{"id":7540,"date":"2022-09-11T10:33:42","date_gmt":"2022-09-11T08:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=7540"},"modified":"2022-10-24T15:41:45","modified_gmt":"2022-10-24T13:41:45","slug":"11-9-2001-un-evento-mediale-cognitivo-globale-by-giacomo-buoncompagni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/11-9-2001-un-evento-mediale-cognitivo-globale-by-giacomo-buoncompagni\/","title":{"rendered":"11.9.2001: un evento mediale, cognitivo, globale \u2013 by Giacomo Buoncompagni"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terrorismo \u00e8 una strategia tipicamente cognitiva e l\u2019attacco dell\u201911 settembre 2001 potremmo (ancora) definirlo un <em>(media) event<\/em> cognitivo- globale il cui obiettivo di base era ottenere, attraverso i media, il massimo risultato con uno sforzo relativamente basso all\u2019interno della sfera pubblica.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai tempi dell\u2019assassinio di Aldo Moro in Italia, il teorico della comunicazione Marshall McLuhan sugger\u00ec che il miglior modo per ridurre la violenza terroristica in quel momento fosse \u201cstaccare la spina\u201d, ovvero non permettere ai media di narrare gli eventi in corso, eliminando cos\u00ec le motivazioni basilari dei terroristi (la conquista dello spazio mediale<em>, in primis<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ben ricordiamo, pochissime persone hanno assistito allo schianto del primo aereo e all\u2019incendio della prima Torre, l\u201911 settembre 2001. Un cine-operatore stava filmando l\u2019edificio in quel preciso momento, con una inquadratura quasi perfetta.\u00a0 Quella ripresa fu resa pubblica pochi giorni dopo dall\u2019attentato, ma fu il secondo attacco invece ad essere visto in diretta da milioni di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo perch\u00e9 le telecamere della CNN\u00a0 e di altre televisioni erano gi\u00e0 puntate sul primo edificio in fiamme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto probabilmente l\u2019intervallo di circa 18 minuti tra il primo e il secondo attacco fu pianificato dagli attentatori proprio per permettere agli operatori dell\u2019informazione di prepararsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intera \u201cperformance\u201d costituisce il pi\u00f9 grande caso di riconoscimento collettivo della storia. \u201cRiconoscere\u201d, significa conoscere una seconda volta, \u201ctoccare\u201d due volte lo stesso evento. In questo senso il \u201criconoscimento\u201d era l\u2019obiettivo del doppio attacco a telecamere accese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo elemento \u00e8 particolarmente importante in quanto ci\u00f2 che al momento degli attacchi venne riconosciuto non fu un\u2019incidente, ma un\u2019azione violenta deliberatamente perpetrata da esseri umani con lo scopo di distruggere. Molto probabilmente l\u2019effetto riconoscimento non \u00e8 ancora finito ventuno anni dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno 11 settembre ha assunto significati differenti da persona a persona, da paese e paese, da cultura a cultura ed \u00e8 stato vissuto contemporaneamente da un numero di persone ma raggiunte prima nella storia dell\u2019informazione. L\u2019evento dell\u2019attacco ha occupato e occupa tutt\u2019ora tre spazi: quello fisico, quello cognitivo e quello mediale. Vive cio\u00e8 nelle nostre citt\u00e0, nella nostra mente e nei flussi di comunicazione globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il primo giorno del terrore miliardi di persone videro quel momento replicato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Il replay istantaneo \u00e8 la funzione di memoria a breve termine fornita dalla televisione alla coscienza collettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vecchi e i nuovi media non si limitano semplicemente a \u201ctrasportare l\u2019informazione\u201d: essi forniscono alle nostre strategie di costruzione cognitiva nuove estensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio grazie alla funzione di <em>replay <\/em>istantaneo che la televisione ha reso familiare l\u2019evento sportivo o culturale o una dichiarazione di un Capo di Stato. Cos\u00ec \u00e8 avvenuto anche per l\u2019attentato alle Torri Gemelle. La ripetizione di scene inerenti le persone in fuga, l\u2019incendio delle Torri, l\u2019interventi dei soccorsi, ha offerto agli spettatori presenti e connessi elettronicamente la capacit\u00e0\/possibilit\u00e0 di elaborare (e rielaborare) davanti ai propri occhi e sugli schermi l\u2019oggetto \u201cspettacolare\u201d dell\u2019attenzione prima, e della memoria poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella strana sensazione di finzione hollywoodiana, riscontrabile oggi in ogni narrazione violenta e criminale proposta dai media tradizionali e digitali e spesso associata alla rappresentazione televisiva dell\u2019attacco alle Torri Gemelle, \u00e8 frutto dell\u2019attenta eliminazione di immagini troppo violente da sopportare.\u00a0 In questi casi, in realt\u00e0, il peggio non viene quasi mai mostrato, ma rimane \u201cgelosamente\u201d custodito negli archivi dei media. Pensiamo alla guerra in Vietnam: quest\u2019ultima fin\u00ec perch\u00e9 gli Americani non sopportavano pi\u00f9 la visione del conflitto in tv.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che ci viene proposto dagli schermi, \u00e8 una realt\u00e0 \u201cschermata\u201d. Anche davanti all\u2019evidenza pi\u00f9 atroce, viviamo una sorta di realt\u00e0 \u201caereografata\u201d: i nostri eroi sul campo di battaglia combattono guerre \u201cpulite\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno decine di report e analisi vengono pubblicati sulla presenza di violenza nei media e i loro effetti sul comportamento dell\u2019audience, ma paradossalmente c\u2019\u00e8 molta pi\u00f9 violenza nella vita reale durante una guerra o un attacco terroristico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso la comunicazione di fronte alla guerra al terrorismo sembra aver assolto alla funzione di ristrutturazione cognitiva e pragmatica da parte degli individui, alla riduzione del senso di incertezza, ad un \u201cmassaggio mediale\u201d tranquillizzante di fronte ad un evento tanto atroce quanto inatteso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte persone hanno detto negli anni come \u201csia cambiato tutto\u201d da quell\u2019evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, tutto era gi\u00e0 cambiato molto tempo prima, ma la maggior parte delle persone non aveva realizzato il cambiamento di prospettiva che la cronaca in diretta impone alle nostre coscienze. Quello che la tragedia dell\u201911\/9 ha fatto notare a milioni di persone \u00e8 che la proporzione assunta dai gravi eventi e dalle emergenze trasmesse nei media, mostrati in tempo reale, hanno modificato le percezioni nel tempo e nello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se c\u2019\u00e8 ancora qualche dubbio che la \u201cglobalizzazione\u201d non fosse solo un processo economico, ma anche un irreversibile cambiamento psicologico che riguarda tutti gli abitanti del pianeta, l\u201911 settembre lo ha rimosso definitivamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":7541,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[279,440,216,66],"class_list":["post-7540","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-terrorism","tag-new-york","tag-nine-eleven","tag-terrorism","tag-usa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7540"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7540\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7542,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7540\/revisions\/7542"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}