“Create, Share, and Sustain”: come i sostenitori pro-Stato Islamico (IS) stanno sfruttando CapCut per produrre e disseminare contenuto propagandistico ‘no-brand’ online – by A. Bolpagni, G. L. Giardini

Fin dall’avvento di Internet, gli estremisti hanno sfruttato gli spazi digitali per produrre e diffondere la propria propaganda, creando centri online volti al reclutamento e alla radicalizzazione di nuovi individui. In particolare, l’ecosistema online dello Stato Islamico (IS) ha sfruttato un’ampia gamma di piattaforme di comunicazione online per fare da‘wa (proselitismo), creando e condividendo materiali propagandistici molto diversificati, che vanno dalla produzione mediatica istituzionale e non istituzionale a forme più personalizzate e rielaborate di propaganda no-brand. Caratterizzati da un elevato grado di rielaborazione e fortemente connotati dalle tendenze più virali, i contenuti no-brand sono particolarmente efficaci nel catturare l’attenzione degli utenti più giovani e trovano su TikTok il loro approdo più efficiente ed efficace. Su queste piattaforme sono comuni contenuti di questo tipo, privi di loghi dell’IS o di case mediatiche pro-IS, che raffigurano invece figure note o elementi legati al movimento salafita-jihadista.

Questo articolo analizza il materiale pro-IS no brand prodotto con CapCut, esaminando alcune caratteristiche comuni dei prodotti audiovisivi individuati e le modalità con cui vengono condivisi all’interno della piattaforma di editing. In particolare, esamina come CapCut sia stato utilizzato per creare e personalizzare contenuti audiovisivi legati all’IS, condivisi su diverse piattaforme di social network (come TikTok) e/o direttamente all’interno di CapCut (Figura 1).

Figura 1

Che cos’è CapCut?

CapCut è un’applicazione per il montaggio video sviluppata da ByteDance, la stessa società che possiede TikTok. L’app è stata lanciata in Cina nel 2019, è cresciuta esponenzialmente nel 2023, dopo il lancio della versione web, e nel 2024 ha raggiunto 200 milioni di utenti attivi, superando TikTok (per un certo periodo). Nel 2026, con oltre 700 milioni di utenti attivi mensili in tutto il mondo, CapCut è diventata uno degli strumenti più influenti per la creazione di contenuti. È ampiamente utilizzata e apprezzata dal pubblico più giovane per la facilità con cui permette di creare video e contenuti di breve durata per piattaforme di social media come TikTok e Instagram. TikTok e CapCut hanno quindi sviluppato una relazione strategicamente stretta e integrata all’interno di un ecosistema di contenuti, in cui la seconda funge da ambiente di creazione e la prima da spazio di distribuzione. A questo scopo, CapCut offre “una serie di potenti funzionalità di editing […] tra cui filtri avanzati, effetti in tempo reale e transizioni fluide, progettate specificamente per le tendenze di TikTok [che consentono agli utenti di] beneficiare dell’integrazione degli hashtag di tendenza di CapCut e delle opzioni di condivisione per massimizzare la propria portata e aumentare l’interazione”. In particolare, le principali funzionalità di CapCut comprendono il montaggio video tradizionale, modelli per i formati dei social media, strumenti di Intelligenza Artificiale (IA), tra cui AutoCut, una libreria musicale ed effetti, l’esportazione in più formati e la sincronizzazione dei profili social.

Sebbene CapCut sia stata progettata specificamente come una ‘piattaforma tutto-in-uno’ per il montaggio video, incorpora comunque alcune funzionalità ‘social’ che creano l’apparenza di una comunità. I contenuti sono generalmente accompagnati da hashtag e possono essere salvati, condivisi e/o commentati da altri utenti. L’interfaccia principale di CapCut è infatti caratterizzata dalla presenza di una ‘For You Page’ — come nel caso di TikTok — in cui gli utenti possono visualizzare contenuti, modelli e template condivisi da altri utenti che, secondo l’algoritmo della piattaforma stessa, rispecchiano le preferenze dell’utente in questione.

Grazie alle sue funzionalità e caratteristiche, CapCut è diventata uno strumento per la produzione e la diffusione di materiale propagandistico, poiché facilita la creazione di contenuti – video o immagini – rimuovendo così i potenziali ostacoli per i sostenitori e i simpatizzanti dell’IS che non hanno familiarità con i software e le applicazioni di montaggio. In combinazione con l’integrazione dell’IA, queste funzionalità semplificano e accelerano la produzione, rendendo CapCut una piattaforma privilegiata per la creazione di propaganda pro-IS no brand. Sebbene CapCut non sia una delle principali piattaforme di social media nell’ecosistema online dell’IS, merita comunque attenzione perché facilita la creazione di materiale propagandistico che viene poi condiviso su altri social network, in particolare TikTok.

