{"id":5446,"date":"2020-05-15T21:02:58","date_gmt":"2020-05-15T19:02:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=5446"},"modified":"2020-06-30T14:56:00","modified_gmt":"2020-06-30T12:56:00","slug":"silvia-romano-trama-e-ordito-di-una-storia-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/silvia-romano-trama-e-ordito-di-una-storia-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Silvia Romano: trama e ordito di una storia \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\">Due pesi e due misure: la qualit\u00e0 di un intervento operativo efficace si scontra con la non-qualit\u00e0 della pratica politica successiva.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conferma che la gestione di una missione ha problemi\u2026dopo.\u00a0A distanza di qualche giorno faccio il punto su alcuni aspetti della liberazione di Silvia Romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci tengo a distinguere, come ho fatto fin dall\u2019inizio, tra il piano operativo della missione e il piano politico e comunicativo: si tratta di due piani che devono essere tenuti separati per comprendere senza essere di parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla questione operativa ho gi\u00e0 scritto: si \u00e8 trattato di un\u2019azione lunga e complessa, molto apprezzata anche dai partner che hanno partecipato in Somalia. Alle agenzie italiane era stato dato il mandato di \u201c<em>liberare Silvia<\/em>\u201d e a quel mandato si \u00e8 risposto. Le argomentazioni che riguardano le alleanze sul campo, i compiti dei singoli attori e i costi della missione, fondate su informazioni corrette e problematiche comprensibili, tuttavia sbagliano perch\u00e9 mettono insieme il piano politico e operativo. Sul campo si utilizzano e sfruttano le opportunit\u00e0 che lo scenario in cui si gioca offre per \u201cchiudere\u201d: i somali che sono padroni di una casa ostile; i turchi senza i quali nulla si muove in Somalia e che sono operativi sul territorio; i qatarini alleati e finanziatori storici. Questo solo poteva contare per praticare quel campo: questi sono stati gli alleati di una missione altrimenti impossibile, che si valuta su quel terreno, con quelle opzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il presupposto alla missione \u00e8 evidentemente politico e le conseguenze sono egualmente politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tralasciando pertanto un comento alla missione, mi soffermo sulle conseguenze politiche degli aspetti comunicativi della missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A cominciare dalla liberazione: dove crolla l\u2019asino: quando il circuito mediatico, parte integrante e determinante le strategie della guerra ibrida, diventa protagonista assoluto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Primo atto: liberazione e arrivo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se fino ad allora il silenzio era stato rispettato, anche dai partner somali messi pi\u00f9 di una volta sotto pressione dall\u2019interventismo dei media italiani che chiedevano informazioni, la sceneggiata mediatica ha rovinato il successo italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora prima dell\u2019arrivo un cinguettio privato di una figura istituzionale informa il pubblico e i membri del governo, cos\u00ec anche la famiglia. Invertendo perfettamente la catena comunicativa auspicata e opportuna, evitando ogni canale istituzionale e legittimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A seguire, ecco Silvia che scende dall\u2019aereo nel suo abito verde che \u00e8 stato subito rivendicato nelle chat islamiste di mezzo mondo come un grande successo dell\u2019Islam, a cui si associa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019abito verde si aggiunge un distintivo con mezzaluna, ben visibile sul dispositivo di protezione indossato durante la liberazione. La questione fa immediatamente discutere: la fotografia \u00e8 diffusa dalla agenzia turca Anadolu, che rinforza la tesi di una liberazione tutta turca a opera del Mit ma in Italia si parla di dotazione nazionale dell\u2019antiproiettile ipotizzando un ritocco dell\u2019immagine. Tuttavia, il distintivo riporta una scritta in alfabeto Orhon, l\u2019antico turco, che si ritrova sulle patch delle forze speciali, spesso con legami all\u2019ultra destra dei Lupi Grigi: in questo senso la tesi turca, che ha ritrovato riscontro sul campo, di un\u2019operazione \u201cloro\u201d con conseguente passaggio di mano \u201ca noi\u201d ha maggior credito. Debolissima contro argomentazione italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo atto mostra immediatamente come il problema di un\u2019azione operativa emerga sempre dopo la sua conclusione, con una comunicazione funzionale ad attribuire meriti o demeriti, paternit\u00e0 e protagonismo della missione. Una prima