{"id":506,"date":"2006-04-30T11:03:39","date_gmt":"2006-04-30T11:03:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=506"},"modified":"2014-07-30T11:08:21","modified_gmt":"2014-07-30T11:08:21","slug":"blogging-in-the-arab-world-by-chiara-fonio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/blogging-in-the-arab-world-by-chiara-fonio\/","title":{"rendered":"Blogging in the Arab world &#8211; by Chiara Fonio"},"content":{"rendered":"<p>La vicenda delle vignette apparse sul quotidiano danese Jyllands-Posten ha goduto di un\u2019ampia attenzione da parte dei media tradizionali.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Blogging.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-507\" src=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Blogging-300x138.jpg\" alt=\"Blogging\" width=\"583\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Blogging-300x138.jpg 300w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Blogging-1024x473.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 583px) 100vw, 583px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La mappa allegata (tratta da Wikipedia: http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Image:Cartoonmap-key.png ), mostra la risonanza dell\u2019accaduto all\u2019interno delle testate giornalistiche: pi\u00f9 la tonalit\u00e0 di blu \u00e8 intensa, maggiore \u00e8 il numero dei quotidiani che hanno ristampato le vignette satiriche. Il colore rosso, invece, \u00e8 utilizzato per segnalare le aree nelle quali si sono verificate sia proteste da parte dei cittadini di religione musulmana, sia azioni di boicottaggio nei confronti di prodotti danesi. Anche in quest\u2019ultimo caso, la tonalit\u00e0 \u00e8 indice di una maggiore asprezza delle proteste. Come si pu\u00f2 notare, alcuni paesi sono di colore viola (come la Francia). Il viola si riferisce ad un elevato numero di quotidiani che hanno stampato i cartoons e a gravi azioni di protesta e boicottaggio.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante mettere in luce che i paesi musulmani nord-africani si contraddistinguono pi\u00f9 per le proteste pi\u00f9 o meno violente che per la comparsa sui quotidiani delle strisce incriminate (con l\u2019eccezione dell\u2019Algeria e del Marocco). Sebbene sia prevedibile una minore possibilit\u00e0 da parte dei cittadini di questi paesi di accedere a diverse fonti informative, non va dimenticato \u201cun altro tipo di mondo\u201d che non \u00e8 rappresentato sulla cartina. Mi riferisco agli utenti di Internet che hanno avuto modo di vedere i cartoons e di esprimere la loro opinione in merito. La diffusione di Internet \u00e8, infatti, in continua crescita. Anche se non si hanno a disposizione dati statistici certi, \u00e8 possibile abbozzare alcune ipotesi. La prima riguarda gli utenti dei quali ci occuperemo in questo articolo, ovvero chi ha aperto uno spazio personale, generalmente un weblog, per commentare i fatti culturali e di cronaca del proprio paese. Questi bloggers rappresentano un\u2019eccezione in quanto scrivono in lingua inglese al fine di raggiungere il maggior numero di persone al di fuori dei confini dello stato in cui vivono e, di conseguenza, si pensa abbiano una cultura medio-alta rispetto ai propri concittadini. Il livello di conoscenza della lingua, infatti, \u00e8 piuttosto elevato cos\u00ec come la capacit\u00e0 di mettere a disposizione risorse informative dimostra una notevole padronanza dello strumento. Una seconda ipotesi \u00e8 quella gi\u00e0 accennata in precedenza e riguarda la diffusione del mezzo e la crescente attenzione da parte degli utenti in termini di potenzialit\u00e0 offerte. Basti pensare che \u00e8 stato recentemente aperto un sito chiamato i.Toot (<a href=\"http:\/\/www.itoot.net\/\">http:\/\/www.itoot.net<\/a>) nato dall\u2019esigenza di raccogliere le numerose voci provenienti dai blogger arabi che sentivano il desiderio di condividere le proprie conoscenze o storie di vita. Lo scopo di iToot \u00e8 di \u201c to build a new medium in which intelligent voices from and for Arabia are brought together and presented to a wider community; where passionate readers and writers can share and communicate without filtering.