Materiali pro-IS su CapCut

Su CapCut, gran parte della propaganda pro-IS rientra in una categoria definita no brand. Questa propaganda indica una produzione ‘spontanea’ realizzata dai sostenitori e dai simpatizzanti dell’IS, che non può essere attribuita a case mediatiche istituzionali o all’Ansar Production. È invece caratterizzata dall’utilizzo, da parte di singoli utenti, di immagini e simboli esplicitamente legati all’IS, come la sua bandiera, immagini di mujahidin e/o immagini che ritraggono ex leader e ideologi dell’IS. La tipologia dei contenuti della propaganda pro-IS assume una connotazione particolare su TikTok a causa delle funzionalità avanzate di montaggio della piattaforma. Come osservato dagli autori, questi contenuti sono quelli sottoposti al maggior grado di editing nell’ecosistema online dell’IS su TikTok perché, a differenza dei contenuti propagandistici istituzionali e di quelli dell’Ansar Production, consentono ai sostenitori dell’IS un margine di modifica maggiore rispetto, per esempio, ai bollettini di guerra di An-Naba, ai video istituzionali dell’IS o ai poster prodotti dall’Ansar Production. Su TikTok è infatti possibile osservare un’intera sezione di propaganda non brandizzata e ampiamente rielaborata, che comprende immagini e/o filtri – per esempio, elementi visivi influenzati dai meme ed elementi colorati e luminosi – non direttamente legati ai prodotti dell’IS, ma che sostengono comunque il gruppo attraverso allusioni e riferimenti. Inoltre, questi elementi e filtri sono chiaramente legati a tentativi di attrarre gli utenti più giovani attraverso riferimenti, immagini e linguaggio specifici. Di conseguenza, la propaganda pro-IS non brandizzata viene spesso creata combinando le funzionalità di editing con le tendenze mainstream più popolari su TikTok per produrre immagini pro-IS. Ciò porta alla creazione e all’ulteriore diffusione di una tipologia di contenuti molto accattivante ma controversa, che spesso oltrepassa il confine ‘halal-haram’ della propaganda ‘canonica’ dell’IS.

La parte dei contenuti che presenta riferimenti più espliciti all’IS raffigura spesso figure di mujahidin dell’IS. Da un lato, nei contenuti compaiono immagini ‘generiche’ di mujahidin, spesso con il volto coperto e affiancate da simboli espliciti dell’IS, come la bandiera, rappresentata in forme, sagome e dimensioni diverse. Dall’altro, i contenuti possono raffigurare anche mujahidin dell’IS noti e famosi sui media, come Jihadi John, il cosiddetto ‘French barber’ e il foreign fighter Abu Bakr al-Suwaidi. Queste figure ricorrono spesso nelle produzioni propagandistiche ‘no brand’ e, di conseguenza, nei contenuti pro-IS generati con CapCut (Figura 3). Nonostante la predominanza di video che raffigurano mujahidin, sono stati individuati anche video su noti autori di atti violenti legati all’IS, come nel caso dei video dedicati a Omar Mateen.

Figura 2

Figura 3

Inoltre, un numero considerevole di video rielaborati raffigura ex leader dell’IS, come Abu Bakr al-Baghdadi, Abu Musab al-Zarqawi e Abu Mohammad al-Adnani (Figura 4), insieme ad altri importanti ideologi. Alcuni video sono interamente incentrati sulle figure menzionate, mentre in altri le immagini di queste persone accompagnano altri contenuti visivi o fotogrammi video utilizzati come sfondo. Si tratta di figure di primo piano nell’ecosistema online salafita-jihadista e, in questo caso specifico, nell’ecosistema online pro-IS. Ciò rispecchia l’esigenza prioritaria di creare contenuti facilmente riconoscibili e capaci di attrarre altri sostenitori e/o simpatizzanti dell’IS, favorendone la circolazione e la fruizione presso una base più ampia di utenti.

Figura 4

Inoltre, per realizzare video pro-IS con CapCut, sono stati utilizzati fotogrammi tratti da video propagandistici istituzionali ufficiali dell’IS. Come si può vedere nella Figura 8, nel caso in esame è stato utilizzato un fotogramma del noto video dell’IS “A Message to America”, prodotto dalla casa mediatica istituzionale di al-Furqan Foundation. Al fotogramma è stata aggiunta una frase in arabo che fa riferimento agli atti violenti compiuti dal mujahid raffigurato, Jihadi John, definendolo un “incubo senza fine” (Figura 5). Emerge così uno spettro di sostegno esplicito e celato all’IS, con riferimenti al gruppo più o meno espliciti e di intensità variabile nei diversi contenuti.

