{"id":6502,"date":"2021-06-05T12:43:04","date_gmt":"2021-06-05T10:43:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=6502"},"modified":"2021-06-15T12:56:47","modified_gmt":"2021-06-15T10:56:47","slug":"sahel-mali-ciad-car-cina-e-russia-si-mangiano-leuropa-al-desco-africano-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/sahel-mali-ciad-car-cina-e-russia-si-mangiano-leuropa-al-desco-africano-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Sahel, Mali, Ciad, CAR: Cina e Russia si mangiano l\u2019Europa al desco africano \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Stili diversi, ma grande efficacia nel raggiungere l\u2019obiettivo di rischierarsi nella guerra ibrida in corso, massimizzando il vantaggio. Cos\u00ec Cina e Russia stanno scalzando ogni competitor dalla tavola da gioco globale.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina continua ad applicare <strong style=\"font-size: inherit;\">le regole del Go<\/strong><span style=\"font-size: inherit;\"> per conquistare territorio circondandolo con la densa rete di comunicazioni che parte dalla madre patria. Il gioco del Go si pratica in Cina da almeno duemilacinquecento anni: su una tavola fittamente reticolata si scontrano due eserciti la cui vittoria dipende dalla occupazione del territorio attraverso <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\">un accerchiamento progressivo del nemico<\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, muovendo i Qi, le pietre pedine. Nella realt\u00e0 le grandi vie di penetrazione cinese sono le linee del reticolato che pu\u00f2 svilupparsi su una tavola del Go che si allarga a piacimento. Gi\u00e0 suggerii questa lettura a seguito dell\u2019appoggio cinese al golpe in <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\">Myanmar<\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, subito manifesto con il movimento di truppe cinesi (i Qi, le pietre pedine) sui confini della grande regione meridionale cinese dello Yunnang che \u00e8 il punto di diffusione delle vie di penetrazione cinese verso la regione del Grande Mekong (corridoio economico Est-Ovest), verso l\u2019India (corridoio economico Bangladesh-China-India-Myanmar) e attraverso il Myanmar (corridoio economico Cina-Myanmar). Proprio quest\u2019ultimo corridoio porta al controllo cinese di alcuni porti sull\u2019Oceano Indiano, nella zona di Kyaukphyu nello Stato di Rakhine, nella zona occidentale del Myanmar, affacciata sul Golfo del Bengala. Si tratta di una traccia nuova sulla tavola del Go, che render\u00e0 superfluo il passaggio nel Pacifico e, soprattutto, l\u2019attraversamento dello Stretto di Malacca. In sostanza, si scorcia di un buon 30% il percorso verso l\u2019Africa e ci si libera dalle forche caudine di Malacca. Nelle ultime settimane, poi, si \u00e8 consolidata la penetrazione in <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\">Sri Lanka<\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">, ormai il partner commerciale e militare pi\u00f9 significativo per la Cina nell\u2019Oceano indiano, con il finanziamento miliardario al porto di Colombo, potendone usufruire per decenni. Mentre il porto di Hambantota \u00e8 gi\u00e0 garantito per 99 anni (o pi\u00f9 probabilmente 99&#215;2). Anche in questo caso il Go si esprime con il confine efficace e lineare che <\/span><strong style=\"font-size: inherit;\">connette direttamente lo Yunnang, con un accesso diretto all\u2019Oceano Indiano in Myanmarr, un funzionale stop in Sri Lanka, all\u2019Africa del Corno e, da qui, a quella profonda<\/strong><span style=\"font-size: inherit;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le linee della tavola del Go stanno perfettamente cinturando gli interessi europei che rester\u00e0 una esclusiva potenza di se stessa.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/colombo-porto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-6503 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/colombo-porto.jpg\" alt=\"\" width=\"512\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/colombo-porto.jpg 512w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/colombo-porto-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><em>Il rinnovamento del porto di Colombo<\/em><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egualmente la Russia, usando armi differenti, persegue il medesimo scopo: l\u2019Orso si presenta al mondo con la potenza degli artigli sul campo che si proiettano con la punta di diamante dei <strong>mercenari del Wagner Gro<\/strong>up e con le stilettate della <strong>campagna di contro informazione<\/strong> dispiegata dal Cremlino ad ogni livello della rete digitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contagio, per prossimit\u00e0 dei territori, \u00e8 continuo: dalla Siria alla Libia, al Ciad e al Mali, e poi via cos\u00ec, l\u2019allargamento dell\u2019influenza russa lo seguiamo sulle orme della <strong>Wagner<\/strong>, che insegna combattendo al fianco delle forze del potere locale ogni forza di opposizione. Siamo in un continente in cui non necessariamente il potere si associa a una prassi che, nella politica occidentale si riconosce per una scelta che si potrebbe definire legittima (non eccedo presupponendo democratica), e dove l\u2019avversario non necessariamente \u00e8 tale rispetto a dei criteri di giustizia oggettivabile: questa sorta di lata consonanza, o almeno di possibile assonanza, con la cultura del potere e della governance in Russia, facilita una intesa operativa. La Wagner esprime sul campo questa intesa supportando, armi in pugno, il detentore del potere di fronte a ogni opposizione, al grido, refrain di molta della campagna mediatica russa in Sahel, che \u201c<em>i russi portano giustizia. Gli americani portano democrazia<\/em>\u201d: un grido che assume forza nella possibile interpretazione soggettiva dei due concetti, tra cui il primo esce vincente per la sua polisemicit\u00e0, e per <strong>la concretezza con la quale il primo corrisponde a una pagnotta, il secondo al limite solo alla possibilit\u00e0 futura di ottenerla.