Il 7 gennaio 2015, nel centro di Parigi, un team composto da tre militanti di ispirazione e prassi qa’idista ha portato a termine un attacco contro un obiettivo deliberato – la sede del giornale satirico “Charlie Habdo” – e contro obiettivi di opportunità (un poliziotto ed un passante) che si sono frapposti nel corso della manovra di esfiltrazione.
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Charlie Hebdo: attentatori, lupi e qaedisti – by Marco Lombardi
In queste ore si affollano le interpretazioni e le letture che cercano di interpretare i pochi dati delle fonti aperte.
E se ne sentono di tutte.
Charlie Hebdo su Twitter e Social– by Marco Lombardi
“The blessed operation Charlie” è come è stato ribattezzato l’attacco degli assassini a Charlie Hebdo da IS e compagni sui social.
E sono sempre i soliti che ben conosciamo ad attivarsi. Faccio solo un esempio, rompendo l’abituale nostro silenzio sulla comunicazione del jihad.
Charlie Ebdo: attacco al cuore dell’Europa – by Marco Lombardi
Lascio la descrizione dell’evento ai media che la stanno divulgando in questi minuti.
Mi limito a evidenziare alcuni punti di attenzione e riflessione.
Charlie Ebdo è un giornale satirico francese la cui sede è nel cuore di Parigi: in Rue Nicolas Appert, nell’undicesimo arrondissement, poco a nord di Place des Vosges e di Bastille. Aveva appena pubblicato – sul suo profilo Twitter – una vignetta che ritraeva il Califfo in chiave satirica, come sua abitudine mettendo sotto tiro tanti “potenti” del mondo, dalla chiesa alla politica. Il risultato è per ora di 12 morti (a cui si aggiungono feriti anche gravi) a seguito di un attacco devastante con kalashnikov e lancia razzi, condotto da due o tre terroristi islamisti urlanti: “Vendicheremo il Profeta” e “Allah u Akbar”. Insomma… si è portato a termine quanto si sarebbe voluto fare dopo la pubblicazione delle vignette sul danese Jyllands-Posten, che aveva pubblicato il 30 settembre del 2005. Ma allora non accadde.
Video di Cantlie cancellato da YouTube – by Marco Lombardi
Chi ha seguito il nostro commento di ieri all’ultimo comunicato di Cantlie si è visto comparire, seguendo il link al reportage, il seguente annuncio:
In sostanza YouTube considera il video di Cantlie contrario al servizio che espleta.
John Cantlie: seconda puntata – by Marco Lombardi
Siamo alla seconda puntata del John Cantlie non più giornalista prigioniero – quello in tuta arancione stile Guantanamo della serie “Lend Me Your Ears” – ma ormai testimonial del Califfato: il richiamo al primo numero della serie (“sono a Kobane”) è esplicito sul finire di questo secondo “From inside Mosul”. Continue reading
Ramelli e Marzullo in video – by Marco Lombardi
Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti rapita dal Aleppo (Siria) il 31 di luglio 2014, sembrano essere vive. L’ultimo giorno del 2014, è stato postato un video Il giornalista Zaid Benjamin rilancia via twitter (@ziadbenjamin), al chiudersi del 2014, l’informazione che il negoziato tra Al-Nusra e il Governo Italiano per il rilascio dei due ostaggi è in fase di stallo e l’appello videoregistrato postato sul canale YouTube “Islamic Sham”.
Migranti, clandestini, terroristi: indagini a Palermo – by Marco Lombardi
Oggi, 18 dicembre, i media comunicano che la Procura di Palermo ha aperto un’indagine dopo che i servizi segreti hanno segnalato la possibile presenza di terroristi tra gli immigrati sbarcati negli ultimi mesi in Sicilia. Sul caso indaga anche la Procura di Milano: si legge che inquirenti milanesi hanno utilizzato lo “strumento normativo delle intercettazioni cosiddette preventive” per “verificare ipotesi di terrorismo individuale, nonché le segnalazioni, provenienti da svariate fonti, relative all’adesione-partecipazione allo ‘stato islamico’”. Di massima la notizia è abbastanza “sotto traccia”, e ciò è bene considerata la sensibilità politica intorno al tema migrazione e a quello terrorismo: due questioni capaci di mobilitare la “pancia” della politica e della gente e che, invece, hanno bisogno di politiche rigorose frutto di una analisi fredda e consapevole. Continue reading
Marco Lombardi alla radio SBS di Melbourne. Il dramma di Martin Place ha visto la sua conclusione nella mattina di martedì, con la morte del sequestratore e di due ostaggi. L’esperto di sicurezza e cyber-terrorismo Marco Lombardi discute con noi il ruolo dei ‘lupi solitari’ nel terrorismo moderno.
Marco Lombardi alla Radio Svizzera Italiana sull’attacco a Sidney. Intervista al radiogiornale del 15 dicembre 2014, a partire dal 4° minuto.
La strategia comunicativa di IS evolve: Cantlie, Kassig e ora la chiamata dei francesi – by Marco Lombardi
La comunicazione di IS è sempre più strategica e ben condotta: di certo tra le miglia di combattenti occidentali di IS c’è qualcuno che si è formato nelle nostre università e nel Califfato non ha imbracciato l’AK47, ma utilizza gli strumenti per la post-produzione video.
E’ di ieri, 19 novembre, l’ultimo anello della catena.
Una delle major di IS, al-Hayat Media Center, ha lanciato via social un video di 7 minuti e 19 secondi intitolato “Cosa state aspettando” in cui sono protagonisti Abu Osama al-Faranci, Abu Maryam al-Faranci e Abu Salman al-Faranci: come si evince dal nome sono tre francesi che in lingua francese (ma con sottotioli in arabo e inglese) chiamano alla guerra giovani occidentali. “Ci sono a disposizione armi e automezzi e bersagli pronti per essere colpiti. C’è anche il veleno a disposizione, per avvelenare l’acqua e il cibo dei nemici di Allah. Uccideteli e sputagli in faccia e schiacciateli con le vostre automobili” proclama l’anchorman rivolgendosi ai giovani francesi.

