{"id":6979,"date":"2022-02-06T17:00:14","date_gmt":"2022-02-06T16:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=6979"},"modified":"2022-03-03T18:23:40","modified_gmt":"2022-03-03T17:23:40","slug":"guerra-e-forme-dellinformazione-una-riflessione-a-partire-dalla-crisi-ucraina-by-giacomo-buoncompagni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/guerra-e-forme-dellinformazione-una-riflessione-a-partire-dalla-crisi-ucraina-by-giacomo-buoncompagni\/","title":{"rendered":"Guerra e forme dell\u2019informazione: una riflessione a partire dalla crisi ucraina &#8211; by Giacomo Buoncompagni"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\">Da poche ore il portavoce del dipartimento della Difesa americano,\u00a0John Kirby, ha reso pubbliche alcune informazioni fornite dall\u2019intelligence statunitense che sostengono il probabile utilizzo di un falso video, da parte della Russia come pretesto per giustificare l\u2019invasione dell\u2019Ucraina. <!--more-->Tale intenzione sarebbe stata confermata poco dopo al\u00a0<em>New York Times<\/em>\u00a0anche da un funzionario dell\u2019intelligence britannica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il Dipartimento della Difesa verrebbe mostrato un finto attacco dell\u2019esercito ucraino contro obiettivi in territorio russo, o contro persone che parlano russo e che si trovano nelle zone dell\u2019Ucraina dove l\u2019influenza russa \u00e8 pi\u00f9 forte. Sarebbero incluse inoltre scene molto violente, di esplosioni, cadaveri, edifici distrutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento non vi sarebbe nulla di confermato, lo stesso Kirby ha suggerito di prendere con molta cautela tali informazioni, anche se giudicate credibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora tutto ci\u00f2 trovasse conferma nei prossimi giorni, non sarebbe in realt\u00e0 una novit\u00e0 da un punto di vista politico, strategico-militare. L\u2019utilizzo di informazioni di natura visuale e la creazione dei cosiddetti pseudo-eventi (o immagini simulacro), fatti inventati dalla rivoluzione grafica, il cui intento \u00e8 creare un avvenimento ad arte proprio per essere pubblicato, sono elementi ricorrenti nella storia delle guerre, pi\u00f9 volte registrati ed analizzati, anche con riferimento specifico ai precedenti conflitti bellici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito alcuni esempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo, il cui contesto fa riferimento alla lotta epica tra repubblicani e franchisti, anno 1936. Riguarda la fotografia della \u201cmorte di un miliziano\u201d, di Robert Capa, forse l&#8217;immagine pi\u00f9 nota al mondo scattata dal fotoreporter, raffigurante un soldato repubblicano colto nell&#8217;attimo in cui viene colpito da un proiettile. Tale fotografia \u00e8 stata da sempre considerata la prima istantanea di \u201cmorte dal vivo\u201d. Peccato che sembrerebbe invece un falso. Per il cronista sudafricano O\u2019Dowd Gallagher, infatti, Capa si sarebbe recato presso un campo di esercitazioni scattando una serie di fotografie \u201cin movimento\u201d, tra cui quella del miliziano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo esempio \u00e8 la foto in assoluto pi\u00f9 celebre della storia americana, &#8220;<em>Old Glory Goes Up On Mt. Suribachi, Iwo Jima<\/em>&#8221; di Joe Rosenthal.\u00a0Ritraeva i <em>marines<\/em> americani che alzano le stelle e strisce su una remota isola del Pacifico\u00a0(1945), simbolo dell&#8217;eroismo degli Stati Uniti impegnati contro i giapponesi ancora asserragliati sulle isole pronti a difendersi. La foto, su approvazione dello Stato Maggiore dell&#8217;esercito statunitense, fu pubblicata su tutti i giornali del Paese nel febbraio 1945. L&#8217;America aveva vinto la guerra. La bandiera era stata piantata. Eppure, la foto venne scattata prima, in realt\u00e0, della fine della terribile battaglia. Non \u00e8 ancora chiaro chi fossero veramente i <em>marines<\/em> ritratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facendo dei salti storico-temporali, come non ricordare la denuncia del <em>Bureau<strong> of Investigative Journalism<\/strong><\/em>\u00a0in merito alle immagini false pubblicate da\u00a0<strong>Martin Wells<\/strong>, video editor e autore responsabile dei filmati di propaganda, attribuiti ad Al Qaeda, condotti