{"id":500,"date":"2006-04-15T10:59:33","date_gmt":"2006-04-15T10:59:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=500"},"modified":"2014-07-30T11:00:29","modified_gmt":"2014-07-30T11:00:29","slug":"la-videosorveglianza-a-milano-by-chiara-fonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/la-videosorveglianza-a-milano-by-chiara-fonio\/","title":{"rendered":"La videosorveglianza a Milano &#8211; by Chiara Fonio"},"content":{"rendered":"<p>Le telecamere sono state introdotte nella citt\u00e0 di Milano con fini di deterrenza, di miglioramento della vivibilit\u00e0 e fruibilit\u00e0 dei parchi, di incremento della percezione di sicurezza nei cittadini e infine, per migliorare gli interventi delle forze pubbliche. Le prime installazioni risalgono al 1997 e sono la tangibile espressione della politica di sicurezza inaugurata dall\u2019Amministrazione comunale dell\u2019attuale sindaco Gabriele Albertini.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Milano \u00e8 una delle prime citt\u00e0 italiane nella quale vengono utilizzati i sistemi di videosorveglianza. L\u2019esperienza del capoluogo lombardo va inserita nel diverso approccio <em>locale<\/em> nei confronti della sicurezza urbana sviluppatasi all\u2019interno dell\u2019Assessorato alla Sicurezza e alle Periferie, un approccio che conferma una notevole complessit\u00e0 difficilmente riducibile alla monolitica dimensione del <em>controllo. <\/em>Si sviluppa in quegli anni una specifica attenzione nei confronti del <em>territorio urbano<\/em> inteso come area vulnerabile all\u2019interno della quale occorreva isolare le zone pi\u00f9 a rischio di altre al fine di concentrare maggiormente gli sforzi in termini di sicurezza.\u00a0 Nel 1998 viene infatti istituito il servizio di \u201cVigile di quartiere\u201d che aveva una competenza diretta su una base territoriale limitata. I vigili di quartiere sono stati impiegati in aree individuate tramite le costruzioni di mappe del rischio. Va inoltre ricordato che in Lombardia fu approvata una legge regionale sulla sicurezza il 14 aprile 2003[1] . Potrebbe essere interessante ricordare brevemente gli articoli inerenti alle finalit\u00e0 perseguite e i finanziamenti (artt. 3 comma 2 lett. A, 25, 28) all\u2019interno dei quali si identificano 14 categorie di azione specifiche, quasi tutte di <em>natura preventivo \u2013 situazionale e tecnologica<\/em>. Progetti di questo tipo sono finanziati fino a un massimo del settanta per cento delle spese previste per la sua realizzazione. Queste scelte sono indicative del modello di prevenzione che la Regione ha inteso adottare che si concretizza in<em> misure preventive espressamente rivolte al contesto fisico attraverso l\u2019utilizzo di mezzi tecnologici.<\/em> Tra questi ultimi va inserita anche la videosorveglianza.<\/p>\n<p>Entrando pi\u00f9 dettagliatamente nel merito delle politiche di sicurezza, occorre sottolineare che esse sono state considerate come un\u2019assoluta priorit\u00e0 dell\u2019Amministrazione Comunale in carica dal 1997. Il \u201ccambiamento di scenario\u201d introdotto con i vigili di quartiere, \u00e8 stato caratterizzato anche da un cospicuo investimento economico e sociale nei confronti della videosorveglianza. Come si legge nella dichiarazioni del Vice Sindaco De Corato, \u201cdal \u201997 a oggi sono stati investiti oltre 28 milioni e 500 mila euro per installare impianti di videosorveglianza e rendere pi\u00f9 sicuri i parchi e le aree strategiche della citt\u00e0\u201d[2]. Continua De Corato \u201cil capoluogo lombardo ha investito in maniera significativa sul binomio controllo \u2013 tecnologia. Il modello Milano [\u2026] ha effettuato ingenti investimenti per la riorganizzazione dei corpi di polizia e per l\u2019innovazione tecnologica degli strumenti di controllo del territorio\u201d . L\u2019investimento di tipo \u201csociale\u201d ha invece riguardato sia il tentativo di contrastare la micro criminalit\u00e0, sia l\u2019impegno per risanare alcune aree verdi, come il Parco Sempione, in modo da renderle maggiormente sicure e, di conseguenza maggiormente fruibili da parte degli utenti. La riqualificazione dei parchi \u00e8 passata anche attraverso l\u2019utilizzo di questo mezzo tecnologico e l\u2019attenzione nei confronti dei pochi ma preziosi \u201cpolmoni verdi\u201d di Milano non si \u00e8 spenta nel corso degli anni: le zone in questione sono quelle che presentano il maggior numero di telecamere.