L’indomani della strage al giornale satirico Charlie Hebdo il gruppo internazionale di hackers conosciuto con il nome di Anonymous ha lanciato la sua campagna contro la comunicazione del terrore a difesa della libertà di espressione. Sotto l’hashtag #OpCharlieHebdo (utilizzato fino ad ora più di 43.000 volte) ha dichiarato di voler perseguire due principali obiettivi: innanzitutto quello di raccogliere informazioni riguardanti siti di propaganda islamista che inneggino al jihad ed eventualmente oscurarli unitamente alla richiesta a tutti gli utenti di Twitter di segnalare eventuali profili utilizzati come strumenti di radicalizzazione da parte dei terroristi cosicché vengano bloccati dalla compagnia. Continue reading
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Attacco jihadista (a Charlie Hebdo): terrorismo di successo o fallimentare? Elementi di analisi – by Claudio Bertolotti
Parigi, 8-9 gennaio 2014: 20 morti (17 vittime e tre terroristi jihadisti). Dopo Canada, Stati Uniti e Australia, i due episodi in Francia, collegati o meno tra di loro, forniscono alcuni utili elementi di valutazione sul “terrorismo jihadista” contemporaneo.
Marco Lombardi ai TG di Sky News parla dei nuovi terroristi: gli zombie. (registrazione effettuata il 9/1/2015 ore 12:00)
Dopo Charlie Hebdo solo Zombie: il nuovo terrorismo ibrido – di Marco Lombardi
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Una analisi degli eventi che sono seguiti al Massacro delle Matite l’altro giorno è opportuno rimandarla a quando tutte le informazioni saranno disponibili, per una analisi puntuale delle dinamiche.
Ma fin da ora è opportuno sottolineare alcune caratteristiche dell’evento che segnano l’evoluzione del terrorismo che ci si trova a combattere nella nuova forma ibrida di guerra.
L’attacco a Parigi: una “ISISizzazione” delle tattiche militanti in Europa? – by Emilio Palmieri
Il 7 gennaio 2015, nel centro di Parigi, un team composto da tre militanti di ispirazione e prassi qa’idista ha portato a termine un attacco contro un obiettivo deliberato – la sede del giornale satirico “Charlie Habdo” – e contro obiettivi di opportunità (un poliziotto ed un passante) che si sono frapposti nel corso della manovra di esfiltrazione.
Charlie Hebdo: attentatori, lupi e qaedisti – by Marco Lombardi
In queste ore si affollano le interpretazioni e le letture che cercano di interpretare i pochi dati delle fonti aperte.
E se ne sentono di tutte.
Charlie Hebdo su Twitter e Social– by Marco Lombardi
“The blessed operation Charlie” è come è stato ribattezzato l’attacco degli assassini a Charlie Hebdo da IS e compagni sui social.
E sono sempre i soliti che ben conosciamo ad attivarsi. Faccio solo un esempio, rompendo l’abituale nostro silenzio sulla comunicazione del jihad.
Charlie Ebdo: attacco al cuore dell’Europa – by Marco Lombardi
Lascio la descrizione dell’evento ai media che la stanno divulgando in questi minuti.
Mi limito a evidenziare alcuni punti di attenzione e riflessione.
Charlie Ebdo è un giornale satirico francese la cui sede è nel cuore di Parigi: in Rue Nicolas Appert, nell’undicesimo arrondissement, poco a nord di Place des Vosges e di Bastille. Aveva appena pubblicato – sul suo profilo Twitter – una vignetta che ritraeva il Califfo in chiave satirica, come sua abitudine mettendo sotto tiro tanti “potenti” del mondo, dalla chiesa alla politica. Il risultato è per ora di 12 morti (a cui si aggiungono feriti anche gravi) a seguito di un attacco devastante con kalashnikov e lancia razzi, condotto da due o tre terroristi islamisti urlanti: “Vendicheremo il Profeta” e “Allah u Akbar”. Insomma… si è portato a termine quanto si sarebbe voluto fare dopo la pubblicazione delle vignette sul danese Jyllands-Posten, che aveva pubblicato il 30 settembre del 2005. Ma allora non accadde.
Video di Cantlie cancellato da YouTube – by Marco Lombardi
Chi ha seguito il nostro commento di ieri all’ultimo comunicato di Cantlie si è visto comparire, seguendo il link al reportage, il seguente annuncio:
In sostanza YouTube considera il video di Cantlie contrario al servizio che espleta.
John Cantlie: seconda puntata – by Marco Lombardi
Siamo alla seconda puntata del John Cantlie non più giornalista prigioniero – quello in tuta arancione stile Guantanamo della serie “Lend Me Your Ears” – ma ormai testimonial del Califfato: il richiamo al primo numero della serie (“sono a Kobane”) è esplicito sul finire di questo secondo “From inside Mosul”. Continue reading
Ramelli e Marzullo in video – by Marco Lombardi
Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti rapita dal Aleppo (Siria) il 31 di luglio 2014, sembrano essere vive. L’ultimo giorno del 2014, è stato postato un video Il giornalista Zaid Benjamin rilancia via twitter (@ziadbenjamin), al chiudersi del 2014, l’informazione che il negoziato tra Al-Nusra e il Governo Italiano per il rilascio dei due ostaggi è in fase di stallo e l’appello videoregistrato postato sul canale YouTube “Islamic Sham”.