\u201d. Colpisce l\u2019accenno finale alla libert\u00e0 di espressione nonch\u00e9 alla selezione delle \u201cvoci intelligenti\u201d al fine di garantire interventi di buona qualit\u00e0 e rendere pi\u00f9 gradevole la lettura. I.toot \u00e8 l\u2019equivalente di technorati (<a href=\"http:\/\/www.technorati.com\/\">http:\/\/www.technorati.com<\/a>) nell\u2019ambito blogosfera araba e monitora un centinaio di blog prevalentemente in lingua inglese. Si aggiunga, inoltre, l\u2019attenzione che la Harvard Law School sta dedicando al fenomeno dei blogger &#8211; attraverso il sito Global voices (<a href=\"http:\/\/www.globalvoicesonline.org\/\">http:\/\/www.globalvoicesonline.org<\/a>)-\u00a0 che si esprimono in paesi generalmente poco considerati nella \u201cbig conversation\u201d del World Wide Web, come quelli africani, coreani, iraniani, afghani ecc\u2026All\u2019interno del panorama italiano, invece, il sito di riferimento sembra essere Bloggers senza frontiere (<a href=\"http:\/\/bloggersenzafrontiere.blogosfere.it\/\">http:\/\/bloggersenzafrontiere.blogosfere.it<\/a>) nato per far \u201cconoscere e ascoltare le voci di coloro che vivono in paesi in guerra (come l\u2019Iraq), o in nazioni oppresse da regimi autoritari (come in Iran, Cina, Arabia Saudita) o in luoghi dove \u00e8 in atto un lento processo di democratizzazione (Egitto, Marocco, Barhain, Sud Africa), o di sviluppo (Tanzania)\u201d.<\/p>\n<p>Itoot, globalvoices e Blogger senza frontiere sono soltanto tre esempi del fermento che negli ultimi anni contraddistingue i cybernauti del mondo arabo e non solo. Per quest\u2019ultimo motivo, abbiamo deciso di occuparci di come i cartoons sono stati commentati in alcuni importanti blog marocchini, iraniani, giordani e afghani. Consapevoli del fatto che l\u2019eco delle vignette sia stata molto pi\u00f9 ampia di quella presentata in queste poche pagine, desideriamo inaugurare un percorso di riflessione rivolto a chi cerca di raggiungere un vasto pubblico per descrivere la realt\u00e0 che vive quotidianamente o, come in questo caso, per commentare importanti episodi di cronaca.<\/p>\n<p><strong>Blog e vignette<\/strong><\/p>\n<p>Prima di analizzare la reazione dei blogger arabi ci siamo chiesti quale fosse l\u2019entit\u00e0 dei post scritti all\u2019interno della blogosfera mondiale inerenti all\u2019argomento preso in esame. Per valutarlo, abbiamo fatto una ricerca all\u2019interno di Technorati (<a href=\"http:\/\/www.technorati.com\/\">http:\/\/www.technorati.com<\/a>), il pi\u00f9 grande motore di ricerca sui blog attualmente esistente, volta a comprendere nel corso di un anno quanti post fossero focalizzati sulla vicenda.<\/p>\n<p>I post dedicati al fenomeno delle vignette sono maggiormente concentrati nel mese di febbraio quando anche i media tradizionali hanno dedicato ampio spazio alle proteste in corso. In linea generale, dunque, nonostante la vicenda della pubblicazione dei cartoons risalga al mese di settembre dell\u2019anno precedente, i blogger si sono conformati all\u2019<em>agenda setting <\/em>imposta dai media. La gerarchizzazione e la selezione delle notizie, cio\u00e8, si \u00e8 articolata seconda le medesime modalit\u00e0 espresse sui giornali o in televisione. Questo denota, indipendentemente dalla profondit\u00e0 delle analisi, un utilizzo del mezzo che, al contrario di ci\u00f2 che si potrebbe pensare, rispecchia gli argomenti gi\u00e0\u00a0 proposti a livello istituzionale.<\/p>\n<p>Passiamo ora a comprendere le reazioni di alcuni blogger.