negli scenari di guerra iracheni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle parole dello stesso Wells:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<em>\u201cProducevamo\u00a0<strong>finti filmati di propaganda<\/strong>\u00a0di al Qaeda, secondo regole e tecniche precise; dovevano durare dieci minuti ed essere registrati su dei cd, che poi i\u00a0marines\u00a0lasciavano sul posto durante i loro raid, ad esempio durante un\u2019incursione nelle case di persone sospettate di terrorismo. L\u2019obiettivo era di disseminare questi video in pi\u00f9 localit\u00e0, possibilmente lontano dal teatro di guerra, perch\u00e9 scoprire filmati di quel genere in localit\u00e0 insospettabili,\u00a0avrebbe aumentato il clamore\u00a0e l\u2019interesse mediatico\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cosa simile si verific\u00f2 con il \u201cfamoso\u201d discorso, trasmesso in diretta nazionale, di Nayirah, ragazza kuwaitiana di 15 anni, che denunci\u00f2 pubblicamente le atrocit\u00e0 commesse dall\u2019esercito iracheno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questa vicenda, discorso e relative testimonianze si rivelarono completamente false. Tutta la vicenda venne architettata da una societ\u00e0 di pubbliche relazioni, la Hill &amp; Knowlton, a favore di un intervento armato americano contro il regime di Saddam Hussein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u201ccostruzione del irreale\u201d emerse solamente nel 1992, a conflitto concluso, dopo la messa in onda di Nayirah, vista da circa 53 milioni di americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 dei singoli casi, il punto sociologicamente rilevante \u00e8 racchiuso in due parole che ben descrivono la complessit\u00e0 delle situazioni appena descritte: <em>misinformation e disinformation.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riprendendo le parole dello scrittore Toba Beta, <em>\u201cla misinformazione \u00e8 un inganno. La disinformazione \u00e8 un imbroglio&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Misinformazione e disinformazione possono essere entrambi pericolose, ma quest\u2019ultima ha un potenziale molto pi\u00f9 \u201cdistruttivo\u201d. Ad, esempio pu\u00f2 impedire al pubblico dei media di discutere le questioni, influenzando notevolmente le decisioni, secondo tre modalit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-fornire false informazioni, a volte accoppiate con analisi e dati ingannevoli, rivolte a persone che si trovano a prendere decisioni che sono contrarie ai loro reali desideri o interessi (es. campagne elettorali); <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8211; favorire la polarizzazione, spingendo deliberatamente le persone a adottare opinioni e credenze estreme che non lasciano spazio al compromesso;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>-allontanare da tutte le fonti di informazione gli utenti, rendendoli meno informati e meno disposti a partecipare al dibattito pubblico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste tre dimensioni prendono corpo in particolar modo all\u2019interno piattaforme sociali e digitali, capaci ora di profilare i loro utenti, raccogliere informazioni, di carattere personale, dominare gli ambienti politici e internazionali, orientare le strategie militari, incidendo sull\u2019inizio e la fine di un conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tecnologie dell\u2019informazione sono dunque strettamente legate a quelle belliche, si sviluppano in maniera parallela, forniscono nuovi modi di vedere il conflitto che diviene via via una esperienza sempre meno raccontabile e sempre pi\u00f9 ermetica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":6980,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[21,545,67,540,514],"class_list":["post-6979","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-security","tag-communication-2","tag-information","tag-russia","tag-ukraina","tag-warfare"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6979"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6979\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6981,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6979\/revisions\/6981"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6980"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}