiere africano, territorio in cui il gruppo contava gi\u00e0 quattro wilayat principali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2022 In Libia, IS \u00e8 stato in grado di stabilire una roccaforte nella citt\u00e0 di Sirte, impresa ancora celebrata nei pi\u00f9 recenti discorsi dei vertici del gruppo;<br \/>\n\u2022 Nelle provincie in Egitto, attacchi contro la popolazione cristiana e guerriglia contro le forze governative sono materia di continua propaganda;<br \/>\n\u2022 Le province di West e East Africa, pur nella loro diversit\u00e0 in termini di capacit\u00e0 e risultati, hanno costituito finora il fronte meridionale dei territori IS nel continente. West Africa in particolare si \u00e8 dimostrata una delle pi\u00f9 sanguinose e aggressive marche tra tutti i territori di IS e la sua capacit\u00e0 di proiezione presenta una minaccia non solo per la Nigeria\u2014dove si concentrano i suoi attacchi\u2014ma anche per diversi Paesi confinanti: Cameroon, Niger, Chad. Le condizioni di IS in East Africa invece differiscono dal versante occidentale: Stato Islamico in Somalia \u00e8 decisamente pi\u00f9 modesto in termini di operazioni compiute e sforzi di espansione, sebbene permanga la possibilit\u00e0 di una presenza pi\u00f9 forte in Kenya e ambizioni nel Corno d\u2019Africa. \u00c8 opportuno inoltre rammentare come alcuni attentati da parte di operativi di questo wilayah siano stati diretti anche in Italia .<br \/>\nPer quanto riguarda la neonata provincia di Central Africa, l\u2019attacco nella Repubblica Democratica del Congo costituisce una prima azione offensiva dal punto di vista operativo sebbene sia necessario rammentare come gi\u00e0 in passato IS abbia manifestato il suo interesse per quest\u2019area:<br \/>\n\u2022 Lo stesso capo di IS Abu Bakr al-Baghdadi, citando l\u2019Africa Centrale in un discorso ufficiale pubblicato il 22 agosto 2018 , ha identificato l\u2019Africa centrale come una delle terre dove i fedeli del \u201ccaliffato\u201d avrebbero dovuto unirsi alle carovane dei combattenti;<br \/>\n\u2022 Tra il 2018 e il 2019 \u00e8 avvenuto l\u2019arresto di due importanti esponenti della rete finanziaria di Stato Islamico, entrambi coinvolti nell\u2019elargire denaro verso gruppi ribelli nell\u2019area. Il primo, Walid Zein, operava dal Corno d\u2019Africa e si occupava di allocare risorse tra Siria, Libia e l\u2019Africa centrale ed \u00e8 stato arrestato proprio per il suo tentativo di finanziare dei ribelli, probabilmente in Congo . Una sua collaboratrice, Halima Ali, \u00e8 stata arrestata un anno pi\u00f9 tardi mentre tentava di dirigere dei finanziamenti verso l\u2019Africa Centrale, presumibilmente con lo scopo di raggiungere gli stessi beneficiari finali ;<br \/>\n\u2022 Infine, gi\u00e0 nel 2017 un breve video ritraeva dei guerriglieri pronunciarsi come seguaci di Stato Islamico in Congo. Diverso materiale sotto forma di file musicali e video sono stati in seguito scoperti nel febbraio 2018 a Beni, in un accampamento del gruppo ribelle dell\u2019Allied Democratic Front (ADF) ma \u00e8 stato rinvenuto anche materiale cartaceo, indicando un possibile contatto personale diretto .<br \/>\nAmpliando la riflessione sul comunicato di Amaq, \u00e8 necessario rilevare come la propaganda di IS \u00e8 stata spesso preludio e mezzo per implementare le scelte \u201cpolitiche\u201d del gruppo, cos\u00ec come avvenuto ad esempio durante la grande riorganizzazione dei territori IS nell\u2019estate 2018. \u00c8 possibile che la creazione di un nuovo wilayah tra le marche nel Corno d\u2019Africa e in Africa occidentale possa rappresentare il tentativo di creare una fascia di territori contigui nel cuore del continente. Spingendosi oltre, si potrebbe ipotizzare che Stato Islamico stia valutando l\u2019idea di raggruppare le province nel Sahel e nel subsahel in modo non dissimile da quanto avvenuto per le varie provincie in Siria, Libia, Iraq e Yemen, dando vita a un Wilayah Ifriqiyah (La provincia dell\u2019Africa) .<br \/>\nLa creazione di un territorio esteso (almeno comunicativo) nel cuore dell\u2019Africa nera, e quindi con una base etnica diversa da quella dell\u2019heartland del \u201ccaliffato\u201d nel Siraq, potrebbe fungere da collante ideologico e sociale, specialmente considerando la forte componente clanico-tribale delle aree in questione. Se \u00e8 assodato che la propaganda di IS ha sempre fatto leva sul \u201clivellamento\u201d delle differenze etniche, \u00e8 altrettanto vero che questa retorica \u00e8 stata sviluppata in un peculiare contesto geografico e storico nel quale persone da tutto il mondo sono accorse a migliaia in un vero e proprio melting pot, pur con una maggiore componente etnica mediorientale. Ora Stato Islamico deve sopravvivere e per quanto possibile, rilanciarsi: in quest\u2019ottica quindi sarebbe opportuno per il gruppo adattarsi ai \u201cnuovi\u201d contesti socioculturali, sia applicandovi almeno dal punto comunicativo quanto attuato in Siraq (se possibile) sia mutando forma e tattiche (se necessario). Come nota finale si sottolinea il modo in cui diversi foreign fighters di ascendenze africane siano stati utilizzati come frontmen della propaganda IS \u2013 come Abu Salih al-Amriki, protagonista di un video della serie Inside the Khilafah. La creazione di un nuovo grande wilayah africano (o il rafforzamento delle marche IS nella regione) potrebbe quindi ispirare nel tempo nuovi afflussi di persone che si sentissero legate a tali contesti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stato Islamico (IS) ha annunciato la formazione di una nuova provincia, Central Africa. 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