<\/p>\n<p><strong>Tolleranza <em>versus<\/em> intolleranza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Iran<\/strong><\/p>\n<p>In questo caso, gli approfondimenti pi\u00f9 interessanti compaiono all\u2019interno di siti in lingua persiana. Grazie a un blog scritto italiano (<a href=\"http:\/\/iran.blogosfere.it%29\/\">http:\/\/iran.blogosfere.it)<\/a>, abbiamo recuperato le traduzioni di alcuni post la cui linea portante sembra essere la questione dei confini della libert\u00e0 di espressione. Alcuni si chiedono se libert\u00e0 significhi offendere la fede altrui, altri nonostante riconoscano il valore del diritto di esprimere le proprie opinioni, non capiscono perch\u00e9 i vignettisti abbiano voluto infierire sui musulmani. Ci\u00f2 nonostante, viene espresso disappunto nei confronti delle violente proteste verso le ambasciate danesi. C\u2019\u00e8 chi si appella alle organizzazioni internazionali affinch\u00e9 intervengano per impedire le offese nei confronti delle religioni, solo in questo modo potrebbero essere evitati episodi di fanatismo. I blogger religiosi inoltre si chiedono\u00a0 come potrebbe reagire il mondo occidentale se venissero pubblicate delle vignette sull\u2019olocausto.<\/p>\n<p><strong>Marocco<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei pi\u00f9 conosciuti blog marocchini, \u00e8 certamente quello scritto da Samir, autore di The view from Fez (<a href=\"http:\/\/riadzani.blogspot.com\/\">http:\/\/riadzani.blogspot.com<\/a>). Samir in un post (<a href=\"http:\/\/riadzani.blogspot.com\/2006\/02\/morocco-opens-inquiry-into-newspaper\">http:\/\/riadzani.blogspot.com\/2006\/02\/morocco-opens-inquiry-into-newspaper<\/a>) si indigna sia nei confronti della poco oculata scelta del quotidiano danese, sia per la violenza scatenatasi di conseguenza, frutto di gruppi estremisti. Gli \u201cislamofobici\u201d, afferma il blogger, stanno approfittando delle reazioni violente dei fanatici per creare pi\u00f9 scontri ed evitare il dialogo. Non tutti i governi hanno dimostrato di essere all\u2019altezza della situazione, quello marocchino sembra per\u00f2 essersi comportato in modo corretto e responsabile. I giornali marocchini che hanno pubblicato le vignette sono stati sottoposti a giudizio nonostante, come sostiene l\u2019editore Abdelhakim Badiaa, alcune strisce fossero gi\u00e0 comparse nel mese di ottobre senza destare alcuna reazione a livello istituzionale. Nel paese \u00e8 stata anche proibita la vendita delle testate giornalistiche che hanno pubblicato i cartoons. Samir ha anche dato spazio alle email e ai commenti dei lettori pubblicando quelli degni di nota, come la riflessione della blogger Kalila che si chiede come la stampa danese abbia potuto pubblicare quelle vignette offensive senza pensare a cosa sarebbe potuto succedere. Non si tratta di mettere sotto accusa l\u2019intero mondo occidentale, bens\u00ec di chiedere spiegazioni agli organi di stampa.<\/p>\n<p>Bsima, sul suo blog scritto in francese, condanna in modo pi\u00f9 netto la violenza generata dalla pubblicazione (<a href=\"http:\/\/bsima.canalblog.com\/archives\/2006\/02\/06\/1334853.html\">http:\/\/bsima.canalblog.com\/archives\/2006\/02\/06\/1334853.html<\/a>) affermando che le reazioni avrebbero dovuto essere pi\u00f9 \u201cponderate, pi\u00f9 giuste, e, soprattutto, pi\u00f9 meditate\u201d in quanto una religione che predica la pace non dovrebbe proporre un\u2019immagine simile. I commenti al suo post sono molto vari e interessanti. Alcuni sono d\u2019accordo con l\u2019autrice del blog mentre altri sottolineano il fatto che la violenza \u00e8 l\u2019unica cosa che gli occidentali capiscono e che comunque la maggior parte dei musulmani sono tolleranti. La violenza e il fanatismo appartengono anche all\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Secondo un altro blogger marocchino, Medlykos, \u201cchi semina vento, raccoglie tempesta\u201d (<a href=\"http:\/\/medlykos.canalblog.com\/archives\/2006\/02\/06\/1332132.html\">http:\/\/medlykos.canalblog.com\/archives\/2006\/02\/06\/1332132.html<\/a>) ma \u00e8 anche molto lucido nell\u2019affermare che i cittadini hanno il diritto di vedere le vignette per giudicare se siano o meno offensive: \u201con a tous besoin de voir de nos propres yeux pour \u00e9mettre un jugement&#8230;pas suivre la masse comme du b\u00e9tail!