valutazione evidenzia una scelta politica di protagonismo mediatico che poteva essere evitata, con una comparsa rinviata, pi\u00f9 che giustificata dalle condizioni dell\u2019ex-ostaggio, dopo qualche giorno: le dichiarazioni di Silvia non potevano che essere che quelle che ha rilasciato, dopo 18 mesi di prigionia nella quale la strategia migliore \u00e8 quella di un adattamento mimetico a una situazione interpretata come permanente. E\u2019 stata una enorme leggerezza non tutelare l\u2019esposizione mediatica del rientro, dando la possibilit\u00e0 a Silvia di una decompressione guidata all\u2019arrivo nel nuovo contesto. Ed \u00e8 stata strategicamente perdente non rendersi conto, o sottostimare, il valore simbolico che comunque avrebbe avuto la sua prossemica e il suo atteggiamento, ben oltre il circuito nazionale. La comunicazione istituzionale incompetente ha dimenticato che il terrorismo \u00e8 comunicazione, senza pertanto preoccuparsi di gestire gli effetti mediatici al di fuori del circuito personale della politica nostrana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grave danno al Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intermezzo continuo: social media communication.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La liberazione di Silvia \u00e8 l\u2019occasione per il mondo social di svincolarsi dall\u2019ormai ripetitiva narrazione del Covid-19: si tratta di una grande opportunit\u00e0 che trova come acceleratore la possibilit\u00e0 di focalizzarsi su un \u201cnemico\u201d diverso. E\u2019 un dato che, dopo tante settimane di quarantena, la realt\u00e0 relazionale dei social sia una valvola importante, anche utile, per contenere il conflitto sociale. L\u2019arrivo di Silvia, con la sua sconsiderata gestione comunicativa, \u00e8 servito sul piatto d\u2019argento: anzi provoca. Come \u00e8 natura dei social, il dibattito non serve a chiarire n\u00e9 a condividere analisi ma a rafforzare schieramenti, che hanno bisogno di riconoscersi anche nel processo sociale che genera sicurezza garantendo identit\u00e0 di gruppo. A questo gioco partecipano tutti, testimoniando il delicato periodo di irrequietezza conseguente la perdita delle relazioni reali. E\u2019 l\u2019orgia della fiction (si reclamano gli interventi delle truppe speciali); la manifestazione dell\u2019incompetenza (portando a esempio i successi contro l\u2019Anonima Sequestri); la stimolazione dell\u2019invidia economica (contabilizzando i costi sempre inevitabilmente elevati di queste operazioni); il revival di vecchie inimicizie (le NGO inutili e incapaci). Le narrative sono tutte lontanissime da una realt\u00e0 reale (che io per primo sto criticando!) ma funzionali perch\u00e9 finalmente non \u00e8 il virus che conferma la pratica dei social media: anche di questo scenario la comunicazione istituzionale non ha tenuto conto. O se ne ha tenuto conto lo ha fatto considerando Silvia il bersaglio giusto per attivare un diversivo. Personalmente non penso che ci sia qualcuno, nelle istituzioni, cos\u00ec capace che possa averlo pensato e fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo atto, scena prima: parla al-Shabaab su Repubblica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 il 12 maggio quando parlano al-Shabaab attraverso il quotidiano Repubblica, con una intervista ad Ali Mohamud Raage conosciuto come Ali Dhere portavoce del gruppo. Il giornale titola rinforzando una delle questioni topiche: il pagamento del riscatto e l\u2019uso che i terroristi ne faranno: \u201c<em>I soldi del riscatto di Silvia per finanziare la jihad<\/em>\u201d. Bench\u00e9 il gruppo abbia perso capacit\u00e0 militare negli ultimi anni, resta pericoloso per la capacit\u00e0 di intelligence e per la presenza articolata in stile mafioso in diverse zone tribali del sud della Somalia dove ha negoziato accordi. I soldi del riscatto serviranno certamente a comprare armi ma soprattutto a comprare il consenso per consolidare l\u2019organizzazione e promuovere la sua agenda anche infiltrando il tessuto socio-politico di Somalia e Kenya. L\u2019intervista su Repubblica serve proprio a promuovere l\u2019attitudine al governo di al Shabaab, il consenso di cui gode tra la popolazione, la preoccupazione che esso ha nell\u2019amministrazione, per sottolineare che a loro \u201c<em>pare una definizione riduttiva per al Shabaab<\/em>\u201d di essere \u201c<em>etichettati come terroristi<\/em>\u201d. Si \u00e8 trattata di una perfetta operazione di narrativa alternativa, alle quali gi\u00e0 Daesh ci aveva abituato con Cantlie, che ha due obiettivi raggiunti: dare ragione al partito italiano che sostiene che i soldi serviranno a comprare armi per incrementare atti di terrorismo, cos\u00ec promuovendo il conflitto e la divisione in Italia; affermare Shabaab come un gruppo di governo, che controlla ampie fasce di territorio con il solo