{"id":48,"date":"2007-01-17T14:35:23","date_gmt":"2007-01-17T14:35:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=48"},"modified":"2014-07-29T11:32:13","modified_gmt":"2014-07-29T11:32:13","slug":"dispositivi-di-protezione-relazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/dispositivi-di-protezione-relazionale\/","title":{"rendered":"Dispositivi di Protezione Relazionale &#8211; by Davide Scotti e Vincenzo Irace"},"content":{"rendered":"<p>Il vigile del fuoco ha piena consapevolezza dei Sistemi di Protezione Individuale (DPI) che infatti lo proteggono in ambiente ostile, ma smessi quelli, spesso il rischio \u00e8 che l&#8217;ambiente ostile rimanga all&#8217;interno del soccorritore, privo questa volta dei D.P.I. necessari alla sua tutela. Le iniziative di seguito proposte, come punto di partenza non certo di arrivo, si potrebbero considerare dei Dispositivi di Protezione Relazionale perch\u00e9 si impegnano a tutelare l&#8217;operatore nella sua attivit\u00e0 di soccorso.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>Premessa<\/em><\/p>\n<p><em>Consapevolezza<\/em> e <em>appartenenza<\/em>, strumenti che in modo a volte esplicito altre volte implicito guidano l\u2019avvio di proposte di sostegno psicologico al vigile del fuoco. <em>Consapevolezza<\/em> in quanto elemento di maggiore tutela per ciascun cittadino e ancor di pi\u00f9 per quegli esseri umani che si trovano ad operare sempre in scenari incerti e \u201cfumosi\u201d. Il vigile del fuoco ha piena consapevolezza dei Sistemi di Protezione Individuale (DPI) che infatti lo proteggono in ambiente ostile, \u00a0ma smessi quelli, spesso il rischio \u00e8 che l\u2019ambiente ostile rimanga all\u2019interno del soccorritore, privo questa volta dei D.P.I. necessari alla sua tutela. Le iniziative di seguito proposte, come punto di partenza non certo di arrivo, si potrebbero considerare dei Dispositivi di Protezione Relazionale[1] perch\u00e9 si impegnano a tutelare l\u2019operatore nella sua attivit\u00e0 di soccorso. Questa ultima si fonda sulla squadra di cui ogni pompiere \u00e8 tanto pi\u00f9 protetto quanto pi\u00f9 si sente di appartenervi. Percepire la condivisione dell\u2019esperienza, il rischio e il piacere del proprio dovere portato a termine sono elementi capaci di mobilitare risorse ben pi\u00f9 ampie di quelle individuali, appartenenti appunto alla relazione del singolo con i colleghi. Il ben-essere all\u2019interno di un gruppo emotivamente significativo, fosse anche solo per il suo formarsi in situazioni di pericolo, \u00e8 anch\u2019esso un Dispositivo di Protezione Relazionale attraverso il quale il collega trova sostegno e conforto. <em>Consapevolezza<\/em> individuale e senso di <em>appartenenza<\/em> alla squadra rappresentano i due poli necessari ad ogni relazione. Focalizzare l\u2019attenzione su uno soltanto degli elementi impedirebbe quell\u2019instaurarsi della reciprocit\u00e0 tra individuo e gruppo indispensabile alla condivisione delle risorse quale primario dispositivo di protezione e sostegno al vigile del fuoco in e a seguito dell\u2019intervento.<\/p>\n<p><em>Obbiettivi<\/em><\/p>\n<p>Ampliare le competenze utili a gestire un intervento tecnico urgente anche per quelli che sono gli aspetti relazionali, \u00e8 certamente un beneficio per il cittadino e ancor di pi\u00f9 per il soccorritore che si trova nell\u2019aspettativa propria e altrui di risolvere i problemi. Non \u00e8 infatti possibile, e oggi neppure sostenibile grazie alla letteratura scientifica, che un vigile del fuoco non immagazzini informazioni sulla vittima o sui colleghi. Odori, immagini, suoni e di conseguenza fatti, pensieri ed emozioni completano la scena dell\u2019intervento e ne costituiscono una parte fondamentale. L\u2019attivit\u00e0 di soccorso non termina quindi con la manovra tecnica ma con il ritorno degli operatori ad un benessere psico-fisico. Quest\u2019ultimo \u00e8 indispensabile per offrire