\u201d. Le proteste avvenute in paesi quali l\u2019Inghilterra dove i musulmani non rappresentano certo una minoranza, non sembrano stupire il blogger il quale sottolinea ci\u00f2 che ha gi\u00e0 espresso chiaramente nel titolo, \u201cnon bisogna giocare con il fuoco\u201d. Per \u201cloro\u201d, dice Medlykos, la libert\u00e0 di espressione \u00e8 un diritto costituzionale e non esistono zone grigie, soprattutto dopo il teorema espresso da Bush \u201cMusulmani = terroristi\u201d. Rivolgendosi direttamente al mondo occidentale, egli scrive: \u201cpotete fare le caricature dei vostri primi ministri e dei vostri presidenti ma non avete alcun diritto di prendervi gioco dei profeti, soprattutto del nostro! Siate onesti: chi vi impedisce di disegnare delle vignette sull\u2019Olocausto? Non lo fate per una questione di rispetto, ma perch\u00e9 non volete scatenare l\u2019ira di Israele\u201d. E ancora \u201cprima di chiedervi se gli episodi di violenza dei musulmani siano esagerati, incominciate a riflettere su come vi siete comportati voi.\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00a0Afghanistan<\/strong><\/p>\n<p>Nel caso dell\u2019Afghanistan abbiamo preso in considerazione un unico esempio, quello di Sanjar (<a href=\"http:\/\/www.sanjar.blogspot.com\/\">http:\/\/www.sanjar.blogspot.com<\/a>). In un lungo post (<a href=\"http:\/\/sanjar.blogspot.com\/2006\/02\/cartoon-crisis.html\">http:\/\/sanjar.blogspot.com\/2006\/02\/cartoon-crisis.html<\/a>) il blogger si esprime a favore di scuse ufficiali che dovrebbero provenire dal governo danese. E\u2019 interessante il riferimento al giornale polacco Rzeczospolita che ha pubblicato le vignette nei giorni successivi allo scandalo. Mentre Sanjar sembra comprendere l\u2019atteggiamento delle societ\u00e0 secolari e laiche dei paesi scandinavi, non riesce a giustificare la decisione del giornale polacco in quanto si tratta di uno stato con profonde tradizioni religiose. Come pu\u00f2 un paese \u201cpi\u00f9 religioso dell\u2019Italia\u201d, insultare in tal modo i credenti di un\u2019altra fede? L\u2019articolo si conclude ironicamente con il riferimento su cosa avrebbe fatto Maometto seavesse visto le caricature. Si dice che il profeta era dotato di grande senso dell\u2019umorismo, probabilmente la sua reazione sarebbe stata un buon precedente per i suoi seguaci.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Giordania<\/strong><\/p>\n<p>I casi dei blog giordani sono i pi\u00f9 interessanti. In particolare un blog (<a href=\"http:\/\/www.360east.com\/\">http:\/\/www.360east.com<\/a>) curato dal designer e imprenditore <a href=\"http:\/\/www.360east.com\/\">Ahmad Humeid<\/a> ha attirato l\u2019attenzione di molti. Va ricordato che Humeid \u00e8 uno dei promotori del sito al quale ci siamo riferiti in precedenza, itoot. Humeid ha posto la questione gi\u00e0 avanzata dal blogger afghano inerente la possibile risposta del profeta alle caricature <a href=\"http:\/\/www.360east.com\/?p=304\">Wondering how the Prophet might have responded to the cartoons..