L’attentato di Modena è un’occasione importante per una riflessione attenta. Ci aiuta il partire dal presupposto che “non c’era alcuna buona ragione per pensare che non sarebbe successo” a Modena o altrove in Italia, perché si tratta di un attentato sviluppato con una modalità operativa da anni “viralizzata”: oggetto di specifica propaganda da parte del terrorismo, soprattutto jihadista, quale strumento facile e poco costoso (automobile ariete sulla folla e poi utilizzo del coltello da parte dell’attaccante) da imitare.
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