nell\u2019intervento successivo altrettanta professionalit\u00e0 e competenza. L\u2019esperienza personale di ciascuno pu\u00f2 raccogliere numerosi eventi durante i quali un livello personale di tensione, o stress, ha inciso sull\u2019efficacia delle scelte fatte e sull\u2019efficienza delle proprie prestazioni. Se tali difficolt\u00e0 sono accettabili in ambito privato, nel soccorso tecnico urgente possono incidere sulla salvaguardia stessa di vittime e soccorritori. Riprendendo Charles Bukowski:<\/p>\n<p><em>\u201cNon sono le tragedie che mandano l\u2019uomo al manicomio. Non la fine del suo amore, ma il laccio delle scarpe che si spezza proprio all\u2019ultimo minuto\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Senza passare attraverso la malattia, il benessere psico-fisico degli operatori incide sulla qualit\u00e0 delle scelte in situazioni d\u2019emergenza e in tal senso \u00e8 fondamentale impegnarsi preventivamente per accrescere le competenze[2] e le abilit\u00e0 personali nella gestione dello stress quotidiano e straordinario del soccorso. La formazione \u00e8 rivolta infatti:<\/p>\n<ul>\n<li>ad accrescere la consapevolezza sulle risorse individuali;<\/li>\n<li>a conoscere i personali modi di affrontare le difficolt\u00e0 e le tensioni;<\/li>\n<li>ad ampliare le strategie di gestione dello stress attraverso la condivisione con i colleghi;<\/li>\n<li>a favorire un\u2019attenzione alle condizioni psico-fisiche dei colleghi;<\/li>\n<li>a recuperare tradizionali forme di sostegno reciproco attraverso la condivisione delle personali esperienze e dei vissuti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Da un lato l\u2019obiettivo \u00e8 focalizzato sulla consapevolezza di personali abilit\u00e0, risorse, competenze e strategie di gestione dello stress e dall\u2019altro sulla capacit\u00e0 di metterle in relazione reciproca, cio\u00e8 senza percepire inadeguatezza o, peggio, disistima da parte dei colleghi. La stessa reciprocit\u00e0 \u00e8 frutto della consapevolezza di trovarsi in relazione fra \u201cforme fondamentali della stessa specie, ma di tipo diverso\u201d (Zingarelli) che procedono indietro ( prefisso \u201cre\u201d) e avanti (prefisso \u201cpro\u201d) in un processo di scambio. Perch\u00e9 questo possa accadere, \u00e8 necessaria una cultura condivisa del rischio e delle reazioni ad esso che permetta a ciascuno di condividere i limiti personali e, nel caso del vigile del fuoco, di superarli se necessario attraverso proprio il sostegno del gruppo. Quest\u2019ultimo \u00e8 l\u2019elemento Altro del soccorritore, \u00e8 il collega su cui fare riferimento e su cui fondare i personali standard d\u2019efficienza ed efficacia. La forza del gruppo \u00e8 tale sia nell\u2019inibire l\u2019espressione di pensieri ed emozioni contrastanti con la norma concordata sia nell\u2019offrire un impareggiabile sostegno ai suoi membri[3]. L\u2019obiettivo implicito dell\u2019attivit\u00e0 formativa risiede in quest\u2019ultima opportunit\u00e0: ri-costruire una cultura di sostegno reciproco fondata sulla condivisione di esperienze significative e purtroppo comuni ai soccorritori.<\/p>\n<p>\u00c8 ragionevole ritenere che il beneficio principale di tale obbiettivo sia la prevenzione degli infortuni (aspetto fisico) come effetto di una maggiore attenzione altrui e personale sull\u2019intervento, insieme ad un decremento dei vissuti lavorativi sgradevoli (aspetto psichico) quali disaffezioni ai valori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.