peccato di volere l\u2019applicazione della legge islamica (Sharia), definito terrorista \u201cchiss\u00e0 perch\u00e9\u201d. \u00a0Questa intervista ha irritato molto il partner somalo: la pubblicit\u00e0 concessa a Shabaab \u00e8 decodificata come una disattenzione grave lesiva degli interessi nazionali della Somalia, che riduce il successo operativo di cui si era localmente contornata l\u2019operazione insieme agli italiani. Qualcuno potrebbe ritenere necessario avviare una strategia di emergenza per riparare il danno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo atto, scena seconda: parla al-Shabab via rete<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno dopo la pubblicazione dell\u2019intervista, il sito <em>Somalimemo.net<\/em> pubblica una smentita firmata al Shabaab che dichiara che nessuna dichiarazione \u00e8 stata rilasciata dai loro uffici di informazione e che questo falso \u00e8 di sostegno alle \u201c<em>politiche razziste in Italia che negli ultimi giorni hanno promosso attacchi verbali e minacce alla donna musulmana Aisha Romano, che ha annunciato di esserci convertita all&#8217;Islam e indossava il velo all&#8217;aeroporto di Roma<\/em>\u201d. Il sostegno al fake viene da diverse fonti, anche americane, che ricordano la morte del supposto portavoce Ali Dhere, avvenuta nel marzo 2014. In realt\u00e0 la questione \u00e8 tutt\u2019altro che chiara: Ali Dhere, ferito il 10 gennaio 2014 a Birta Dheere in Somalia in seguito a un attacco della Kenya Defence Force, morirebbe due mesi dopo. Senonch\u00e9 il 14 agosto 2019 il Somali National Army sostiene di averlo ferito nel villaggio di Sham. Infine, informazioni odierne sostengono con certezza che egli sia ancora in vita e anche che l\u2019intervista rilasciata, che rientra perfettamente nella linea di pensiero sostenuta in altre sue comunicazioni, potrebbe essere attribuita a un suo fidato. All\u2019incertezza sulla esistenza in vita del portavoce si aggiunge anche la problematicit\u00e0 della fonte che ha lanciato la smentita: <em>somalimemo.net<\/em> non \u00e8 una fonte ufficiale di Shabaab e, in passato, \u00e8 gi\u00e0 stata al centro di numerose controversie rispetto alla legittimit\u00e0 a lei riconosciuta dal gruppo a rilasciare dichiarazioni formali a suo nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, gli interpreti di questa seconda scena sono ontologicamente incerti e moltiplicano il dubbio generato dalla loro comunicazione: si tratta di un successo drammatico, che serve a rinforzare le tifoserie, a problematizzare \u2013 come se ce ne fosse bisogno &#8211; la competenza dei media italiani, rilanciando una narrativa che si frammente in una miriade di possibilit\u00e0 verosimili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusione ancora da recitare: la trama.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda della liberazione di Silvia Romano ha tanti aspetti in ombra, che non saranno mai chiariti fino in fondo e che, in un Paese in cui regnasse democratica fiducia tra le parti, non sarebbe probabilmente neppure necessario chiarire adesso. Dunque, sbagliando nuovamente le strategie comunicative ispirate a una pessima conoscenza del Paese, non possiamo che aspettarci un progressivo silenzio delle istituzioni politiche sulla vicenda, cercando di scapolarla grazie a emergenze pi\u00f9 emergenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Provo io proporre degli appunti per la trama della conclusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 sul campo potr\u00e0 raccontarla solo la diretta interessata, che si \u00e8 trovata ad attraversare aree tribali dove, senza accordi non si passa, che \u00e8 passata di mano pi\u00f9 volte in una alternanza ripetuta banditi &lt;&gt; al Shabaab, cercando di sopravvivere mimetizzandosi socialmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa questione del riscatto \u00e8 poco chiara, non perch\u00e9 non sia stato pagato, ma tutto sommato per la somma non rilevante per il commercio organizzato da Shabaab: non pochissimi soldi, ma non tanti quanto il commercio del carbone e gli altri traffici garantiscono. In questa prospettiva, il riscatto potrebbe anche solo rappresentare l\u2019aspetto visibile che ha permesso all\u2019Italia di portare a casa l\u2019ostaggio e, contemporaneamente, lo schermo a pi\u00f9 sostanziosi accordi locali tra i partner dell\u2019impresa, tra i quali l\u2019Italia potrebbe figurare poco, gi\u00e0 appagata dell\u2019esfiltrazione. In fin dei conti altri partner hanno pi\u00f9 interesse di noi ad avere controllo e tranquillit\u00e0 in quell\u2019area. In tal senso leggo alcuni commenti da Mogadiscio che reputano poco comprensibile la richiesta di quel denaro come la vera ragione del sequestro: altro fa parte dell\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervista che \u201c<em>c\u2019\u00e8 e non