{"id":479,"date":"2003-11-17T10:34:17","date_gmt":"2003-11-17T10:34:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=479"},"modified":"2014-07-30T10:35:09","modified_gmt":"2014-07-30T10:35:09","slug":"dopo-nassirya-non-arrendersi-al-terrorismo-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/dopo-nassirya-non-arrendersi-al-terrorismo-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Dopo Nassirya, non arrendersi al terrorismo &#8211; by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Una lettura di quanto \u00e8 accaduto in questi ultimi giorni in Iraq e nell\u2019area Medio Orientale e Centro Asiatica. Una lettura \u201cfredda\u201d per ragioni climatiche \u2013 \u00e8 sabato 15 e scrivo dalla Siberia \u2013 e perch\u00e9, qui sotto la neve, le informazioni per chi non parla il russo sono poche e frammentarie. Una lettura \u201ccalda\u201d perch\u00e9 non pi\u00f9 di tre mesi fa mi trovavo nel Kurdistan iracheno, e i miei pensieri di oggi non possono prescindere dai volti, dalle sensazioni e dalle parole di tutti coloro che ho incontrato dal Capo del governo al terrorista di Ansar Al Islam.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Quanto \u00e8 accaduto ai nostri soldati, segue l\u2019attentato di Riad, \u00e8 connesso al successivo attentato in Turchia, \u00e8 in linea con le bombe sulla Croce Rossa e sulle Nazioni Unite. Non ha nulla a che fare con la guerriglia irachena di supporto a Saddam: una guerriglia che non esiste e che non c\u2019\u00e8, perch\u00e9 nessuno in Iraq rivuole il Rais. Invece, nella delicata fase della ricostruzione di un sistema istituzionale su basi nuove, esiste una perfetta strategia di promozione dell\u2019incertezza e del disordine governata dalla rete del terrorismo internazionale che sta giocando, in Iraq, la partita pi\u00f9 delicata dopo l\u201911 settembre. I disperati che inneggiano a Saddam perch\u00e9 non vengono pagati o non hanno elettricit\u00e0 non sono guerriglieri, ma fanno parte di quella massa che \u00e8 facile mediatizzare con una etichetta. Quello che dai confini iracheni-iraniani si nota con una certa chiarezza \u00e8 che, dopo essersi accasati in quattro o cinque citt\u00e0 nord iraniane, i terroristi di Al Qaeda da mesi stanno entrando al seguito dei pellegrinaggi religiosi nelle citt\u00e0 riaperte del Sud Iraq, per seminare il terrore. Si tratta di arabi-afgani (di nazionalit\u00e0 araba, afgana, yemenita, siriana, giordana, marocchina, tunisina, pochi iracheni) a cui \u00e8 affidato il compito di spargere la morte per mantenere \u201csaldamente incerto\u201d il futuro del Paese. In questo senso l\u2019attacco ai nostri soldati era scritto, facendo parte della medesima logica: non ci sono in Iraq combattimenti di bahatisti contro \u201coccupanti invasori\u201d &#8211; gli americani &#8211; ma attacchi del terrorismo internazionale contro coloro i quali \u2013 Croce Rossa, UN, italiani &#8211; promuovendo la stabilit\u00e0 cercano di favorire in Iraq la nascita di istituzioni affidabili. In questo senso, la politica delle \u201cporte aperte\u201d che caratterizza \u201cgli italiani soldati di pace\u201d temo non possa funzionare, perch\u00e9 per la prima volta si affrontano nuove forme di guerra. E\u2019 molto probabile che questa situazione di elevato rischio perduri per molto tempo. E che nel prossimo futuro gli attentati si moltiplichino non solo in Iraq, ma anche in altri paesi e non solo occidentali. Per questo l\u2019attentato alle sinagoghe turche mi sembra perfettamente riconducibile al disegno di \u201cAl Qaeda\u201d (per semplicit\u00e0 uso questa sintetica etichetta), epicentro del terrorismo in Iraq e, da qui, verso sud e occidente, attivando cellule in sonno ma, soprattutto, innescando pericolosi comportamenti imitatitivi in altri contesti islamici con legami in Occidente. Quanto accade oggi in Asia Centrale determina la futura quotidianit\u00e0 pacifica \u2013 o meno \u2013 del nostro vivere nelle citt\u00e0 occidentali. La permanenza in Iraq &#8211; perch\u00e9 a mio parere \u00e8 necessario restare &#8211; deve implicare un progetto a lunga scadenza. Nessuno pu\u00f2 permettersi una \u201clotta continua\u201d, perci\u00f2 una visione futura non pu\u00f2 essere che pacifica, ma questo significa avviare un lungo e costoso processo di democratizzazione dell\u2019area. La democrazia che oggi \u00e8 per noi un valore, ha richiesto lunghi tempi di sedimentazione, prima di attestarsi tra i principi irrinunciabili dell\u2019Occidente. E in quanto tale, in quanto valore, non pu\u00f2 essere esportato, n\u00e9 imposto, n\u00e9 rapidamente accettato. La possibilit\u00e0 che abbiamo, invece, \u00e8 di esportare le pratiche democratiche e gli strumenti della democrazia in Iraq: i meccanismi istituzionali, le modalit\u00e0 di rappresentanza, le dinamiche elettorali, i sistemi di diritti e di doveri tra uomini e donne, ecc. Dunque pratiche che hanno il potere di arrivare alle idee perch\u00e9 quotidianamente incidono sulla vita di ciascuno. Di fatto la scommessa \u00e8 quella di esportare le pratiche della democrazia in un contesto fortemente anti-democratico per principi, tradizioni e comportamenti come \u00e8 quello islamico, intervenendo in risposta ai bisogni di tutti giorni in cambio di comportamenti democratici, non di adesioni ideologiche. Le scelte di principio verranno dopo. Si tratta di un modo di agire difficile e nuovo, in cui la medesima democrazia \u00e8 carente di strumenti per la propria difesa. Non a caso in Iraq, nell\u2019ipotesi di future elezioni, si sono gi\u00e0 levate le voci di chi, dopo aver assunto il potere per via democratica, non fa mistero di aver l&#8217;obiettivo di abolire lo stesso sistema democratico. Si tratta di un\u2019ambiguit\u00e0 della democrazia &#8211; che deve essere risolta \u2013 la quale mostra come l\u2019ipotesi di elezioni a breve in Iraq non sia possibile, ma si debba necessariamente pensare a un lungo periodo di transizione alla nuova forma di governo. Un ragione in pi\u00f9 per restare a lungo &#8211; pi\u00f9 di quanto previsto &#8211; in quel Paese pur in un contesto di criticit\u00e0, con il terrorismo in aumento e in allargamento ad altre aree.<\/p>\n<p><em>Marco Lombardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lettura di quanto \u00e8 accaduto in questi ultimi giorni in Iraq e nell\u2019area Medio Orientale e Centro Asiatica. 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