{"id":621,"date":"2011-03-21T08:40:08","date_gmt":"2011-03-21T08:40:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=621"},"modified":"2014-07-31T08:52:26","modified_gmt":"2014-07-31T08:52:26","slug":"minaccia-del-terrorismo-dal-nord-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/minaccia-del-terrorismo-dal-nord-africa\/","title":{"rendered":"Minaccia del terrorismo dal Nord Africa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Prima Gheddafi poi Putin definiscono l\u2019intervento in Libia una \u201ccrociata\u201d, utilizzando cos\u00ec un pericoloso vocabolario qaedista che ha sempre legittimato gli interventi terroristici del jihadismo radicale. Da Gheddafi \u00e8 comprensibile. Da Putin meno, anche se lo si legge nell\u2019ambito della campagna politica per le prossime presidenziali e a supporto delle tesi al riarmo russo per arginare l\u2019interventismo americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nIn ogni caso, sono questi gli atteggiamenti che portano a incrementare il rischio di attentati terroristici nei paesi dell\u2019Alleanza fornendo la giustificazione che pu\u00f2 muovere lone wolf e self starter. Infatti, la sicuramente pressione migratoria in crescita dalle coste occidentali, non giustifica un allarme attacco terrorismo quanto possono invece fare affermazioni che offrono motivazioni alle imprese solitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordiamo che nella medesima area africana abbiamo la presenza di AQIM Al Qaeda nel Maghreb: si tratta di un gruppo capace, che ha dimostrato di colpire con efficacia in Algeria, Morocco, Tunisia, Mali, Mauritania. Nelle recenti faccende Nord Africane \u00e8 sempre entrato con qualche ritardo rispetto alla sua nota \u201cpro-attivit\u00e0\u201d, in eventi passati, ma sempre a supporto delle popolazioni in rivolta. Probabilmente il ritardo pu\u00f2 leggersi come frutto ad alcuni dissapori interni nella leadership: la minaccia maggiore al comando di Droukdel viene dalla affermazione di Abu Zeid, uno dei pochi non veterani afghani. E le difficolt\u00e0 sono anche testimoniate da alcune defezioni di suoi uomini nei mesi passati: sei operativi in Mauritani e una trentina in Mali. Quanto in questi frangenti comunque resti pericola AQIM lo si pu\u00f2 comprendere anche dalla discussione che si \u00e8 aperta il 7 marzo sul forum Shumukh al-Islam, in cui un jihadista (si) chiedeva perch\u00e9 AQIM non avviasse una campagna di \u201csucide bomber\u201d contro Gheddafi e i suoi uomini colpevoli di attaccare il popolo sostenendo che un intervento preventivo di AQIM in Libia \u201cavrebbe tagliato la strada ai crociati e scombussolato i loro schemi\u201d. D\u2019altro canto, un \u201cfratello\u201d argomentava che questo intervento di AQIM avrebbe dato il pretesto all\u2019Occidente di attaccare e invadere il Paese. E cos\u00ec via in una altalena di pro e contro.<\/p>\n<p><strong>Che cosa possiamo dunque aspettarci dal fronte polverizzato e incerto del terrorismo Nord Africano in termini di minaccia nei nostri Paesi?<\/strong><br \/>\nDi massima propongo queste considerazioni:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>lone wolf<\/strong> e<strong> self starter<\/strong> del radicalismo jihadista: la Libia, in un quadro ampio di supporto al terrorismo internazionale, \u00e8 sicuramente un attore rilevante e da troppo tempo tollerato grazie ai molteplici interessi economici che intrattiene con i Paesi Occidentali. Ma, il terrorismo \u00e8 stato soprattutto utilizzato come minaccia, per ottenere vantaggi propri non in diretta connessione con gli indirizzi qaedisti, spesso combattuti nelle sue forme organizzate nel Paese. \u00c8 per questo che l\u2019evocazione alla crociata di Gheddafi e Putin \u00e8 assai pericolosa, perch\u00e9 pu\u00f2 favorire una connessione con i numerosi solitari imitatori qaedisti gi\u00e0 presenti nei paesi occidentali, offrendo loro la motivazione ideologica ad agire malgrado la storica non coerenza tra regime libico e qaedismo;<\/li>\n<li><strong>dormienti<\/strong>: proprio nel contesto di una strategia nazionale libica di impiego del terrorismo, si pu\u00f2 sospettare la permanenza di vecchie cellule libiche dormienti che, agendo oggi in modo strategicamente coordinato, vengano risvegliate dall\u2019entourrage del Colonnello per compiere attentati nei paesi dell\u2019Alleanza;<\/li>\n<li><strong>migrazioni<\/strong>: \u00e8 assolutamente improbabile che l\u2019accesso in clandestinit\u00e0 possa essere considerato come preferenziale per cellule terroristiche organizzate, malgrado un incremento della pressione migratoria da sud. Ma, \u00e8 possibile che venga utilizzato un canale poco controllabile per introdurre nuovi elementi libici inviati a realizzare attentati e, soprattutto, con la missione di mobilitare i troppi immigrati e clandestini che sono certamente esposti alle \u201csirene\u201d con funzione di propaganda e \u2013 seppure in parte meno probabile \u2013 di reclutamento;<\/li>\n<li><strong>Al Qaeda nel Maghreb<\/strong> (Aqim) sembra stia a guardare dopo i comunicati di supporto alle rivoluzioni Nord Africane. Ma in questa situazione di elevata conflittualit\u00e0 potrebbe cercare di promuovere mobilitazione antagonista tra gli immigrati in fuga (in sovrapposizione alle attivit\u00e0 libica di cui sopra) e \u201cgiocare di riserva\u201d in una situazione di elevatissima incertezza. Le sue carte migliori le sta per ora mettendo a punto.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima Gheddafi poi Putin definiscono l\u2019intervento in Libia una \u201ccrociata\u201d, utilizzando cos\u00ec un pericoloso vocabolario qaedista che ha sempre legittimato gli interventi terroristici del jihadismo radicale. Da Gheddafi \u00e8 comprensibile. 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