Figura 5

Vi sono tuttavia alcuni elementi ricorrenti. La maggior parte dei video è condivisa insieme a una serie di hashtag che spesso contengono riferimenti espliciti alle persone raffigurate e/o all’IS. Per esempio, un utente ha condiviso un video che mostra una persona con il volto coperto, accompagnandolo con un hashtag in arabo (Figura 6, a sinistra). Un altro utente, invece, ha condiviso un video che mostra Jihadi John, accompagnandolo con un hashtag correlato (Figura 6, a destra). Anche l’iconografia e i riferimenti presenti nei profili degli utenti indicano le loro affiliazioni e permettono loro di riconoscersi, talvolta collegandosi tra piattaforme diverse, per esempio attraverso account TikTok.

Figura 6

Conclusioni

CapCut è una piattaforma che facilita la produzione e la diffusione di contenuti propagandistici ‘spontanei’ pro-IS. A questo proposito, sono gli stessi simpatizzanti e sostenitori dell’IS a contribuire, attraverso CapCut, al flusso propagandistico pro-IS, creando questo tipo di contenuti che, in base all’osservazione di questi ecosistemi, sembrano particolarmente attraenti per il pubblico più giovane e per gli utenti particolarmente attivi sulle principali piattaforme di social media, come TikTok. Data la sinergia e l’interconnessione esistenti tra CapCut e le piattaforme menzionate, i contenuti prodotti su CapCut vengono infatti condivisi più ampiamente – e, di conseguenza, apprezzati più facilmente – su TikTok.

Sebbene CapCut non sia una piattaforma di social media a tutti gli effetti, poiché è stata sviluppata principalmente per rispondere alle esigenze degli utenti che creano e montano video e contenuti multimediali di vario tipo, va comunque considerata uno strumento a duplice uso in relazione al flusso di propaganda associato all’IS. Funziona da centro creativo in cui i sostenitori e i simpatizzanti possono creare e montare video con uno sfondo propagandistico pro-IS. In misura minore, CapCut consente alla propria base di utenti di condividere le proprie produzioni, permettendo così di trovare materiale direttamente sulla piattaforma e di condividerlo successivamente sui propri social media. Per questo motivo, è necessario monitorare il flusso di materiale pro-IS prodotto tramite CapCut, sia all’interno della piattaforma sia quando viene condiviso all’esterno attraverso TikTok, che è direttamente collegato a essa. Questi contenuti possono quindi attirare nuovi sostenitori dell’IS verso altre tipologie di contenuti disponibili su TikTok, dal materiale propagandistico istituzionale ai contenuti dell’Ansar Production e a quelli non istituzionali. Come osservato, TikTok funge da porta d’ingresso nell’ecosistema online dell’IS: la presenza di contenuti accessibili ‘pubblicamente’ e ‘apertamente’ – data la natura del social network e la possibilità di trovare materiale senza link specifici – si accompagna alla condivisione di collegamenti che conducono a piattaforme di messaggistica decentralizzate e criptate, all’interno delle quali opera il nucleo centrale dell’IS.

Grazie alle sue funzionalità creative, CapCut si inserisce, insieme ad altri social network come TikTok e Instagram, nella catena di ‘creazione-diffusione’. Da un lato, funge da ‘laboratorio’ operativo per la creazione di nuovo materiale non brand. Dall’altro, svolge anche la funzione di ‘archivio aperto di contenuti’ per chi, invece di creare materiale da zero, preferisce modificare e personalizzare contenuti audiovisivi già esistenti. I contenuti non brandizzati, soprattutto quelli creati con CapCut, non sono sempre caratterizzati da simboli e/o elementi marcati ed evidenti direttamente legati all’IS. Di conseguenza, spesso si ‘perdono’ nell’ampia varietà di contenuti ‘teologici’ o in stile salafita, rendendo difficile individuare e poi rimuovere dai social media i contenuti problematici.

In conclusione, come sottolineato in articoli precedenti, sembra fondamentale che i policy-maker impegnati nel contrasto sviluppino una conoscenza approfondita e specializzata dei movimenti salafiti-jihadisti, delle loro ideologie, dei loro simboli e della loro estetica propagandistica, così da individuare efficacemente materiali problematici anche quando non sono esplicitamente legati all’IS, sia attraverso il rilevamento umano sia tramite quello automatizzato. Da allora, diversi account individuati nell’ambito di questa ricerca sono stati rimossi dalla piattaforma; tuttavia, indicatori, narrazioni e immagini continuano a circolare secondo le stesse strategie analizzate in questo articolo, segnalando la necessità di una strategia di moderazione più ampia, basata sui risultati della ricerca. Inoltre, soprattutto per quanto riguarda il ‘rilevamento automatizzato dei contenuti’, gli strumenti di rilevamento dovrebbero essere addestrati su contenuti testuali e visivi in lingua araba, per migliorare l’efficacia delle contromisure e individuare e rimuovere la maggior parte dei contenuti online riconducibili all’IS.

English version available at the following link (https://gnet-research.org/2026/09/14/create-share-and-support-how-pro-islamic-state-is-supporters-are-exploiting-capcut-to-produce-and-disseminate-no-brand-propaganda-content-online/).