{"id":524,"date":"2008-06-24T13:57:36","date_gmt":"2008-06-24T13:57:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=524"},"modified":"2014-07-30T13:58:42","modified_gmt":"2014-07-30T13:58:42","slug":"libano-fatto-il-presidente-ora-serve-il-governo-by-giovani-radini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/libano-fatto-il-presidente-ora-serve-il-governo-by-giovani-radini\/","title":{"rendered":"Libano: fatto il Presidente ora serve il Governo &#8211; by Giovani Radini"},"content":{"rendered":"<p>Una cosa ci dicono gli scontri nella Valle della Bekaa e a Tripoli degli ultimi giorni: che la stabilit\u00e0 politica in Libano \u00e8 solo di facciata. Si era pensato, esagerando con l\u2019ottimismo, che l\u2019elezione di Michel Suleiman a Presidente della Repubblica potesse fare da traino per la normalizzazione del Paese. Si era sperato che l\u2019accordo di Doha chiudesse l\u2019anno e mezzo di crisi e segnasse il principio della fine delle violenze. Invece i fatti di questi giorni ci portano a una realt\u00e0 dai nodi ben pi\u00f9 intricati.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Primo fra tutti quello del governo. Suleiman ha dato l\u2019incarico al Premier uscente Fouad Siniora di effettuare quello che, alla fine, pu\u00f2 apparire come un rimpasto, con il ritorno del fronte sciita, e quindi di Hezbollah e Amal, nella compagine governativa, dopo che i loro ministri si erano autosospesi per protesta. L\u2019accordo di Doha suggeriva la formazione di un governo di unit\u00e0 nazionale con 30 ministri: 16 membri della maggioranza, undici dell\u2019opposizione e tre scelti direttamente da Suleiman tra personalit\u00e0 giudicate neutrali. A queste il Presidente libanese dovrebbe assegnare due tra gli incarichi di massimo rilievo, scegliendo fra Difesa, Esteri, Finanze, Interno.<\/p>\n<p>Nell\u2019empasse per la formazione dell\u2019esecutivo, il primo motivo di protesta avanzato dal movimento di Hassan Nasrallah \u00e8 stato quello di dover sottostare ancora a Siniora. Questo \u201crieccolo\u201d di Beirut non \u00e8 mai piaciuto a Hezbollah: a suo giudizio troppo sunnita, troppo vicino agli Stati Uniti. Non per niente, alla fine del 2006, la protesta di piazza di fronte al Palazzo del Serraglio a Beirut e il boicottaggio del governo furono orchestrate proprio dal \u201cPartito di Dio\u201d \u2013 forte di un solido consenso a livello della popolazione \u2013 e direttamente contro il Primo ministro. I tentativi di quest\u2019ultimo di mantenere aperto il dialogo con l\u2019Occidente furono sprezzantemente criticati e interpretati come un piegarsi alle volont\u00e0 di Washington e all\u2019ingerenza di Israele in Libano. Per tutto questo Hezbollah non vuole sottostare ancora una volta a Siniora.<\/p>\n<p>Inevitabile per\u00f2 \u00e8 chiedersi quale sia l\u2019alternativa. Perch\u00e9 tra tutti gli esponenti sunniti del \u201cFronte 14 marzo\u201d, il Premier uscente \u00e8 quello pi\u00f9 \u201cpresentabile\u201d. Certo, oltre a lui, a godere di un sostegno politico e popolare rilevante c\u2019\u00e8 Saad Hariri. Ma il figlio del ben pi\u00f9 popolare Rafiq riscuoterebbe ancora meno appoggio in seno all\u2019opposizione. Tanto pi\u00f9 che lo stesso mondo sunnita libanese lo squadra con scetticismo, in seguito al suo trascorrere troppo tempo in Arabia Saudita per occuparsi dell\u2019impero economico della sua famiglia, anzich\u00e9 vivere in Libano per seguirne le vicende politiche.