<\/p>\n<p><em>Tecniche proposte<\/em><\/p>\n<p>La proposta formativa si muove all\u2019interno di metodologie tipiche dei gruppi di mutuo-aiuto dove l\u2019elemento fondamentale \u00e8 la comunione dell\u2019esperienza. Nel soccorso tecnico urgente poi gli eventi sono talmente unici a causa dei compiti d\u2019istituto che il gruppo di pari si offre come naturale contenitore di ascolto, ricostruzione ed elaborazione di pensieri ed azioni connesse all\u2019attivit\u00e0 professionale. I \u201cfatti\u201d e i \u201cpensieri\u201d dei membri del gruppo sono gli ambiti d\u2019intervento del supporto psicologico ai colleghi in una progressione temporale che inizia prima dell\u2019attivazione operativa, prosegue durante l\u2019intervento e si conclude con il ritorno in sede. Negli eventuali incontri successivi al primo (follow-up) vengono presi in considerazione gli stessi elementi (\u201cfatti\u201d e \u201cpensieri\u201d) in un arco temporale che comprende tutto il tempo trascorso dall\u2019evento critico.<\/p>\n<p>Riprendendo l\u2019Amleto di William Shakespeare: <em>\u201cNon c\u2019\u00e8 nulla di buono o di cattivo, al mondo, che il pensarlo in un certo modo non lo rende subito tale\u201d<\/em>; si coglie come la criticit\u00e0 di un evento e del resto la percezione del rischio, sia una combinazione di variabili personali. Indispensabile quindi partire da una definizione di emergenza condivisa che tenga conto delle risorse personali, insufficienti in quanto emergenza, e partecipi allo sviluppo di <em>consapevolezza<\/em> rispetto alle personali criticit\u00e0. Queste rappresentano gli elementi di vulnerabilit\u00e0 del soccorritore, non eliminabili completamente ma integrabili nelle competenze proprie dell\u2019operatore. I limiti personali non sono solo espressione di una \u201cumanit\u00e0\u201d, spesso sopraffatta dallo stereotipo pericoloso di un eroe indistruttibile, ma grazie alla <em>consapevolezza<\/em> diventano elemento valicabile nella stessa attivit\u00e0 di soccorso. Superare il proprio limite sostenuti da una maggiore attenzione personale, frutto di una percezione adeguata[4] del rischio, e da un gruppo coeso per sua disposizione pratica di fronte alla minaccia, \u00e8 il miglior fattore di sicurezza. Ripercorrere nei momenti di discussione anche gli errori come parte di un scambio in un pi\u00f9 ampio insieme di esperienze costruttive a cui pi\u00f9 o meno hanno sempre partecipato i colleghi, accresce anche il senso di auto-stima[5] e di <em>appartenenza<\/em> al gruppo. Quest\u2019ultimo \u00e8 l\u2019elemento preliminare al sentimento di condivisione, di spirito di corpo a cui il soccorritore fa appello nella parte pi\u00f9 complessa dell\u2019intervento.<\/p>\n<p>La discussione sulle reazione umane allo stress e sulle differenti espressioni di disagio offre la base per la condivisione esplicita dei pensieri e delle sensazioni conseguenti all\u2019intervento. Al qualificato o al funzionario spetta il compito di offrire uno spazio di elaborazione dell\u2019accaduto nel momento in cui lui stesso o la squadra lo ritengano significativo. Questa offerta di discussione, denominata \u201csmobilitazione\u201d, \u00e8 fatta sulla scena dell\u2019intervento in un\u2019area in sicurezza vicino all\u2019evento oppure di rientro in sede. La comunicazione \u00e8 unidirezionale fatta dal capo squadra o dal qualificato che dopo un riepilogo sull\u2019intensit\u00e0, durata e qualit\u00e0 del soccorso tecnico, prosegue con un breve accenno sui normali effetti che il lavoro potrebbe avere sul personale stato psico-fisico dei soccorritori e conclude esplicitando che \u00e8 possibile organizzare un incontro. In questo eventuale e successivo momento di scambio, tutti i vigili del fuoco coinvolti, si ritrovano inizialmente insieme ricevendo una presentazione comune del lavoro proposto. In seguito verranno suddivisi secondo i principi del Critical Incident Stress Management[6] (vicinanza all\u2019evento, mansioni, ecc.). in gruppi pi\u00f9 o meno omogenei. Alla conclusione dell\u2019incontro i partecipanti sono nuovamente riuniti in plenaria in modo da esprimere impressioni e sensazioni comuni prima del congedo finale. Questi momenti favoriscono la percezione sia di condividere l\u2019esperienza tanto significativa al di l\u00e0 delle mansioni o della vicinanza[7] all\u2019evento e sia di partecipare ad un\u2019iniziativa