{"id":6616,"date":"2021-08-03T19:29:16","date_gmt":"2021-08-03T17:29:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=6616"},"modified":"2022-03-28T17:18:39","modified_gmt":"2022-03-28T15:18:39","slug":"il-colpo-di-stato-in-myanmar-un-caso-globale-by-a-castronovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/il-colpo-di-stato-in-myanmar-un-caso-globale-by-a-castronovo\/","title":{"rendered":"Il colpo di stato in Myanmar: un caso globale \u2013 by A. Castronovo"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\">Il colpo di stato militare del primo febbraio ha riportato il Myanmar nel caos, nella violenza e nell\u2019instabilit\u00e0 degli anni bui delle precedenti dittature. Con il crollo del sistema sanitario ed economico, il drastico aumento degli scontri armati e l\u2019alta partecipazione agli scioperi del Movimento di Disobbedienza Civile, il Paese \u00e8 ormai paralizzato da oltre sei mesi.<!--more-->I dati e le previsioni dei diversi organismi internazionali parlano chiaro e descrivono un paese al collasso: la Banca Mondiale stima una contrazione del 18% dell\u2019economia nazionale che, aggiunta all\u2019impatto socio-economico della pandemia, porter\u00e0 25 milioni di persone, il 48% della popolazione, a vivere sotto la soglia di povert\u00e0 entro il 2022, di cui 6.2 milioni in condizioni di povert\u00e0 estrema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, la brutale repressione delle proteste democratiche, seguita alla presa di potere dell\u2019esercito birmano, ha generato la formazione di numerose milizie in difesa della popolazione, presenti in tutto il Paese, sotto il nome di Forze di Sicurezza del Popolo (People Defence Force \u2013 PDF). La resistenza armata, che agisce principalmente attraverso attacchi mirati ai luoghi simbolo del potere militare, si \u00e8 inserita all\u2019interno di un contesto altamente militarizzato e caratterizzato dalla decentralizzazione della legittimit\u00e0 politica e della capacit\u00e0 di governare i territori di frontiera. Al conflitto etnico periferico, che dura ininterrottamente da oltre settant\u2019anni, si \u00e8 aggiunta la guerriglia urbana del PDF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esercito del Myanmar, chiamato Tatmadaw, ha risposto con bombardamenti aerei, negli Stati Chin, Kachin e Karen, colpendo scuole, ospedali e luoghi religiosi, e con l\u2019utilizzo della storica strategia dei \u201cQuattro tagli\u201d che mira a bloccare il sostegno ai gruppi armati, terrorizzando e uccidendo le popolazioni locali. I conflitti armati, oltre ad aver raggiunto le citt\u00e0, sono ripresi anche in quei territori che per decenni hanno vissuto in una condizione di pace e stabilit\u00e0, come lo Stato del Chin e del Kayah. Gli scontri e le violenze si stimano abbiano portato, dal primo febbraio ad oggi, ad oltre 200.000 sfollati interni, da aggiungere alle 500.000 persone gi\u00e0 presenti nei campi profughi nel Paese, a pi\u00f9 di 930 morti ed oltre 6.000 arresti di natura politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza ondata di Covid-19, che ha colpito il Paese da inizio luglio, ha peggiorato ulteriormente lo scenario nazionale. Con la maggior parte degli ospedali occupati dai militari, con i medici, infermieri e volontari costretti a lavorare nella clandestinit\u00e0 perch\u00e9 presi di mira, torturati e uccisi dai soldati, il virus si sta diffondendo rapidamente in tutto il Myanmar. I forni crematori non riescono a reggere il ritmo imposto dai decessi e le famiglie sono costrette ad immensi sacrifici anche solo per ottenere una bombola di ossigeno. Tutto questo in un Paese che gi\u00e0 prima del golpe militare e della pandemia si trovava negli ultimi posti della classifica dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 in relazione all\u2019efficienza del sistema sanitario. Si prevedono almeno 400.000 morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi in Myanmar \u00e8 una ferita che sta sanguinando profondamente, causando la disastrosa emorragia interna sopracitata, e se non medicata in tempo infetter\u00e0 inevitabilmente il resto del corpo. In questo caso, il paziente, il continente asiatico, ha un sistema immunitario quantomeno in forte difficolt\u00e0 e con molteplici lacerazioni: dalla delicata situazione afgana ai meno conosciuti conflitti a bassa intensit\u00e0 in Thailandia (Patani), Filippine (Mindanao) e Indonesia (Papua). In aggiunta, il Myanmar rappresenta, oggi pi\u00f9 che mai, una pedina all\u2019interno di un gioco molto pi\u00f9 grande di lei, l\u2019attuale guerra ibrida, dove la Cina e la Russia, l\u2019Europa e gli Stati Uniti rappresentano i principali interpreti e schieramenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle reazioni internazionali al golpe birmano si trovano le contraddizioni, gli equilibri precari e le strategie delle principali potenze mondiali. Quando l\u2019Europa e gli Stati Uniti si lasciano guidare da sterili dichiarazioni, riflettendo sempre di pi\u00f9 la loro incapacit\u00e0 di agire in contesti complessi, vicini o lontani dalle proprie frontiere, la Cina e la Russia proseguono nel definire un\u2019alternativa al modello occidentale democratico. Proprio quest\u2019ultimi rappresentano l\u2019ago della bilancia nella risoluzione o il peggioramento dell\u2019attuale instabilit\u00e0 sociopolitica del Myanmar. Con