c\u2019\u00e8<\/em>\u201d \u00e8 un ulteriore esempio di narrativa alternativa di cui siamo vittime, che sfrutta il palcoscenico bellamente offerto, grazie alla na\u00efvet\u00e9 dei nostri media e comunicatori. Intanto romba il silenzio sulla vicenda da parte dei diretti interessati: l\u2019accusa di fake news non turba il quotidiano nazionale interessato, consapevole che il silenzio \u00e8 una strategia utile quando si \u00e8 sotto accusa. Taci il nemico ti ascolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervista \u201c<em>che c\u2019\u00e8<\/em>\u201d \u00e8 un grande successo di legittimazione di un gruppo terroristico come islamista che cerca riconoscimento politico, offerto in nome della soddisfazione provinciale di qualcuno che vuole fare dispetto al vicino di banco. Si tratta di scranni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervista \u201c<em>che non c\u2019\u00e8<\/em>\u201d non fa che rinforzare l\u2019idea anti italiana di gente nemica dell\u2019islam in genere e documenta l\u2019irritazione di qualcuno dei partner della missione, costretto a intervenire nel dibattito pubblico per richiamarci all\u2019attenzione e per ri-orientarlo aprendo un\u2019altra possibilit\u00e0 di lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusione ancora da recitare: l\u2019ordito.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trama della conclusione ha la necessit\u00e0 di disporsi su un ordito che definisca i confini della scena. Probabilmente posso fare pi\u00f9 ipotesi, tra le varie l\u2019oro nero ha sempre un posto privilegiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019apprezzamento dei partner per il risultato ottenuto insieme sul campo \u00e8 stato dunque spazzato via dalle narrative del ritorno, valutate e analizzate da terroristi e governo locale con il risultato che i primi si ritrovano con un riconoscimento internazionale che si era accuratamente evitato di conferire e che, ovviamente, si intromette come variabile problematica nel dialogo tra l\u2019Italia e Somalia. Perch\u00e9 siamo in un\u2019area molto complessa, dove l\u2019arcipelago di interessi \u00e8 delicato e mette insieme tutti gli attori del rapimento in una vicenda petrolifera di enorme portata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2011 \u00e8 aperto un contenzioso alla Corte dell\u2019Aja per lo sfruttamento dei pozzi petroliferi in mare che vede a confronto Somalia e Kenya, avendo quest\u2019ultimo occupato una superficie marina non sotto la sua giurisdizione ma sotto quella somala: la corte internazionale \u00e8 orientata a dare ragione alla Somalia. Ma, le operazioni congiunte contro gli Shabaab tra Kenya e Somalia hanno da anni portato i kenioti a \u201cproteggere\u201d la regione di confine del Jubaland, che nel 2019 ha rieletto il proprio Presidente, non riconosciuto dalla Somalia ma dal Kenya, in un processo di autonomia della regione. Il disegno keniota \u00e8 di garantire l\u2019indipendenza del Jubaland per avere in concessione i giacimenti del contezioso all\u2019Aja, perch\u00e9 con l\u2019autonomia ricadrebbero nella giurisdizione di questo nuovo stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A oggi le cose sono ulteriormente complicate tra i partner del salvataggio di Silvia, perch\u00e9 i governi di Somalia e Turchia hanno un accordo per affidare lo sfruttamento di quei giacimenti contesi, e non solo, alla compagnia turca Turkish Petroleum Corporation, la medesima presente nel Mediterraneo, con i problemi aperti con Cipro, Grecia e anche Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia con ENI \u00e8 schierata con il Kenya nelle perforazioni africane, quindi data per perdente dal Governo somalo, fiducioso dei risultati alla Corte dell\u2019Aja.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia ha cercato di riposizionarsi adesso, al volo, anche come partner turco e somalo nella vicenda della Romano, vicenda in cui il Kenya non si \u00e8 dimostrato altrettanto collaborativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una doppia posizione che avrebbe portato a una inevitabile successo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se vi pare che questo possa essere un ordito di quella trama, la narrativa diventa avvincente, il riscatto in denaro mortificante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":5447,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[182,16,467,259,216],"class_list":["post-5446","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-security","tag-al-shabaab","tag-italy","tag-silvia-romano","tag-somalia","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5446"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5446\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5452,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5446\/revisions\/5452"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}