rivolta a tutti. Durante questi incontri i qualificati e\/o i colleghi del \u201cgruppo di supporto psicologico\u201d propongono un\u2019elaborazione dei soli fatti e pensieri connessi all\u2019evento, prima che si verificasse, durante e al termine dello stesso. Attraverso la variabile \u201cargomenti\u201d e la variabile \u201ctempo\u201d in una modalit\u00e0 in gran parte aderente al defusing (fase di presentazione, fase dei fatti, fase dei pensieri, fase dell\u2019insegnamento, fase conclusiva) la costruzione dell\u2019incontro contribuisce a soddisfare:<\/p>\n<ul>\n<li>una richiesta informativa circa l\u2019intervento;<\/li>\n<li>un ricordo comune e condiviso;<\/li>\n<li>una percezione di condivisione del rischio e delle reazioni psico-fisiche ad esso collegate;<\/li>\n<li>uno spostamento dagli aspetti negativi o critici al loro superamento o comunque gestione rispetto alle risorse non pi\u00f9 individuali ma di gruppo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una seconda occasione (follow-up) d\u2019incontro, di nuovo proposta e non obbligatoria, segue le tappe della prima (plenaria \u2013 piccoli gruppi \u2013 plenaria), discutendo di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel tempo trascorso dal primo incontro, dei pensieri sull\u2019intervento e sul ritrovarsi a parlarne insieme. Si prende in considerazione anche ci\u00f2 che si \u00e8 realizzato in seguito all\u2019evento, con chi o come si \u00e8 fatto qualcosa. Discutere apertamente e sinceramente dei vantaggi di questi scambi relazionali oppure dei miglioramenti da apportare \u00e8 un elemento di crescita personale e metodologica, oltre che oggetto di elaborazione in supervisione. Quest\u2019ultima, presente nell\u2019attivit\u00e0 clinica dei professionisti di salute mentale, \u00e8 un incontro tra i conduttori dei defusing con la partecipazione di uno psicologo o psicoterapeuta durante il quale si discutono i vissuti emersi nei diversi gruppi. La cadenza di tali incontri di supervisione \u00e8 concordabile tra gli stessi membri del \u201cgruppo di supporto psicologico\u201d e lo specialista in una prospettiva di tutela della salute e della motivazione alla reciprocit\u00e0 dei partecipanti. I colleghi che si dedicano al sostegno di altri colleghi formano essi stessi un gruppo di mutuo-aiuto all\u2019interno del quale condividono la loro esperienza in modo solo pi\u00f9 consapevole e strutturato[8] nel caso ci sia il professionista. Gli incontri di supervisione rivestono un ruolo importante nella crescita professionale perch\u00e9 lo specialista nella relazione con il personale dei vigili del fuoco pu\u00f2 contribuire a rendere costruttiva un\u2019esperienza umana o emotiva disorganizzata. Lo psicologo o psicoterapeuta pu\u00f2 anche fornire informazioni aggiornate circa i servizi socio-assistenziali del territorio a cui poi eventualmente i conduttori possono inviare i colleghi in difficolt\u00e0 su loro richiesta esplicita e riservata. L\u2019ultimo passaggio formativo proposto ai vigili del fuoco del \u201cgruppo di supporto psicologico ai colleghi\u201d \u00e8 la partecipazione nella veste di co-conduttore ad incontri tenuti da professionisti nei quali, insieme all\u2019elaborazione dei fatti e dei pensieri, si propone l\u2019emergere dei vissuti e delle emozioni connesse all\u2019evento. Questi sono avviati su richiesta sia dello stesso personale coinvolto nell\u2019evento, comunque dopo gli incontri di defusing con i pari, sia dai membri del gruppo di supporto, previo consenso dei diretti interessati dall\u2019intervento.