<\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019arma a doppio taglio quindi l\u2019incarico che Siniora si trova fra le mani. Formare un governo, inevitabilmente con Hezbollah, significherebbe rischiare l\u2019inimicizia degli alleati vicini, <em>in primis<\/em> a Washington. Non farlo provocherebbe ulteriori tensioni interne, i cui primi sintomi si sono gi\u00e0 manifestati con gli scontri nella Valle della Bekaa e a Tripoli la scorsa settimana. Sinora \u201cil temporeggiatore\u201d quindi? Forse. Ma non dimentichiamoci che dilazionare <em>sine die<\/em>, in questo caso, non fa altro che avvicinare il Paese alle elezioni parlamentari del 2009 e agevolare la non improbabile vittoria del fronte sciita.<\/p>\n<p>Ben pi\u00f9 pericolosa \u00e8 l\u2019opposizione oltranzista del generale Michel Aoun. L\u2019unico esponente cristiano-maronita dell\u2019opposizione pare essere ancora pi\u00f9 agguerrito di qualche mese fa, quando mirava alla Presidenza. A Doha, per\u00f2, la sua candidatura \u00e8 stata bruciata e Aoun \u00e8 apparso come il maggior sconfitto. A questo punto la sua linea politica pi\u00f9 che di rivendicazione, per entrare in qualche modo nell\u2019esecutivo, si \u00e8 trasformata in rivalsa. Di conseguenza, sperando in un nuovo riavvicinamento con gli sciiti, Aoun imputa a Suleiman di aver troppo potere nello scegliere i ministri e reclama un riesame delle prerogative del Primo ministro.<\/p>\n<p>Ma l\u2019operazione richiederebbe una revisione costituzionale, la quale a sua volta non solo \u00e8 impossibile da realizzare in un panorama politico beirutino tanto fluido, com\u2019\u00e8 quello attuale, ma ha suscitato le immediate proteste di Nabih Berri.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo, dal canto suo, sembra essere tornato a prestate maggior impegno nella sua veste di Presidente dell\u2019Assemblea Nazionale, piuttosto che in quella di leader di Amal. In questo senso, \u00e8 probabile che abbia capito il rischio di emarginazione che avrebbe passato se avesse continuato a fare da semplice gregario di Hezbollah. Non a caso Berri si \u00e8 speso in prima persona affinch\u00e9 il summit di Doha portasse a un accordo. Il rinnovato ruolo istituzionale di Berri \u2013 e quindi di credibilit\u00e0 di fronte al mondo esterno \u2013 ha come fine la sua semplice sopravvivenza politica.<\/p>\n<p>Impasse voluta, ma anche inevitabile. Gli errori riguardo al Libano, da parte della Comunit\u00e0 Internazionale e dalla stessa classe politica libanese, sono due: uno commesso, l\u2019altro in corso d\u2019opera. Per quanto riguarda il primo, va detto che Doha \u00e8 stato s\u00ec un successo. Ma si \u00e8 fatto troppo affidamento sul risultato ottenuto. Quando invece si sarebbe dovuto capire che l\u2019elezione di Suleiman non sarebbe bastata. Fatto il Presidente, si \u00e8 volto lo sguardo altrove, pensando che tutto fosse a posto. Sulla base di questo approssimativo ottimismo, si \u00e8 ripreso quell\u2019atteggiamento di attesa che aveva caratterizzato i sei mesi di vuoto di potere alla Presidenza. Oggi a Beirut \u00e8 il governo a mancare. E tra un anno ci saranno le elezioni. Tutto questo non fa altro che giocare in favore di chi \u00e8 ben consapevole di avere il favore della piazza. Appunto Hezbollah.<\/p>\n<p><em>Giovanni Radini<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una cosa ci dicono gli scontri nella Valle della Bekaa e a Tripoli degli ultimi giorni: che la stabilit\u00e0 politica in Libano \u00e8 solo di facciata. Si era pensato, esagerando con l\u2019ottimismo, che l\u2019elezione di Michel<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/libano-fatto-il-presidente-ora-serve-il-governo-by-giovani-radini\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-524","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/524","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=524"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/524\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":525,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/524\/revisions\/525"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}