approcci differenti, se non diametralmente opposti, i due giganti avanzano ininterrottamente verso il medesimo obiettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina si \u00e8 mossa con il suo rigore matematico, cercando di evitare azioni avventate che attirassero l\u2019attenzione internazionale. Un chiaro esempio \u00e8 rappresentato dal fatto che solamente dopo quattro mesi dal golpe la Cina ha ufficialmente riconosciuto il ruolo di leader politico di Min Aung Hlaing, il Comandante in capo del Tatmadaw, attraverso un comunicato della sua ambasciata nel Paese. Tuttavia, l\u2019effettiva strategia cinese si sviluppava su altri livelli, non dettati dalle tempistiche della diplomazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attuale obiettivo della Cina \u00e8 la messa in sicurezza del territorio di frontiera e delle aree lungo le quali si sviluppano i suoi investimenti economici. Ci\u00f2 sta avvenendo attraverso la costruzione di una recinzione elettrificata al confine con il Myanmar, nella provincia dello Yunnan, attualmente estesa per 500 km, in modo da contrastare eventuali flussi migratori illegali. Contemporaneamente, la Cina, per garantire la protezione dei propri investimenti in un contesto violento come quello birmano, sta interagendo con tutte le fazioni coinvolte: da una parte il Tatmadaw, che dipende dal potere di veto cinese all&#8217;interno del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU, e dall&#8217;altra parte i gruppi etnici armati nel nordest del Paese, i quali dipendono dalla Cina per l&#8217;ottenimento delle dosi di vaccino anti Covid-19. La distribuzione dei vaccini ha anche come obiettivo quello di sedare il sentimento anticinese che \u00e8 esploso in tutto il Myanmar dal colpo di stato. In questo modo la Cina gioca un ruolo chiave per tutti gli attori interni e, allo stesso tempo, prepara il terreno per presentarsi come l\u2019unica vera soluzione, politica, economica e diplomatica, all\u2019oramai inevitabile isolamento internazionale della giunta militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vaccini cinesi iniziano ad arrivare anche a Nay Pyi Taw, la capitale birmana, e questo, oltre che a rafforzare la dipendenza dei militari alla Cina, garantisce un\u2019ulteriore espansione degli accordi economici bilaterali. Niente \u00e8 gratuito e l\u2019attuale fragilit\u00e0 politica del Myanmar si presta perfettamente alle strategie espansionistiche di Pechino.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia \u00e8 la Russia che a livello diplomatico ha supportato maggiormente la giunta birmana. Oltre ad aver inviato il proprio viceministro della Difesa, Alexander Fomin, a partecipare alla cerimonia della Giornata delle forze armate birmane, il 27 marzo, la Russia \u00e8 stato l\u2019unico Paese ad aver invitato ufficialmente una delegazione birmana, guidata direttamente da Min Aung Hlaing, dopo il colpo di stato del primo febbraio. Segnando la prima missione diplomatica internazionale della giunta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per Mosca il Myanmar \u00e8 un\u2019occasione da non perdere. Infatti, secondo i dati riportati da SIPRI, tra il 2009 e il 2019 il Myanmar ha importato il 43% di armi proprio dalla Russia, percentuale che \u00e8 destinata ad aumentare inevitabilmente nel corso dei prossimi anni. Nonostante questo, il legame tra la Russia e la giunta non deve essere inquadrato esclusivamente dal punto di vista commerciale, ma soprattutto in relazione alla volont\u00e0 del Cremlino di recuperare il ruolo geopolitico, perso con il crollo dell\u2019Unione Sovietica nel 1991, in Africa come in Asia, e il Myanmar potrebbe proprio rappresentare la porta di ingresso nel Sudest asiatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u20198 giugno la compagnia telefonica norvegese Telenor ha annunciato che vender\u00e0 la sua sede birmana, insieme ai dati di 18 milioni di utenti nazionali, a M1 Group, un\u2019azienda libanese vicina ai militari. M1 Group \u00e8 stata fortemente criticata per la sua presenza in paesi autoritari come Siria e Iran. Un chiaro segnale di allarme per i milioni di cittadini che da pi\u00f9 di sei mesi si organizzano per resistere alla repressione militare. In Myanmar le informazioni che si possono ottenere dal registro telefonico, come le persone che hai contattato e i luoghi in cui sei stato, fanno la differenza tra la vita e la morte. Cos\u00ec l\u2019Europa abbandona lentamente il Myanmar e, voltando le spalle ai suoi stessi valori, affida sempre di pi\u00f9 il destino della nazione ai paesi autoritari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente come la crisi in Myanmar non sia una semplice questione interna, ma coinvolga gli equilibri mondiali. In gioco non c\u2019\u00e8 solamente il destino della popolazione birmana, ma, soprattutto, il ruolo globale dell\u2019Occidente, delle democrazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[132,529],"class_list":["post-6616","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-security","tag-china","tag-myanmar"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6616"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6616\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6618,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6616\/revisions\/6618"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}