<\/p>\n<p><em>Tempistica<\/em><\/p>\n<p>Il lavoro di formazione si rivolge a tutto il personale secondo una successione di 3 momenti distinti per argomenti e discenti:<\/p>\n<ol>\n<li>Il primo incontro \u00e8 rivolto al personale qualificato e funzionari. Si svolge in due giornate intere (mattina-pomeriggio);<\/li>\n<li>Il secondo incontro \u00e8 invece rivolto a tutto il personale e si esaurisce in una giornata intera (mattina-pomeriggio);<\/li>\n<li>Il terzo incontro \u00e8 dedicato a chi per motivazione e competenze personali desidera mettersi a disposizione dei colleghi all\u2019interno di un gruppo di supporto psicologico. L\u2019attivit\u00e0 proposta \u00e8 in realt\u00e0 parte di una formazione permanente che non si esaurisce nella prevista giornata intera (mattina-pomeriggio) ma comprende momenti formativi tematici (richiesti dal personale stesso secondo le criticit\u00e0 riscontrate) ed esperienze pratiche come role-play (giochi di ruolo) ed esercitazioni.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La tempistica degli incontri ha l\u2019obiettivo di formare prima di tutto quelle figure (qualificati e funzionari) in grado di dare ascolto alle richieste di elaborazione fatte dal personale in conseguenza di una maggiore consapevolezza individuale. Successivamente, coloro che si ritengono e risultano maggiormente disponibili ad approfondire i temi utili a favorire le relazioni in un processo sempre di reciprocit\u00e0, avviano un percorso continuo di scambio con colleghi e professionisti per scoprire utili strategie di protezione relazionale promosse dai vigili del fuoco per gli stessi vigili del fuoco.<\/p>\n<p>Attivit\u00e0 formativa<\/p>\n<p>Incontro 1<\/p>\n<ul>\n<li>mattina della prima giornata tenuta da un professionista di salute mentale e da personale qualificato nelle tematiche discusse:\n<ul>\n<li>definizione di stress;<\/li>\n<li>comuni reazioni psico-fisiologiche allo stress;<\/li>\n<li>stress ed eventi critici;<\/li>\n<li>definizione di emergenza;<\/li>\n<li>strategie per il riconoscimento delle risorse personali;<\/li>\n<li>condivisione delle modalit\u00e0 gestionali dello stress;<\/li>\n<li>tecniche di rilassamento;<\/li>\n<li>definizione della vulnerabilit\u00e0;<\/li>\n<li>sensibilizzazione del personale circa la riduzione di vulnerabilit\u00e0 intesa come aumento delle risorse;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>\u2022 pomeriggio della prima giornata tenuto da personale dei Vigili del Fuoco:\n<ul>\n<li>discussione della definizione di emergenza attraverso eventi concreti;<\/li>\n<li>vantaggi di una maggiore consapevolezza delle proprie risorse;<\/li>\n<li>identificazione e condivisione delle personali strategie di gestione dello stress;<\/li>\n<li>role-play circa le tecniche di rilassamento;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>\u2022 mattina della seconda giornata tenuta da un professionista di salute mentale e da personale qualificato nelle tematiche discusse:\n<ul>\n<li>modello ad onde di un emergenza;<\/li>\n<li>crisi informativa;<\/li>\n<li>ruolo della comunicazione;<\/li>\n<li>opportunit\u00e0 e vantaggi derivanti dal gruppo;<\/li>\n<li>tecnica della smobilitazione;<\/li>\n<li>tecnica del defusing;<\/li>\n<li>tecnica di rilassamento;<\/li>\n<li>follow-up di defusing;<\/li>\n<li>ruolo e funzioni della supervisione;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>\u2022 pomeriggio del secondo giorno tenuto da personale dei Vigili del Fuoco:\n<ul>\n<li>discussione circa l\u2019opportunit\u00e0 degli incontri a seguito di eventi concreti del passato;<\/li>\n<li>role-play di smobilitazione;<\/li>\n<li>role-play di defusing;<\/li>\n<li>esercitazione in tecniche di rilassamento;<\/li>\n<li>role-play di follow-up di defusing;<\/li>\n<li>role-play di supervisione.