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Nessun luogo è lontano” – 22 e 24 agosto 2014

Partiamo dalla Libia, il cui spazio aereo è stato chiuso a causa dell’escalation degli scontri tra le forze dell’ex generale Khalifa Haftar e le milizie filo islamiche. Ne parliamo con la giornalista freelance Nancy Porsia. Con Roberto Aliboni, consigliere scientifico dell’Istituto Affari Internazionali. A seguire un focus sulla strategia comunicativa di Isis con Marco Lombardi, responsabile del centro di ricerca ITSTIME, e docente di Sociologia e Gestione delle crisi e dei rischi della comunicazione all’Università Cattolica di Milano. Poi andiamo in Kosovo, dove Nato e forze di sicurezza nazionali sono impegnati in un’operazione anti-terrorismo, dopo l’ondata di arresti di kosovari sospettati di essere combattenti di Isis in Siria e in Iraq. Con Nate Tabak, caporedattore di Prishtina Insight.

L’intervista a Marco Lombardi

L’intera puntata è ascoltabile qui

18Giu/13

Convegno Ispi: “Il nuovo terrorismo: oltre Al-Qaeda”

Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, la maggiore minaccia al mondo occidentale e alla stabilità internazionale sembrava essere quella del terrorismo di matrice islamica. A più di dieci anni dalla “guerra al terrorismo” lanciata dagli Stati Uniti con gli interventi in Afghanistan e Iraq, il fenomeno del terrorismo sembra essersi riadattato al nuovo contesto e aver optato per nuove scelte di tipo tattico e strategico. Da un lato si registra la localizzazione di un fenomeno che era internazionale, mentre dall’altro, come testimoniato dall’attentato alla maratona di Boston, si verificano episodi isolati di emulazione. Quali sono le caratteristiche del nuovo terrorismo e quali sfide pongono alle organizzazioni predisposte a combatterlo? L’incontro ha analizzato le caratteristiche delle nuove forme di terrorismo che si sono sviluppate dopo gli attacchi dell’11 settembre e le sfide che esse pongono alle organizzazioni predisposte a combatterlo

Guarda il video del convegno: Il nuovo terrorismo: oltre Al-Qaeda

25Mag/13

Identity and democracy in Maghreb – by Juan Ignacio Castien Maestro

A year has already gone by since the Tunisian revolution started, which has been followed by some others. Everywhere people have addressed their wrath against the scarce number of minorities that took up all power and wealth. The fact that those oligarchies were either left or right-wing, rather secular or religious, or the kind of foreign-affair politics they applied did not matter much. The anti- oligarchic inclination has been, therefore, the main feature common to all those revolutionary processes. But standing up against the oppressive power has also meant the questioning of the clientelist system on which that power was based.

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