{"id":6649,"date":"2021-08-19T11:24:59","date_gmt":"2021-08-19T09:24:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=6649"},"modified":"2022-03-28T17:17:20","modified_gmt":"2022-03-28T15:17:20","slug":"la-comunicazione-digitale-dei-talebani-by-giacomo-buoncompagni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/la-comunicazione-digitale-dei-talebani-by-giacomo-buoncompagni\/","title":{"rendered":"La comunicazione (digitale) dei talebani &#8211;\u00a0 by Giacomo Buoncompagni"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2008\u00a0 il Capo di Stato Maggiore della Difesa del Regno Unito, Marshal Sir Jock Stirrup, dichiar\u00f2 ai media britannici di essere gi\u00e0 stati pi\u00f9 volte battuti sul tempo nelle varie operazioni di informazione dai gruppi di talebani,.<!--more-->Con ci\u00f2 riconoscendo l\u2019 abilit\u00e0 di quest\u2019ultimi di costruire e gestire strategicamente i processi di comunicazione\/informazione, distorcendo cosi la percezione della realt\u00e0 afghana a \u00a0livello locale ed\u00a0 internazionale e influenzando il modo in cui militari e organizzazioni non governative stavano lavorando sul territorio a stretto contatto con le diverse etnie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E si sa la percezione \u00e8 tutto in Afghanistan. Vent\u2019anni dopo, infatti, l&#8217;intervento internazionale sappiamo ancora molto poco delle trib\u00f9 e dei gruppi etnici che compongono il Paese, cosi come del modo in cui reagiscono, pensano, sentono e danno priorit\u00e0 agli aspetti socio-politici piuttosto che a quelli religiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tentativi internazionali, non solo di esportare la democrazia, ma di gestire le informazioni e \u201criequilibrare\u201d le percezioni, si sono rilevati piuttosto problematici in questi anni. Con l\u2019utilizzo delle nuove tecnologie quasi alla portata di tutti e la loro applicazione nel campo militare e dell\u2019intelligence, le operazioni di gestione delle informazioni stanno giocando un ruolo sempre pi\u00f9 importante nel generare sostegno o meno, in questo caso specifico, nei confronti degli insorti, sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno del paese. Centinaia di diversi gruppi e attori sono ancora impegnati nella crisi, diverse parti della popolazione afghana, soggetti governativi, militari e ong. Tutti hanno comunicano in questi anni, tutti stanno tentando ancora oggi di persuadere, di costruire delle verit\u00e0, alcuni intenzionalmente, altri involontariamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I talebani in questi anni hanno impiegato vari media per comunicare messaggi a sostegno dei loro obiettivi generali, al fine rimuovere la presenza militare straniera e riportare il paese alla loro interpretazione unica dell&#8217;Islam. Combinazioni di attivit\u00e0 di comunicazione da parte di gruppi ribelli talebani in Afghanistan e leadership talebana in Pakistan hanno continuamente ostacolato gli sforzi della comunit\u00e0 internazionale e dell\u2019ex governo afghano per portare stabilit\u00e0 nel paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analista militare Tim Foxley ha scritto su vari quotidiani come nella primavera e nell&#8217;estate del 2006, mentre lavorava nella sede <em>dell\u2019International Security Assistance Force<\/em> (ISAF) pi\u00f9 volte abbia sentito i suoi colleghi ammettere l\u2019efficienza dei talebani, rispetto alla loro, nella gestione delle tecniche di comunicazione e informazione. Essendo in quel periodo ancora poche le prove a sostegno di questa tesi, nel 2007 Foxley tent\u00f2 di ricercare ed analizzare tutti i passaggi della propaganda talebana e i mezzi in uso per la loro attivit\u00e0 di informazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Brevemente sono queste le conclusioni raggiunte all\u2019epoca. Secondo Foxley la raffinatezza e l&#8217;efficacia comunicativa dei talebani rappresentava probabilmente pi\u00f9 un mito che una realt\u00e0. L&#8217;idea che i talebani fossero cos\u00ec abili nel gestire i processi informativi aveva superato la capacit\u00e0 effettiva di quest\u2019ultimi. Sicuramente questi gruppi avevano gi\u00e0 mezzi efficaci che nel tempo sono migliorati, riuscivano gi\u00e0 a manipolare buona parte della popolazione e narrare in maniera errata i risultati raggiunti dai vari attori internazionali presenti in Afghanistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tuttavia, sostiene l\u2019analista, \u00e8 stato sempre difficile misurare con certezza la forza dei talebani nella battaglia informativa. Ci\u00f2 che \u00e8 certo per\u00f2 \u00e8 che dal 2001 i talebani hanno sempre pi\u00f9 riconosciuto la tecnologia e i media elettronici come strumenti utili per contrastare il governo afghano e la comunit\u00e0 internazionale.\u00a0Da un sistema di credenze che rifiutava attivamente molti dei simboli della modernit\u00e0 e del progresso, si \u00e8 passati alla rapida conoscenza dei processi di comunicazione globale. I talebani hanno osservato, sperimentato e imparato a comunicare per sostenere i loro obiettivi.\u00a0Il loro approccio \u00e8 stato quindi sempre pi\u00f9 pragmatico e la loro comprensione e utilizzo dei mezzi di comunicazione sono cresciuti di conseguenza. Hanno abbracciato tecniche vecchie e nuove e hanno utilizzato una gamma sempre pi\u00f9 ampia di mezzi di comunicazione e risorse di comunicazione: fax, telefoni fissi, cellulari e satellitari, radio e televisione, giornali, interviste, lettere anonime intimidatorie, e infine Internet e social network.