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Incontro 2<\/p>\n<ul>\n<li>mattina tenuta da un professionista di salute mentale e da personale qualificato nelle tematiche discusse:\n<ul>\n<li>definizione di stress;<\/li>\n<li>comuni reazioni psico-fisiologiche allo stress;<\/li>\n<li>stress ed eventi critici;<\/li>\n<li>definizione di emergenza;<\/li>\n<li>strategie per il riconoscimento delle risorse personali;<\/li>\n<li>condivisione delle modalit\u00e0 gestionali dello stress;<\/li>\n<li>tecniche di rilassamento;<\/li>\n<li>definizione della vulnerabilit\u00e0;<\/li>\n<li>sensibilizzazione del personale circa la riduzione di vulnerabilit\u00e0 intesa come aumento delle risorse;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>\u2022 pomeriggio tenuto da personale dei Vigili del Fuoco:\n<ul>\n<li>discussione della definizione di emergenza attraverso eventi concreti;<\/li>\n<li>vantaggi di una maggiore consapevolezza delle proprie risorse;<\/li>\n<li>identificazione e condivisione delle personali strategie di gestione dello stress;<\/li>\n<li>role-play circa le tecniche di rilassamento.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Incontro 3<\/p>\n<ul>\n<li>\u2022 mattina tenuta da un professionista di salute mentale e da personale qualificato nelle tematiche discusse:\n<ul>\n<li>caratteristiche della relazione d\u2019aiuto;<\/li>\n<li>benefici e rischi in una relazioni d\u2019aiuto tra pari;<\/li>\n<li>il ruolo di co-conduttore nell\u2019elaborazione dei vissuti e delle emozioni del gruppo;<\/li>\n<li>follow-up di tali occasioni di confronto;<\/li>\n<li>ruolo e funzioni della supervisione;<\/li>\n<li>aggiornamento sui servizi socio-assistenziali del territorio;<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li>\u2022 pomeriggio tenuto da personale dei Vigili del Fuoco e professionisti:\n<ul>\n<li>presentazione dei servizi socio-assistenziali del territorio;<\/li>\n<li>elaborazione e discussione di eventuali materiali presentati da professionisti;<\/li>\n<li>role-play di gruppi in cui si esprimono vissuti ed emozioni;<\/li>\n<li>role-play di follow-up di tali gruppi;<\/li>\n<li>role-play di supervisione.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Conclusioni<\/em><\/p>\n<p>Il risultato atteso di questo percorso formativo non \u00e8 l\u2019accrescimento delle conoscenze ma la capacit\u00e0 di rispondere in modo efficace agli scenari relazionali imprevisti. Sull\u2019intervento, l\u2019efficacia del pompiere \u00e8 anche dettata dalla sua capacit\u00e0 di ri-inventare un oggetto perch\u00e9 sia utile alla risoluzione dell\u2019intervento. Questa dote generativa di un senso nuovo ad oggetti o a situazioni, come pu\u00f2 avvenire nelle attivit\u00e0 di supporto psicologico, \u00e8 un elemento comune ad ogni essere umano ma in una situazione di difficolt\u00e0 emotiva e relazionale rischia di lasciare il posto ad automatismi non sempre efficaci. Il vigile del fuoco ha un dovere istituzionale che se da un lato conserva questa capacit\u00e0 creativa, dall\u2019altro la espone a continue fonti di tensione che potrebbero \u201cbruciare\u201d anche le soluzioni pi\u00f9 efficaci. I Dispositivi di Protezione Relazionale non si esauriscono negli strumenti o nelle procedure ma si propongono quale \u201catmosfera\u201d in cui produrre significati capaci di offrire un maggiore benessere psico-fisico. Da punto di vista strettamente di efficienza ed economicit\u00e0 la proposta formativa:<\/p>\n<ul>\n<li>utilizza procedure semplici e permette un\u2019implementazione autonoma fondata sulla motivazione personale dei partecipanti;<\/li>\n<li>collega i riferenti del gruppo di supporto con il tessuto di servizi territoriali in ambito socio-assistenziale riuscendo in questo modo a differenziarsi in accordo al territorio e non alla metodologia;<\/li>\n<li>offre un forma immediata di sostegno che permette la dilatazione del tempo e quindi l\u2019avvio di iniziative sempre pi\u00f9 strutturate in accordo con le richieste poste;<\/li>\n<li>prevede una forma di garanzia sull\u2019attivit\u00e0 del gruppo di supporto attraverso la supervisione di professionisti. In questo senso il costo a carico dell\u2019amministrazione per prestazioni professionali esterne rimane contenuto perch\u00e9 \u00e8 circoscritto alla sola attivit\u00e0 formativa e di supervisione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il progetto \u00e8 per sua definizione quel qualcosa che si \u201cgetta davanti a s\u00e9\u201d, coniugazione tra esperienza passata e possibilit\u00e0 future. Queste ultime sono parti incerte che prendono le forme degli scambi e delle relazioni che il progetto raccoglie nel suo trovarsi avanti. Di certo questa iniziativa si propone come progetto e non come programma, scandito nei tempi e nei modi, con la speranza che raccolga il \u201csoccorso\u201d di tutti coloro che reciprocamente incontra.