<\/p>\n<p>La sorveglianza elettronica alla quale facciamo riferimento \u00e8 unicamente la <em>videosorveglianza pubblica anticrimine<\/em> <em>monitorata da agenti della polizia municipale insediati nei posti di controllo locale e nella Centrale Operativa di via Beccaria<\/em>. E\u2019 perci\u00f2 esclusa la videosorveglianza ai semafori, attuata tramite telecamere installate che si attivano nel momento in cui scatta il rosso inquadrando e registrando la targa dei veicoli in transito. Le telecamere utilizzate per la prima finalit\u00e0 sono circa 450 e sono distribuite in modo capillare sia in aree verdi, quali i numerosi parchi cittadini, sia nelle zone considerate maggiormente vulnerabili, come la Stazione Centrale. Nonostante la Centrale Operativa di via Beccaria coordini e gestisca le attivit\u00e0 del Corpo di Polizia Municipale di Milano e di conseguenza riceva le immagini provenienti dalle telecamere installate nelle diverse aree della citt\u00e0, il monitoraggio <em>effettivo<\/em> del territorio viene fatto dai posti di controllo locale (d\u2019ora in poi p.c.l). Con l\u2019espressione di monitoraggio <em>effettivo<\/em> ci riferiamo al fatto che il controllo delle diverse aree della citt\u00e0 sottoposte a videosorveglianza \u00e8 di tipo <em>locale<\/em>. Nei p.c.l si trovano infatti due o pi\u00f9 operatori della Polizia locale che hanno l\u2019opportunit\u00e0 di brandeggiare le telecamere nonch\u00e9 di intervenire nel caso in cui notino dei comportamenti devianti o delle situazioni a rischio. Le telecamere sono generalmente associate alle colonnine SOS, ovvero delle colonnine di emergenza tramite le quali i cittadini in difficolt\u00e0 possono comunicare con gli operatori. Questi ultimi hanno la possibilit\u00e0 non solo di parlare con chi richiede il loro intervento, ma anche di visualizzare sui monitor l\u2019individuo che ha premuto l\u2019allarme. Una volta attivato, infatti, la telecamera pi\u00f9 vicina si posiziona automaticamente sulla colonnina.<\/p>\n<p>Le telecamere utilizzate sono a colori e si possono distinguere in due tipologie: quelle fisse e le speed dome. Mentre le prime non permettono il brandeggio da parte dell\u2019operatore, le speed dome, altrimenti dette \u201ca cupola\u201d a causa della loro forma, consentono un brandeggio di 360\u00b0.Quasi tutte le telecamere utilizzate nelle zone ritenute maggiormente a rischio appartengono a quest\u2019ultima categoria, e sono dotate di un\u2019alta risoluzione e di potenti zoom digitali. Un\u2019altra caratteristica tecnica di particolare importanza sono le cosiddette \u201cposizioni di ronda\u201d. Attraverso le telecamere brandeggiabili, infatti, si ha la possibilit\u00e0 di programmare alcune posizioni di \u201cpreset\u201d, ovvero di cambio automatico di angolatura. Nonostante le posizioni di ronda siano pre impostate su un cambio di angolatura che avviene all\u2019incirca ogni 10 secondi, il comando di zona pu\u00f2 intervenire modificando tali impostazioni o \u201cfermando\u201d la ronda di una o pi\u00f9 telecamere per un periodo di tempo limitato. Le posizioni di preset presentano il vantaggio di evitarel\u2019intervento continuo dell\u2019operatore e garantisco una \u201ccopertura\u201d ad ampio raggio.