{"id":596,"date":"2008-09-29T15:45:00","date_gmt":"2008-09-29T15:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=596"},"modified":"2014-07-30T15:51:08","modified_gmt":"2014-07-30T15:51:08","slug":"rapiti-nel-jebel-uweinat-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/rapiti-nel-jebel-uweinat-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Rapiti nel Jebel Uweinat &#8211; by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>La questione dei turisti europei rapiti in questi ultimi giorni di settembre in Egitto ha tenuto tutti con il fiato sospeso: l\u2019incertezza degli autori del rapimento, l\u2019incertezza delle mosse diplomatiche in atto e il fascino dei luoghi lontani ha mobilitato, ha incuriosito e interessato. Cerchiamo di capire cosa \u00e8 successo e dove&#8230; aggiungendo qualche considerazione.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl rapimento \u00e8 avvenuto, o comunque ha interessato, la montagna delle piccole sorgenti: il Jebel Uweinat. Si tratta di un massiccio-isola nel cuore del deserto dove Libia, Egitto e Sudan si incontrano. Ha una estensione di circa 1.050 km quadrati e la cima pi\u00f9 elevata \u00e8 Cima Italia (1934 m.). E\u2019 un lugo importante e mitico: importante perch\u00e9 dispone di quattro piccole sorgenti, unici punti d\u2019acqua in un raggio di 400 chilometri; mitico perch\u00e9 nelle sue valli potrebbe nascondersi l\u2019antica oasi di Zerzura, come recenti spedizioni italiane guidate da Stefano Laberio hanno cercato di dimostrare.<\/p>\n<p>Il Jebel era, per tutte questa ragioni, da sempre noto ai carovanieri, ma venne<br \/>\nufficialmente scoperto il 28 Aprile del 1923 dal principe e diplomatico egiziano Ahmed<br \/>\nHassanein Bey che per primo ne fiss\u00f2 la posizione. Uweinat si trova a circa 300 chilometri a sud est della grande oasi di Cufra, base italiana dal 1931: infatti proprio in quell\u2019anno \u00e8 Ardito Desio a essere il primo geologo italiano a visitare il Jebel per conto della \u201cMissione Scientifica della Reale Accademia d\u2019Italia a Cufra\u201d. Nel 1933 la missione geotopografica\u00a0IGM guidata dal Capitano Marchesi completa in otto mesi di lavoro la prima mappa 1:100.000 del Jebel Uweinat. Come se non bastasse a evocare suggestioni e curiosit\u00e0, il massissio \u00e8 ricco di grotte e incisioni rupestri ancora da scoprire impresa in cui si \u00e8 cimentato \u2013 negli anno Trenta &#8211; l\u2019esploratore ungherese Conte Laszlo Almasy, la cui vita avventurosa \u00e8 raccontata nel film \u201cil paziente inglese\u201d.<\/p>\n<p>I nostri turisti giravano da quelle parti.<br \/>\nConosco l\u2019area e ho attraversato pi\u00f9 volte il Sahara libico: siamo in un contesto di confini virtuali, tra grandi dune di sabbia, dove tuttavia il controllo sostanziale (anche se non formale) del territorio \u00e8 abbastanza sicuro. Le pattuglie libiche piuttosto che egiziane si muovono rapide e prestano attenzione ai movimenti che avvengono nel deserto. Tutto sommato non \u00e8 facile passare innoservati. Inoltre, Cufra pu\u00f2 essere considerato un importante hub dei traffici di cose e uomini tra Libia, Sudan e Ciad: da qui partono grandi truck mercedes a sei ruote motrici che in due giorni attravesano la regione, in direzione sud, trasportando clandestini, alcol e quanto pu\u00f2 fare commercio. Insomma \u00e8 un\u2019area desertica cruciale. Il Jebel, inoltre, pu\u00f2 offrire buon riparo e nascondiglio: i mezzi meccanici devono restare ai suoi bordi e solo a piedi \u00e8 concesso, con difficolt\u00e0, di penetrarvi. Oppure dal cielo. Un posto dove ci si pu\u00f2 nascondere, ma quasi una prigione da cui poi \u00e8 difficile scappare. Qui sembra siano finiti turisti prigionieri e rapitori. Devo riconoscere che l\u2019interesse massimo era capire, per chi si occupa come me di sicurezza e terrorismo, se i rapiti sarebbero diventati merce di scambio. Modalit\u00e0 di sequestro e gestione oltre che zona di esecuzione avevano fatto subito pensare alla azione di banditi piuttosto che di terroristi. Ma la questione era: i banditi \u2013 trafficanti sprovveduti che volevano fare pi\u00f9 soldi oppure sbandatati alla ricerca di soldi facili o ancora pseudo ribelli sudanesi \u2013 avrebbero gestito fino in fondo la questione a fronte di una possible richiesta di cessione da parte qaedista?<br \/>\nGi\u00e0, perch\u00e9 il Sahara \u00e8 oggi interessato dalle azioni di\u00a0Al-Qaeda del Maghreb Islamico.\u00a0Ormai si tratta di un gruppo consolidato e autore di numerosi attacchi in area maghrebina. Per esempio \u00e8 intervenuto immediatamente dopo il colpo di stato in Mauritania, dell\u2019agosto 2008, invitando la popolazione a cogliere l\u2019occasione per instaurare uno stato islamico, accusando Usa, Francia e Israele di essere<br \/>\ndietro al golpe. Si tratta di una delle nuove formazioni regionali nelle quali si sta<br \/>\nriorganizzando Al-Qaeda, come avviene nel Caucaso, in Iraq e in Sud Est Asiatico, che<br \/>\nstanno ristrutturando le strategie del terrorismo. Col rapimento la questione era: AQMI si<br \/>\nfar\u00e0 avanti per comprare i rapiti. La posta \u00e8 interessante: al di l\u00e0 degli occidentali, merce di scambio mai disdegnata soprattutto da questi gruppi locali, ci sono gli egiziani con i quali i conti sono aperti. Ma a quanto pare ci\u00f2 non avviene e oggi, 29 settembre, il rapimento si risolve con il rilascio.\u00a0La considerazione positiva \u2013 al di l\u00e0 del rilascio \u2013 \u00e8 proprio quella di avere mantenuto la\u00a0vicenda nel contesto del banditismo: AQMI non \u00e8 arrivata fino al Jebel Uweinat, il paio di\u00a0migliaia di chilometri di sabbia che si distendono tra le basi algerine e i confini egiziani\u00a0hanno protetto i malcapitati. Al-Qaeda non ha ancora una penetrazione sufficiente nei\u00a0traffici del banditismo n\u00e9 un potere tanto diffuso da attrarne le intenzioni. AQIM, similmente\u00a0alle radici locali che l\u2019hanno generata, si espande verso il sud algerino, entra in Mauritania\u00a0e nei paesi nord occidentali, sconfina in Akakus libico, si allunga nel Tener\u00e8 fino al Mali.\u00a0Ma non ha ancora occupato il Sahara che sembra restare una no man land anche per i\u00a0qaedisti. Almeno per ora&#8230;<\/p>\n<p><em>Marco Lombardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione dei turisti europei rapiti in questi ultimi giorni di settembre in Egitto ha tenuto tutti con il fiato sospeso: l\u2019incertezza degli autori del rapimento, l\u2019incertezza delle mosse diplomatiche in atto e il fascino dei<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/rapiti-nel-jebel-uweinat-by-marco-lombardi\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-596","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/596","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=596"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/596\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":597,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/596\/revisions\/597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=596"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=596"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=596"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}