Sicurezza, Terrorismo e Società – Security, Terrorism and Society. Online magazine
Terza edizione – issue n°3 (Italiano e inglese)
Sicurezza, Terrorismo e Società – Security, Terrorism and Society. Online magazine
Terza edizione – issue n°3 (Italiano e inglese)
L’arresto di Abdeslam Salah e in generale gli avvenimenti dello scorso marzo a Bruxelles, hanno rimarcato la problematica delle comunità islamiche e della ghettizzazione etnica.
Salah infatti, è riuscito a nascondersi a Bruxelles per ben quattro mesi dopo l’attentato di Parigi (novembre 2015). Un periodo che sembra paradossalmente lungo. Ci si chiede come sia stato possibile che l’intelligence e le autorità belghe, non siano riuscite a farsi carico di un problema la cui soluzione era evidentemente sotto ai loro occhi. Questo fatto, unito agli attentati di Bruxelles, pone Molenbeek, quartiere a ovest della città, in una situazione scomoda: quanta attenzione e quali politiche e interventi sono da effettuare in zone a così alta concentrazione etnica (in particolare di matrice islamica)? Ma soprattutto, quali sono le comunità islamiche più rilevanti e dove agiscono quelle più radicalizzate?
Tornando sulla questione del network jihadista e i collegamenti che sono stati riscontrati con l’Italia, trattati nell’articolo precedente, oggi l’attenzione si focalizza nel particolare in Lombardia e Piemonte. Il 28 aprile 2016 sono stati emessi ordini di arresto nei confronti di sei soggetti accusati di “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale”. Questo evento, oltre a confermare ulteriormente l’esistenza nel territorio italiano di focolai di fondamentalismo di matrice islamica strettamente collegati al sedicente Stato Islamico, è interessante in quanto evidenzia in primis l’importanza dell’analisi delle reti sociali e delle diverse tipologie relazionali riscontrabili al loro interno. In secondo luogo si evidenzia la sottile (ma presente) capacità di adattamento delle strategie del Dae’sh in funzione degli obiettivi.
Sul sito del “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica” è stato pubblicato l’articolo di Laris Gayser “Intelligence Economica: una proposta per l’Italia”, comparso sulla nostra rivista Sicurezza Terrorismo e Società, 2 – 2015.
I media italiani si sono riempiti delle dichiarazioni di Abu Yusuf al Anabi, leader di Al Qaeda nel Maghreb. I toni del suo messaggio, che commenta gli accordi sulla Libia presi a Shkirat, in Marocco, sono: la Libia “si è venduta agli stranieri“, l’Italia ha occupato il Paese e Tripoli e “ve ne pentirete“, “nuovi invasori, nipoti di Graziani, vi morderete le mani pentendovi di essere entrati nella terra di Omar al Mukhtar e ne uscirete umiliati“, “non siamo un popolo che si arrende, dovrete passare sui nostri cadaveri. O vinciamo o moriamo“. Continue reading
È stato pubblicato ieri il video dell’esecuzione di due uomini tra le rovine di Palmira. A perpetrare l’ennesima fucilazione sono stati Abu Omer al-Almani e Mohamed Mahmoud. Niente tute arancioni né inversione di ruoli questa volta. La novità è un’altra. Continue reading
Il progetto dello Stato islamico persegue una occupazione territoriale evidente alla quale si oppone la cosiddetta Coalizione e una serie di attori molti diversi sul campo. Continue reading
“O infedeli di Roma, o voi che siete devoti alla croce, o voi crociati che combattete lo stato Islamico, vi diciamo “morite in , morite perché con la grazia di Allah, l’Islamic State Hacking Division (ISHD) ha ackerato diversi server militari, database ed email e con questi abbiamo ottenuto con successo informazioni personali di personale militare impiegato in aviazione, marina ed esercito… Da tutto il materiale che abbiamo ottenuto abbiamo deciso di rilasciare 10 indirizzi cosicché i nostri fratelli in Italia possano sistemarvi”. Continue reading
E’ uscito il 13 luglio l’ultimo numero della rivista patinata del Califfato che persegue la sua linea per accreditarsi come l’unico e vero Stato Islamico e continua la sua promozione in altri contesti, rilanciando il recente video rivolto alla gente dei balcani e i canti di chiamata agli uiguri (commentati entrambi in precedenti post di Itstime). Continue reading
IS fa saltare due monumenti a Palmira: come si poteva aspettare oggi gli uomini del Califfato hanno comunicato di aver fatto saltare in aria due antichi mausolei islamici, quello dello sheikh Mohammed Ben Ali e quello di di Abu Behaeddin, a 4 km dal sito archeologico di Palmira, affermando di aver distrutto “un simbolo del politeismo”.
Il nuovo numero di Dabiq è forse uno di quelli meglio riusciti. Di sicuro è il più mediatico: la pubblicità sbarca sulla rivista. Per la prima volta compaiono tre pagine dedicate alla hit parade del Jihad, per un totale di 30 video. Tra questi riscuotono ovviamente più successo quelli che inneggiano al Jihad ma non mancano video che approfondiscono temi volti alla promozione dell’istituzionalizzazione di IS: visite ispettive negli uffici, pagamento delle tasse, ecc. Due intere pagine sono dedicate alla promozione di nasheed, proposti con sottotitoli in francese, inglese e tedesco, e una lancia una nuova stazione radio messa in onda dallo Stato Islamico. Continue reading
Il centro Militare di Studi Strategici CeMiSS – ha pubblicato l’ Osservatorio Strategico 2/2015 (OS_N2_2015_R_web) con le ultime analisi sulle aree di crisi nel mondo.