<\/p>\n<p>Davide Scotti e Vincenzo Irace<\/p>\n<p>[1] Dispositivi di Protezione Relazionale comprendono quelle attivit\u00e0 (ludiche, ricreative, formative, ecc) e quegli strumenti (artistici, comunicativi, ecc.) che promuovono un\u2019esperienza personale vissuta, cio\u00e8 capace di essere inventata nuovamente da chi vi partecipa. I D.P.R. non sono processi di informazione durante i quali sono diffuse delle conoscenze in un clima di dovere ma piuttosto delle attivit\u00e0 di partecipazione reciproca in cui prendono parte tutti i presenti all\u2019iniziativa in un\u2019atmosfera di godimento dell\u2019esperienza comune e condivisa.<\/p>\n<p>[2] Competenza \u00e8 qui inteso nell\u2019accezione di competente, participio presente di competere cio\u00e8 \u2018concordare\u2019. Le competenze, considerate nei sinonimi di abilit\u00e0, esperienza e capacit\u00e0, permettono di trovare un modo personale di stare nell\u2019ambiente. Tanto pi\u00f9 una persona \u00e8 competente, tanto pi\u00f9 former\u00e0 con il contesto un \u201cconcordato\u201d efficace ed efficiente.<\/p>\n<p>[3] Mucchi Faina A. (2002), <em>Psicologia collettiva. Storia e problemi.<\/em> Ed. Carocci<\/p>\n<p>[4] Adeguata cio\u00e8 consapevole del rapporto tra risorse personali disponibili e risorse richieste dalla situazione. Nei momenti personali difficili anche un piccolo evento pu\u00f2 infatti dimostrarsi rischioso poich\u00e9 non ci sono \u201cindividualmente\u201d le risorse per affrontarlo.<\/p>\n<p>[5] Il senso di maggiore auto-stima \u00e8 anche in conseguenza di una migliore valutazione dei fattori esterni (esiguit\u00e0 di tempo, elevata emotivit\u00e0 nell\u2019infortunato, informazioni frammentarie, ecc.) che spesso nei vigili del fuoco rendono inefficace il soccorso nonostante gli sforzi.<\/p>\n<p>[6] Bruce H. Young (2002), <em>L\u2019assistenza psicologica nelle emergenze<\/em>, Ed. Erickson<\/p>\n<p>[7] Gli operatori di sala operativi rischiano infatti di essere esclusi dal processo di condivisione dell\u2019esperienza perch\u00e9 non in loco mentre invece vivono comunque una partecipazione \u201crelazionale\u201d con la squadra che gestiscono via radio.<\/p>\n<p>[8] Al di l\u00e0 della teoria di riferimento dello specialista, il professionista \u00e8 colui che offre connessioni nuove tra parti di un\u2019esperienza inizialmente mal o per niente collegate. Non offre verit\u00e0 ma partecipa ad un\u2019attribuzione di senso nuova e comune a ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto concretamente o anche solo sul piano immaginativo.<\/p>\n<p>Download : <a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/Approfondimenti\/Dispositivi%20di%20Protezione%20Relazionale.pdf\">Link<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vigile del fuoco ha piena consapevolezza dei Sistemi di Protezione Individuale (DPI) che infatti lo proteggono in ambiente ostile, ma smessi quelli, spesso il rischio \u00e8 che l&#8217;ambiente ostile rimanga all&#8217;interno del soccorritore, privo questa<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/dispositivi-di-protezione-relazionale\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":50,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[10,215],"class_list":["post-48","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-security","tag-dpi","tag-security"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":302,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48\/revisions\/302"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}