Fin dall’avvento di Internet, gli estremisti hanno sfruttato gli spazi digitali per produrre e diffondere la propria propaganda, creando centri online volti al reclutamento e alla radicalizzazione di nuovi individui. In particolare, l’ecosistema online dello Stato Islamico (IS) ha sfruttato un’ampia gamma di piattaforme di comunicazione online per fare da‘wa (proselitismo), creando e condividendo materiali propagandistici molto diversificati, che vanno dalla produzione mediatica istituzionale e non istituzionale a forme più personalizzate e rielaborate di propaganda no-brand. Caratterizzati da un elevato grado di rielaborazione e fortemente connotati dalle tendenze più virali, i contenuti no-brand sono particolarmente efficaci nel catturare l’attenzione degli utenti più giovani e trovano su TikTok il loro approdo più efficiente ed efficace. Su queste piattaforme sono comuni contenuti di questo tipo, privi di loghi dell’IS o di case mediatiche pro-IS, che raffigurano invece figure note o elementi legati al movimento salafita-jihadista.
Questo articolo analizza il materiale pro-IS no brand prodotto con CapCut, esaminando alcune caratteristiche comuni dei prodotti audiovisivi individuati e le modalità con cui vengono condivisi all’interno della piattaforma di editing. In particolare, esamina come CapCut sia stato utilizzato per creare e personalizzare contenuti audiovisivi legati all’IS, condivisi su diverse piattaforme di social network (come TikTok) e/o direttamente all’interno di CapCut (Figura 1).
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