<\/a>Per abbozzare una risposta, egli si rif\u00e0 a tre\u00a0 episodi della vita di Maometto. Il primo racconto riguarda la storia del vicino ebreo che gli getta la spazzatura sui gradini di casa. Un giorno, non vedendo i sacchi della spazzatura, il profeta si reca a trovare il vicino e lo trova a letto ammalato. Gli augura di riprendersi presto e il vicino, colpito dall\u2019atteggiamento di Maometto, si converte all\u2019Islam. Il secondo si riferisce ai bambini della citt\u00e0 di Ta\u2019if che lo prendono a sassate nei confronti dei quali reagisce pacificamente pregando Dio affinch\u00e9 rinsaviscano. L\u2019ultimo concerne gli uomini della sua trib\u00f9 dopo la conquista della Mecca. Molti di essi, infatti, non avevano mai creduto in lui arrivando persino a cospirare contro il profeta. Maometto, una volta conquistata la Mecca, si rivolge a loro dicendo che sono liberi di andarsene. Nello spirito della vita del Profeta, afferma Humeid, ci sono cinque differenti modi in cui il mondo musulmano avrebbe potuto rispondere alle vignette danesi:<\/p>\n<ol>\n<li>organizzare una grande mostra \u2013finanziata dai governi arabi- sulla vita di Maometto e la storia dell\u2019Islam. La mostra avrebbe dovuto essere pubblicizzata attraverso i media danesi,<\/li>\n<li>invitare 100 bambini danesi a vivere con altrettante famiglie musulmane in modo da comprendere il mondo islamico,<\/li>\n<li>invitare gli editori del giornale danese a un grande incontro culturale a Doha, Quatar, o a Copenhagen,<\/li>\n<li>le ambasciate dei paesi arabi e musulmani avrebbero potuto promuovere la nascita di un sito web in lingua danese dedicato ai pensatori islamici contemporanei e alla vita all\u2019interno dei paesi musulmani,<\/li>\n<li>approntare i sottotitoli in danese per il film \u201cThe message\u201d e provvedere alla distribuzione in Danimarca<\/li>\n<\/ol>\n<p>Un altro post dimostra un notevole grado di approfondimento. Si intitola \u201cDecision time for global muslim culture\u201d (<a href=\"http:\/\/www.360east.com\/?p=311\">http:\/\/www.360east.com\/?p=311<\/a>) e pone la questione delle vignette in termini essenzialmente culturali. Humeid, infatti, ricorda che la cultura islamica non \u00e8 ancora pronta ad accettare critiche n\u00e9 provocazioni. Le violente reazioni da parte dei musulmani sono state lette in termini di \u201cdifesa dell\u2019Islam; l\u2019atteggiamento difensivo riflette un senso di insicurezza culturale che deriva dall\u2019incapacit\u00e0 di integrazione all\u2019interno del mondo contemporaneo. Per quanto riguarda la religione, inoltre, \u00e8 importante ricordare che ogni pretesa di superiorit\u00e0 \u2013sia da parte occidentale che islamica- \u00e8 fuori luogo. L\u2019indubbio vantaggio delle societ\u00e0 occidentali sembra risiedere nel percorso storico degli ultimi secoli che le ha portate ad elaborare il moderno concetto di libert\u00e0, la stessa della quale godono gli islamici che vivono in occidente. Lo sbaglio delle societ\u00e0 musulmane \u00e8 stato quello di non saper far tesoro di ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di buono in Occidente e di non mostrare gli aspetti tolleranti dell\u2019Islam.<\/p>\n<p>La domanda che si pone Humeid \u00e8 la seguente: \u201cwhat kind of respect does the global Muslim culture want today?\u201d, ovvero che tipo di rispetto vuole la cultura musulmana? Il rispetto non dovrebbe passare attraverso il timore suscitato da episodi violenti \u2013come le proteste nei confronti dei cartoons- bens\u00ec dovrebbe essere ispirato dal ricco patrimonio storico-culturale.<\/p>\n<p><em>Chiara Fonio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda delle vignette apparse sul quotidiano danese Jyllands-Posten ha goduto di un\u2019ampia attenzione da parte dei media tradizionali. &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-506","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/506","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=506"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":508,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/506\/revisions\/508"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}