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stati sempre molto pi\u00f9 efficaci a livello locale nel gestire le informazioni (principalmente nell&#8217;Afghanistan meridionale, sudorientale e orientale e nel Pakistan nordoccidentale), dove hanno tuttora un vantaggio culturale e linguistico nell&#8217;operare all&#8217;interno delle aree tribali pashtun da cui provengono la maggior parte dei combattenti talebani. Sono molto meno esperti ancora nella comunicazione pubblica e istituzionale (ad es. dialoghi con ex-governo afghano, regioni ec..)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi limiti avevano finora impedito ai talebani di comprendere appieno alcune logiche politiche internazionali e mediali e quindi di sfruttare appieno mezzi strategici e potenti come la televisione, i telefoni cellulari e Internet.\u00a0 Ma in questi vent\u2019anni \u00e8 cresciuta, secondo lo studioso Carsten Bockstette, la loro disponibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di comunicare, in particolare, quei messaggi di natura politica e militare rivolti alla comunit\u00e0 internazionale e di crearsi forti <em>network<\/em> anche online. \u00a0Migliore \u00e8 anche la qualit\u00e0 e il contenuto delle produzioni video, cos\u00ec come le varie operazioni di marketing informativo e di selezione di pubblici specifici, non pi\u00f9 casuali o prettamente locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura interattiva e pubblica del web ha rafforzato la loro strategia di condivisione delle informazioni attraverso canali differenti. \u00a0\u201c<em>Non \u00e8 un caso se i talebani abbiano usato proprio i social media come strumento di comunicazione durante la loro recente campagna, per prendere il controllo dell&#8217;Afghanistan<\/em>\u201d, suggerisce il giornalista freelance Tom Bateman su Euronews.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rapida ri-conquista dei talebani ha traumatizzato culturalmente gli osservatori internazionali e le popolazioni di tutto il mondo; ha messo le stesse aziende di social media in difficolt\u00e0, in quanto ancora oggi incapaci di gestire gli account di un gruppo che, alcuni governi, compreso quello degli Stati Uniti, definiscono un&#8217;organizzazione terroristica (ricordiamo che i social network dell\u2019ex- Presidente Trump sono al momento ancora bloccati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marted\u00ec scorso, 17 agosto, Facebook ha dichiarato al quotidiano online Euronews che gi\u00e0 molto prima della rapida avanzata dei talebani e la conquista della capitale afghana Kabul, molti account gestiti dai talebani erano stati sospesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, fonti differenti, indicano come i talebani abbiano utilizzato proprio il servizio di messaggistica crittografata end-to-end di Facebook e poi WhatsApp per comunicare fino a pochi giorni fa, nonostante le affermazioni dell\u2019azienda di Zuckerberg.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente WhatsApp ha dichiarato di non essere del tutto in grado di leggere e monitorare correttamente i messaggi degli utenti, per questo si \u00e8 affidata all&#8217;automazione e alle segnalazioni degli utenti per identificare account e contenuti \u201csospetti\u201d, in questo caso, affiliati ai talebani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante questi sforzi per\u00f2, la scorsa settimana un comandante talebano, durante una intervista messa in onda da <em>Radio Free Europe<\/em>, ha dichiarato che il gruppo non aveva intenzione di prendere Kabul con la forza e come avessero addirittura istituito una linea di assistenza WhatsApp per i residenti della citt\u00e0, consentendo loro di segnalare violenze, saccheggi o altri problemi. Pochi giorni dopo il Financial Times ha riferito che la <em>hotline<\/em> per i reclami dei talebani era stata bloccata da Facebook, insieme ad altri canali ufficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pe questo il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha accusato pubblicamente Facebook di censura in una sua recente conferenza stampa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uso continuato di WhatsApp, in particolare, da parte dei talebani resta per\u00f2 un potenziale problema anche di natura giuridica-legale per Facebook che ha sede negli Stati Uniti, poich\u00e9 la legge sulle sanzioni lo obbligherebbe a bloccare determinati account e impedire ai gruppi considerati criminali l\u2019utilizzo dei suoi servizi di messaggistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, i leader talebani hanno accumulato negli ultimi giorni centinaia di migliaia di <em>followers<\/em> su Twitter, altro \u201csocial network politico\u201d usato per rilasciare dichiarazioni ufficiali in pi\u00f9 lingue.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,21,531,519,216],"class_list":["post-6649","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-security","tag-afghanistan","tag-communication-2","tag-digital","tag-taliban","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6649","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6649"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6649\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6651,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6649\/revisions\/6651"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6649"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6649"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6649"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}