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa proiezione di potenza sul campo ha dilagato, come ogni esercito barbaro di conquista, attraverso la Siria e la Libia moltiplicando alleati e territori: l\u2019acqua copre e livella, penetra e defluisce e rifluisce. Scavalca i monti del sud libico con il Fronte per l\u2019alternanza e la concordia, il Fact, che finalmente raggiunge l\u2019obiettivo di <strong>scalzare il presidente ciadiano<\/strong> Idriss Deby Itno. Personaggio discusso, salvato almeno un paio di volte nel passato dai francesi, che ora lo abbandonano. Cos\u00ec come sta per essere abbandonata Bamak\u00f2, dove a giorni dovrebbe insediarsi il nuovo presidente del Mali, il colonnello golpista Assimi Goita, formato insieme ad altri membri della giunta e come buona parte dei quadri militari in ambienti russi. In <strong>Mali si tratta del secondo colpo di stato in nove mesi<\/strong>, che segue a ruota quello in Ciad e sembra rinforzare la decisione francese di abbandonare un\u2019area sempre pi\u00f9 instabile. Questa pressione militare utile alla stabilizzazione di un potere funzionale agli interessi russi \u00e8 ampiamente sostenuta dalla campagna di contro-informazione che investe le popolazioni di questi paesi. Il 14 maggio scorso, lo stadio di Bangui (capitale della Repubblica Centrafricana) ha fatto il pienone per la proiezione del <strong>film \u201cTouriste\u201d<\/strong>, un gran filmone di guerra, doppiato in Sango la lingua locale, che santifica la lotta dei mercenari della Wagner accanto alle truppe regolari del Paese contro i ribelli.<\/p>\n<h6 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6504 alignnone\" src=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video.jpg\" alt=\"\" width=\"1838\" height=\"1037\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video.jpg 1838w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video-1024x578.jpg 1024w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video-768x433.jpg 768w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Video-1536x867.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1838px) 100vw, 1838px\" \/><\/a><em>La celebrazione della amicizia Repubblica Centrafaicana e Russia alla stadio<\/em><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con strategie diverse, coerenti con le proprie tradizioni culturali, russi e cinesi stanno accerchiando quella piccola parte di mondo che voleva riconoscersi in Europa, scalzando via, passo dopo passo, spinata su spinta, le singolarit\u00e0 nazionali &#8211; piccole \u201ccacche di mosche\u201d per la loro capacit\u00e0 di risposta militare, politica ed economica di fronte ai due colossi &#8211; che non hanno possibilit\u00e0 di resistere nei nuovi territori di conquista africana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo chiederci, in questo contesto, <strong>che cosa far\u00e0 il Jihad<\/strong>, organizzato nei gruppi del terrorismo islamista che punteggiano il Sahel e che perseguono la strategia che, gi\u00e0 nel 2017, battezzammo come <strong>Black Belt Road<\/strong>: una struttura di gruppi e Wilayat (province) via via formalmente riconosciuti dallo Stato Islamico che andava a costituire il nerbo del ridispiegamento islamista in Africa, al refluire dai territori nord orientali. Gi\u00e0 allora il problema di questo progetto era evidente, manifestandosi nella difficile gestione, in prospettiva formale islamista, di bande, prima che di gruppi rispettosi, organizzati su base tribale, orientati al banditismo, spesso centrati su temi locali, nel complesso non immediatamente prossimi alla \u201cpurezza\u201d richiesta dallo stereotipo propagandato del terrorista islamista. La domanda: \u201cche cosa faranno gli islamisti?\u201d \u00e8 particolarmente interessante perch\u00e9 la guerra siriana insegna come possano essere utilizzati all\u2019interno di progetti ben pi\u00f9 ampi, e funzionalmente impiegati gli uni contro gli altri. Se inoltre, questo fu possibile in Siria, nell\u2019ancor pi\u00f9 liquido contesto africano il continuo e rapido alternarsi delle alleanze, con la pi\u00f9 ampia confusione di sigle e attribuzioni di stato (Terroristi? Banditi? Ribelli? Regolari?), sar\u00e0 ancora pi\u00f9 facile. In termini operativi, <strong>la definizione di terrorismo e di guerra al terrorismo, nelle guerre d\u2019Africa \u00e8 totalmente priva di senso<\/strong>, e funzionale alla narrativa di esportazione per sostenere visioni (e consenso) nello spazio pubblico mediatizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, Russia e Cina si cimenteranno con un terrorismo jihadista plurale, tipicamente africano, con strategie differenti di cui troverei le radici per i primi dagli Urali alla Siria, per i secondi dal Xinjiang all\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Staremo a vedere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se questa domanda vuole sottolineare il possibile esclusivo ruolo da \u201cguardone\u201d dell\u2019Europa, \u00e8 allora possibile che per noi sia solo cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora sarebbe certo che avremo un solo perdente: l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Completamente annichilita per l\u2019incapacit\u00e0 di ridefinire una necessaria e urgente politica comune che, ancora, si sta scontrando con gli interessi nazionali \u2013 per esempio l\u2019opposizione a interventi continentali in Africa a tutela dei vecchi interessi nazionali ormai desueti, quale \u00e8 il blocco francese in Sahel a una presenza europea condivisa \u2013, l\u2019Europa sta per essere masticata e digerita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino all\u2019ultimo fisiologico atto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Jihad-africa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6505 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Jihad-africa.jpg\" alt=\"\" width=\"2065\" height=\"1151\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Jihad-africa.jpg 2065w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Jihad-africa-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Jihad-africa-1024x571.jpg 1024w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Jihad-africa-768x428.jpg 768w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Jihad-africa-1536x856.jpg 1536w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Jihad-africa-2048x1142.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 2065px) 100vw, 2065px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stili diversi, ma grande efficacia nel raggiungere l\u2019obiettivo di rischierarsi nella guerra ibrida in corso, massimizzando il vantaggio. 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