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni il Comune di Milano ha dimostrato di avere una particolare sensibilit\u00e0 e attenzione nei confronti della videosorveglianza. Oltre al miglioramento tecnico del sistema, \u00e8 stato approfondito anche il tema della percezione della sicurezza e delle telecamere da parte dei cittadini. Queste ultime finalit\u00e0 si sono concretizzate nello svolgimento di una ricerca durante il 2005. La ricerca si \u00e8 avvalsa del questionario utilizzato dal team europeo Urban Eye adattato alla realt\u00e0 milanese. L\u2019adattamento del questionario rende lo studio particolarmente interessante: si ricorda che la ricerca comparativa \u201cUrban Eye\u201d \u00e8 di notevole importanza in quanto, con l\u2019obiettivo di comprendere l\u2019atteggiamento dell\u2019opinione pubblica nei confronti della videosorveglianza, ha coinvolto cinque citt\u00e0 europee (Berlino, Budapest, Londra, Oslo e Vienna) per un totale di 1001 persone intervistate tra il giugno e l\u2019ottobre del 2003. La ricerca svoltasi a Milano ha voluto anche approfondire esigenze specifiche quali quelle dei negozianti, i cui esercizi commerciali sono stati spesso oggetto di atti di microcriminalit\u00e0. In tutto sono state eseguite 501 interviste personali ad un campione rappresentativo di cittadini (la popolazione di Milano \u00e8 di circa 1.247.052 persone)[3]\u00a0 residenti nelle diverse aree di Milano prese in analisi: il campione \u00e8 stato probabilistico stratificato in base al genere e all\u2019et\u00e0. I quartieri, individuati in base alla ripartizione fornitaci dal Comune, sono stati San Siro, Stadera e Fulvio Testi, mentre i parchi sono stati Alessandrini, Basiliche, Parco delle Cave, Largo Marinai d\u2019Italia e il Sempione. Per quanto concerne i negozianti, invece, si \u00e8 trattato di un campione casuale di tipo probabilistico. In particolare, sono state effettuate 200 interviste personali a un campione rappresentativo di esercizi commerciali equamente suddivise tra quanti hanno realizzato interventi di sicurezza finanziati dal Comune da oltre un anno, ed esercizi che non hanno realizzato alcun intervento<strong>. <\/strong>Rispetto ai cittadini intervistati nelle altre cinque citt\u00e0 europee, i milanesi sono quelli che <em>associano maggiormente la videosorveglianza alla percezione della sicurezza,<\/em> nonostante siano consapevoli dei rischi di invasione nei confronti della privacy. Le telecamere sembrano essere ampiamente accettate negli spazi aperti pubblici come i parchi o i trasporti, mentre possono infastidire in luoghi chiusi. Si \u00e8 inoltre riscontrato un alto grado di fiducia dimostrato nei confronti delle forze dell\u2019ordine, le uniche che si ritiene debbano essere preposte al controllo delle immagini registrate nonch\u00e9\u00a0 le forze che per eccellenza sono associate all\u2019idea della sicurezza.<\/p>\n<p>In sintesi, possiamo affermare che Milano si sia imposta come un \u201cmodello\u201d nell\u2019ambito delle politiche di sicurezza nazionale che utilizzano tecnologie di avanguardia con fini di deterrenza e prevenzione della criminalit\u00e0. I dati della ricerca hanno inoltre messo in luce l\u2019accettazione della videosorveglianza da parte dei cittadini milanesi i quali, pur consapevoli dei rischi connessi all\u2019utilizzo di tale strumento, hanno espresso un atteggiamento nettamente positivo nei confronti delle telecamere.<\/p>\n<p><em>Chiara Fonio<\/em><\/p>\n<p>[1] Legge regionale n.4 \u201cRiordino e riforma della disciplina regionale in materia di polizia locale e sicurezza urbana\u201d<\/p>\n<p>[2] Informazioni tratte dal sito http:\/\/www.comunedimilano.it<\/p>\n<p>[3] Dato tratto dal sito : http:\/\/www.provincia.milano.it\/portale\/spaziocomuni\/dati_popolazione.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le telecamere sono state introdotte nella citt\u00e0 di Milano con fini di deterrenza, di miglioramento della vivibilit\u00e0 e fruibilit\u00e0 dei parchi, di incremento della percezione di sicurezza nei cittadini e infine, per migliorare gli interventi delle<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/la-videosorveglianza-a-milano-by-chiara-fonio\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-500","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/500","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=500"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":501,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/500\/revisions\/501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}